Street Art a Firenze: dove vedere murales e opere di un museo a cielo aperto

Street Art a Firenze: dove vedere murales e opere di un museo a cielo aperto

Cultura Firenze Lunedì 2 marzo 2020

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Firenze - La vera Street Art che colora le nostre città va difesa nel nome della libertà di espressione artistica. Non va confusa con gli atti vandalici con cui, commettendo un reato, vengono imbrattate strade e monumenti con scritte e disegni spesso anche volgari che comportano poi costosi interventi di restauro e ripulitura di facciate, palazzi storici e addirittura di inestimabili opere d’arte.

La Street Art che si esprime a Firenze colora la città con opere e murales che si possono ammirare liberamente durante le nostre passeggiate per le vie e per i quartieri. Vi suggeriamo qualche esempio fra le opere più recenti e quelle più datate, fra quelle fisse e quelle temporanee, fra quelle più significative e quelle più divertenti, fra quelle fiorentine e quelle fuori porta.

I due boxer: il murale sulla casa popolare

Inaugurato a inizio febbraio 2020 è un murale gigante sull’intera facciata di un condominio popolare di sei piani in via Rocca Tedalda nel Quartiere 2 di Firenze. Raffigura due pugili, simbolo della battaglia per il mantenimento dei diritti con un impatto visivo e un messaggio molto potente. Gli autori, artisti impegnati da anni nel mondo dell’arte urbana, sono Run, l’anconetano Giacomo Bufarini con base artistica a Londra ed opere realizzate anche in Cina e in Senegal, e Basik, il riminese Lucio Bolognesi, writer che ha esposto a Milano, Berlino, Londra, Los Angeles e San Francisco. Il murale ha trasformato un anonimo muro di periferia in un’opera di street art realizzata nell’ambito del programma del Festival dei Diritti e in collaborazione con Street Levels Gallery (centro creativo e galleria espositiva in via Palazzuolo 74r), con Casa Spa (che gestisce la casa popolare) e con gli assessorati all’educazione, alle politiche giovanili e welfare e l’ufficio delle politiche giovanili della direzione cultura del Comune.

Nelson Mandela: il murale sul condominio dei diritti

Gigante e di grande impatto anche il murale dedicato nel 2018 a Nelson Mandela in piazza Leopoldo sulla facciata di una casa popolare. È il frutto dell’opera creativa dello street artist napoletano Jorit Agoch ed è un omaggio al premio Nobel per la pace simbolo della lotta per i diritti umani, un impegno e una battaglia sempre attuale. Il murale raffigura il volto sorridente di Mandela e l’autore ha usato un suo tradizionale procedimento per le opere murarie. Su una parete bianca ha prima scritto una citazione di Mandela a caratteri cubitali «La povertà non è naturale, è creata dall’uomo e può essere sradicata dalle azioni degli esseri umani, superare la povertà non è un gesto di carità, è un atto di giustizia. Unitevi! Mobilitatevi! Lottate!...» che poi ha ricoperto con gli strati della vernice di 300 bombolette spray disegnando il volto di Nelson. Jorit è autore famoso anche di altri ritratti giganti sulle facciate di edifici napoletani, per esempio i volti di Che Guevara, Maradona e Ilaria Cucchi. La realizzazione del grande murale fiorentino è raccontata nel documentario Nelson – Jorit e il Condominio dei Diritti del regista Omar Rashid.

I muri di Skim con i colori della speranza e del ricordo

Per la Campagna Un Muro per Sofia lo street artist di Scandicci (FI) Francesco Forconi, in arte Skim, ha sposato umanamente ed artisticamente la causa dell’associazione Voa Voa! Onlus – Amici di Sofia fondata a Firenze nel 2013 per dare assistenza socio sanitaria e sostegno alle famiglie con figli colpiti in età pediatrica da patologie rare e neurodegenerative. L’associazione crede nella cultura dell’inclusione che si oppone alla logica dello scarto e vuole aiutare e dare voce alle famiglie vittime della solitudine e dell’indifferenza delle istituzioni. Nel 2019 Skim ha realizzato con i colori della speranza un bellissimo murale intitolato Rari non Invisibili  sulla facciata del Palazzetto dello sport Turri di Scandicci (FI). Un’altra opera permanente di Skim si trova nel bel Parco dei Renai a Signa (FI). È un vero e proprio muro sormontato da filo spinato e con uno squarcio centrale con mattoni a vista realizzato nel novembre 2019 in ricordo dei 30 anni della caduta del muro di Berlino. Da un lato una composizione di disegni e colori esprime tutto lo stile di Skim nella realizzazione dei suoi murales e dall’altro una parete completamente bianca dà risalto alla scritta «Gli uomini costruiscono troppi muri e mai abbastanza ponti».

