Ristoratori Toscani e Coronavirus: chiudere e sospendere le tasse contro «una lenta agonia» - Firenze

Ristoratori Toscani e Coronavirus: chiudere e sospendere le tasse contro «una lenta agonia»

Attualità e tendenze Firenze Martedì 10 marzo 2020

© Pixabay

Firenze - Che uniti si è più forti l'hanno capito bene i Ristoratori Toscani, il gruppo di imprenditori della ristorazione che, in occasione dell'emergenza Coronavirus e delle disposizioni di limitazione al servizio e di chiusura anticipata (fino al 3 aprile la serranda si deve abbassare alle 18, come disposto dall'ultimo decreto in materia COVID-19 del Governo), fanno quadrato. Il gruppo, che nel giro di pochi giorni ha superato su Facebook le 800 adesioni, firma una richiesta indirizzata a tutti i gradi della politica per reclamare maggiori tutele nei confronti della loro categoria, che risulta fra le più danneggiate economicamente dai provvedimenti di contenimento del contagio. Fra le richieste, incentivi economici come la sospensione di tutti i contributi e la chiusura di tutte le attività 24h.

Il gruppo dei Ristoratori Toscani nasce come movimento apolitico, apartitico e slegato da ogni associazione. Spinti dalla delicata situazione, gli imprenditori della ristorazione lanciano dunque un appello a Giuseppe Conte, al Ministro della Salute Roberto Speranza, al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Quali le richieste dei ristoratori?

  • Chiusura di tutte le attività h 24, al fine di tutelare la salute pubblica riducendo al minimo il contagio. I Ristoratori Toscani ritengono questa misura, fino ad ora scongiurata dal Governo, quantomai necessaria per tornare al più presto alla normalità;
  • In secondo luogo, la tutela dei dipendenti, con la cassa integrazione a deroga con 0 ore senza anticipo per le aziende, così da permettere ai dipendenti di non esaurire le ferie;
  • Dal punto di vista contabile, i Ristoratori chiedono la sospensione di tutti i contributi, oneri e tributi fiscali. Necessaria anche l'eliminazione degli oneri bancari (data l'impossibilità di incassare liquidità) e la moratoria per mutui e finanziamenti concessi dagli istituiti bancari;
  • Il gruppo propone anche l'avvio di una mediazione pubblica in una trattativa con i proprietari dei fondi per sospendere il pagamento degli affitti, con conseguenti aiuti ai proprietari degli immobili
  • Abolizione delle sanzioni per tutto il 2020 dei versamenti tardivi e congelamento per i prossimi 6 mesi di tasse, tributi statali, regionali e comunali con pagamenti a partire dal 2021 chiudono il cahier dei Ristoratori Toscani.

«Chi può sta chiudendo (e sono già oltre i 100) sia in segno di protesta che per tutelare la salute dei propri dipendenti e dei clienti» spiega il gruppo di imprenditori. «Non è giusto che i dipendenti usino le loro ferie per qualcosa che non ha niente a che vedere con le vacanze. Ci stiamo impegnando per loro e per le loro famiglie, se crolliamo noi avremo troppi specializzati del settore a casa. Il lavoro è un diritto fondamentale della nostra costituzione e noi stiamo lottando per poterlo garantire appena passata questa onda negativa».

Non semplici richieste dunque, ma vere e proprie tutele urgenti e necessarie per arginare la crisi di un'intera categoria e la salute dei molti professionisti impiegati nel settore. Richieste che vanno oltre le contingenze economiche locali, come spiegano i ristoratori: «Una lenta agonia non serve a nessuno, spengiamo la spina da subito,  per un breve periodo, in modo da poterla riattaccare quanto prima possibile. Ma per fare questo abbiamo bisogno di essere sostenuti».

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