Genova Lunedì 1 novembre 2004

Per un mondo equo e solidale

Genova - Davide è un giovane genovese che si è avvicinato al mondo del volontariato per assolvere al servizio civile. Un amica gli parla dell’attività della , un'organizzazione senza scopo di lucro che promuove la cultura ed i prodotti del commercio equo e solidale, l’ etica, il consumo critico, il turismo responsabile, e decide di “entrare in squadra”.

Perché hai scelto proprio La Bottega Solidale?
Inizialmente mi sembrava un approccio più facile all’attività di volontariato, anche se poi, lavorandoci, ho scoperto che non è così. Inoltre approvavo la missione e la filosofia dell’associazione, avevo già da prima una coscienza sociale in tal senso ma ero molto poco attivo.

Quali erano e sono le tue mansioni?
Durante il servizio civile mi sono occupato dell’inserimento di un nuovo programma per gestire la vendita dei prodotti e ho insegnato al personale come utilizzarlo. È stato un lavoro massacrante ma di grande soddisfazione. L’attività di volontariato vera e propria, che continuo a fare ancora adesso, mi impegna 3 o 6 ore alla settimana: io lavoro nel punto vendita dell’Acquario e sono sempre affiancato da un’operatrice.

Che età hanno i volontari e quali sono i loro compiti?
Si va dai 16 ai 60 anni. Il nostro compito è di aiutare l’operatrice alla cassa, a mettere in ordine la merce, ad assistere e informare i clienti.

Perché parli solo di operatrici? È un mondo al femminile?
I volontari sono sia uomini che donne, anche se le donne sono comunque preponderanti. Le operatrici sono invece tutte donne, forse perché hanno una sensibilità diversa. E poi, questo tipo di lavoro si sceglie per ragioni ideologiche, perché si condivide una filosofia e uno stile di vita, perché si ha una forte motivazione in tal senso: essendo una cooperativa non c’è possibilità di grandi guadagni né di fare carriera.

A parte la vendita di prodotti, quali altre attività organizza La Bottega?
Una sera al mese teniamo un incontro tematico sul commercio equo e solidale rivolto soprattutto ai volontari. Poi organizziamo attività di sensibilizzazione rivolte alle scuole o a tutti gli interessati.

Mercoledì 3 novembre, alle ore 17.30, La Bottega Solidale Cafè presenta Aromi di giustizia, un incontro con due produttori della cooperativa Podie – Sri Lanka. Mi dici qualcosa su questo tipo d’iniziativa
È uno scambio di esperienze profondissimo ed emozionante. Finalmente si ha un contatto diretto con l’altra parte della barricata, si da un volto umano ai nostri prodotti. Produttori e consumatori condividono la stessa filosofia ma sono molto distanti da tantissimi punti di vista. Questo “contatto fisico” è un modo di farsi un’idea più completa del progetto: noi scopriamo chi c’è dietro il pacco di caffè, loro prendono coscienza di come vengono trattati i prodotti a destinazione.

Si parla sempre di ciò che l’attività di volontariato fa per gli altri. Cosa ha invece fatto e sta facendo per te?
Sicuramente adesso ho una diversa capacità di lavorare in gruppo. Mi sono confrontato con un ambiente in cui si è ascoltati e responsabilizzati. Ho avuto anche altre esperienze nel campo delle vendite ma in Bottega è tutto diverso: quello che vendi, l’ideale di fondo che ti muove, danno una forte motivazione. Umanamente sono cresciuto, ho imparato a convivere con chi non la pensa come me, a relativizzare le cose, a comunicare agli altri concetti non semplici.

Il commercio equo e solidale è in espansione. In che direzione bisogna andare per promuoverlo meglio?
Credo che la cosa fondamentale sia la formazione. È vero che la gente è sempre più cosciente ma è anche vero che spesso, la coscienza non è associata ad una piena conoscenza del fenomeno. Ci si limita a comprare il prodotto senza capire bene cosa c’è dietro: tutto il discorso del prefinanziamento, del prezzo giusto, della parità tra i sessi, dell’esclusione del lavoro minorile, cardini del mercato equo e solidale, resta a volte nell’ombra.

Cosa ricordi con più piacere di questa esperienza?
Ci sono stati tanti momenti belli, non saprei sceglierne uno. In generale comunque direi l’entusiasmo, quello che ti spinge oltre il limite fisico, che ti fa superare la stanchezza. Dal servizio civile sono uscito sfinito ma lo rifarei sicuramente. Io consiglio a tutti di provare, per tornare indietro c’è sempre tempo.

Il 3 novembre, alle 17.30, Valeria Calamaro presenterà il suo libro Le spezie in cucina con degustazione di alcune ricette accompagnate da vino bianco biologico (4 euro).Per info: La Bottega Solidale Cafè, via Caffa 2r (ang. Piazza Tommaseo). Tel:010/3629188, .

Per informazioni sulle associazioni di volontariato di Genova contattare il al numero 010 5956815.

di Laura Calevo

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