I cartelli stradali di Clet con nuovi ironici livelli di lettura

Clet Abraham è un artista francese che opera in tutto il mondo, ma che da più di 20 anni vive in Italia ed è fiorentino d’adozione. Fra le sue opere si distinguono in particolare i cartelli della segnaletica stradale che l’artista modifica con la tecnica della Sticker Art, un tipo di arte di strada in cui il messaggio viene veicolato tramite l’applicazione di adesivi. Clet trasforma i cartelli di sensi unici, di lavori in corso, di strade chiuse ecc. in divertenti opere d’arte che rispettano comunque la leggibilità della segnaletica, ma che aggiungono altri significati e livelli di lettura, spesso ironici, talvolta provocatori. Per le strade compaiono quindi frecce di direzione che trafiggono cuori, divieti di accesso che diventano gogne oppure pesanti oggetti da sollevare o simboli d’amore, indicatori di svolta che diventano pagliacci che sbucano da una scatola, strade senza sfondo che si trasformano in crocifissi… e molto altro. Gli adesivi possono essere tolti e non danneggiano il cartello, ma qualche volta l’artista è stato multato e qualche sua creazione rimossa, per poi finire però in vendita su Ebay perché considerate delle vere e proprie opere d’arte urbana contemporanea. L’artista non si dà per vinto e rivendica il suo diritto alla libertà espressiva fuori dagli schemi. In un’intervista gli è stato chiesto un parere sul confine tra street art ed atto vandalico e lui ha risposto che la street art non toglie ma aggiunge sempre qualcosa perché è costruttiva, nuova e alternativa. Se l’atto crea, costruisce e non distrugge allora si parla di arte che porta un messaggio, altrimenti in caso contrario si tratta di vandalismo. La sua arte dei cartelli è in continua mutazione, appare, scompare, torna e ci diverte. Bisogna andare in giro per le strade di Firenze e osservare i cartelli stradali. Prima o poi uno di Clet lo troviamo a regalarci un sorriso e un pensiero su cui riflettere.

Urban art nei vicoli: Blub, Exit Enter, Hopnn Yuri, Gec Art e Carla Bruttini

Oltre ai cartelli creativi di Clet, passeggiando per le strade e per i vicoli del centro storico di Firenze si possono incontrare sui muri o sulle cassette della luce tante altre opere di arte urbana contemporanea, come quelle della serie L’Arte sa nuotare di Blub che raffigurano personaggi come Galileo Galilei, Dante, Leonardo da Vinci o la Venere di Botticelli che indossano tutti una maschera da sub. Oppure gli omini stilizzati di Exit Enter che con un filo sottilissimo sono legati a un palloncino rosso o reggono un cuore, o ancora nel quartiere di San Niccolò qualche opera di HopnnYuri subito riconoscibile per la presenza di elementi presenti in tutte le sue creazioni: le biciclette e i colori bianco e rosso. E ancora qualche opera in stile elettronico di Gec Art: uomini intrappolati con la testa in un monitor, elementi elettronici che dialogano con gli animali, un uccello che dà ai suoi piccoli un topolino rappresentato da un mouse. Oppure, nelle strade di San Niccolò dove ha il suo atelier, una delle opere della pittrice Carla Bruttini attiva anche nel mondo della street art con soggetto preferito la Sciamana, una ragazza con lunghi capelli rossi.

 SuperHuman e SuperWoman. Le opere temporanee di Lediesis

Bisogna cogliere l’attimo con questo tipo di opere di street art. Infatti ora alcune di esse  si possono ammirare solo virtualmente sul sito Il momento è adesso perché nelle strade di Firenze, sia del centro che della periferia, sono comparse in ordine sparso e senza preavviso da dicembre 2019 a gennaio 2020 in occasione della campagna di solidarietà Il momento è adesso… mettici il cuore della Fondazione il Cuore si scioglie con l’obiettivo di abbattere i muri dell’indifferenza. Ogni opera temporanea, realizzata da un collettivo di street artists che si firma Lediesis, ha ritratto un personaggio SuperHuman, uomini e donne che con le proprie azioni hanno segnato la storia o stanno cambiando il mondo. Alcuni dei personaggi apparsi per le vie con sul petto la S di Superman sono Madre Teresa di Calcutta, Martin Luter King, Greta Thunberg, Liliana Segre, Falcone e Borsellino, Pietro Bartolo. Ogni supereroe moderno strizza l’occhio a chi lo guarda.

Lediesis in occasione dell’8 marzo 2019 hanno regalato alle strade di Firenze anche la forza di 8 donne, ritraendole nottetempo e catturando la curiosità in una sorta di caccia al tesoro per le vie. Anche ogni SuperWoman sfoggia il simbolo di Superman e strizza l’occhio a chi ne ammira il ritratto e tutte hanno in comune la forza, il coraggio, l’energia, la sensibilità, la dolcezza e l’amore per il bello. Le 8 protagoniste della street art temporanea: Leila di Guerre Stellari, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Frida Kahlo, la regina egizia Nefertari, Sofia Loren, Beatrix Kiddo di Kill Bill, e una Madonna rivisitata in chiave ironica.

Tutte le opere di Lediesis sono realizzate con la tecnica del paste up, cioè disegni dipinti su carta e poi incollati sulle superfici come dei manifesti. Il loro motto è Il ruzzo salverà il mondo per non prendersi troppo sul serio soprattutto nei momenti creativi.

Le SuperWomen sono comparse anche a Roma con ritratti di Anna Magnani, Martina Abramovich e la Sora Lella. In questi giorni hanno creato opere anche a Venezia, come quella dedicata a Peggy Guggenheim, e sui Navigli a Milano con ritratti di Alda Merini, di due ragazze in niqab che si scattano un selfie, di  una Barbie con la mascherina protettiva per il coronavirus e di Maga Magò. Per la Festa della Donna 2020 le SuperWomen saranno in mostra nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.  Alla domanda «porterete altre superdonne nelle città?» hanno risposto «dateci un muro e vi dipingeremo il mondo». Inoltre hanno lanciato l’hashtag 8donneper8città… annunciando che «dopo Venezia e Milano stiamo per arrivare a…?».Quindi per sapere qualinovità ci proporranno nel 2020magari anche a Firenze, e per vedere le loro opere, seguiamo i loro progetti artistici su Lediesis8  e quando passeggiamo per le vie guardiamoci intorno perché le SuperWomen potrebbero spuntare qua e là all’improvviso.

L’affresco in Piazza della Calza: dal 1616 al 1955

Facciamo un salto indietro nel tempo sulla facciata di un edificio in piazza della Calza, pochi metri alle spalle dell’antica Porta Romana, dove più che un’opera di street art troviamo un vero e proprio affresco esterno con una lunga storia. La prima versione non è più visibile attualmente e risale al 1616 ad opera del pittore Giovanni da San Giovanni che raffigurò in maniera allegorica Firenze seduta sul trono e circondata da Pisa e Siena. L’affresco dava il benvenuto a chi entrava in città e nei secoli si è deteriorato a causa delle intemperie esterne. Fu eliminato negli anni ‘50 e sostituito da una nuova opera contemporanea inagurata nel 1955 e realizzata dal pittore Mario Romoli. Si intitola La vita di Firenze e racconta la vita artistica e culturale della città attraverso i secoli. È realizzata intorno ad una finestra centrale che separa lo spazio in due parti. L’autore ha ritratto a destra alcuni personaggi fiorentini del Medioevo e del Rinascimento, come Dante, Masaccio, Giotto, Lorenzo il Magnifico, Leonardo da Vinci, Paolo Uccello, Paolo Dal Pozzo Toscanelli, Francesco Ferrucci, Giovanni dalle Bande Nere. La parte sinistra è invece dedicata ad alcuni illustri fiorentini di metà Novecento come Primo Conti, Ottone Rosai, Ardengo Soffici, Giovanni Papini e l’autore stesso, Mario Romoli. Sopra la finestra campeggia il simbolo di Cristo IHS insieme a San Giovanni Battista, patrono di Firenze, e alla Madonna.

Partenze: l’affresco nella Stazione di Santa Maria Novella

Dal 2006 un altro affresco, intitolato Partenze, è una grande opera all’interno della galleria di testa della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella. È stata donata al Comune di Firenze, e a tutti i viaggiatori fiorentini e del mondo, dall’autore Giampaolo Talani che tante volte da studente era transitato in quella galleria quando frequentava il liceo artistico e poi l’Accademia di belle arti. Quell’opera era il suo sogno e nei 25 metri di lunghezza dell’affresco, realizzato con tecnica rinascimentale, rappresenta diciannove viaggiatori contemporanei con le loro valigie piene di oggetti, di ricordi, di amori, di speranze e di sogni. Con le cravatte ed i capelli al vento sono tutti autoritratti uguali e diversi del pittore stesso e l’opera rappresenta «un treno di umanità in eterno movimento». La stazione ospita anche altre opere d’arte di valore come le pitture di Ottone Rosai e di Mario Romoli e le sculture di Italo Griselli.

I progetti per dare agli street artists la possibilità di esprimersi

L’Amministrazione comunale nel 2020 ha rinnovato il protocollo d’intesa con la Fondazione Angeli del Bello con l’intento di proseguire l’opera di cura e mantenimento del decoro urbano e di valorizzazione delle bellezze di Firenze. Proseguirà quindi con determinazione l’impegno e l’azione per combattere anche il vandalismo di imbrattatori che in maniera incivile commettono un reato deturpando la città. Le intenzioni non sono però solo repressive e c’è la volontà di riconoscere il valore della street art pensando di creare degli spazi per dare agli artisti la possibilità di esprimersi. Sono stati quindi individuati 18 spazi dove chiunque può realizzare i propri murales senza presentare un progetto e senza autorizzazioni. Inoltre saranno previsti altri nuovi spazi destinati alla street art sulle facciate delle scuole e delle case popolari e nei sottopassi della tramvia.

Un’altra idea è il lancio di un’iniziativa che riguarda le saracinesche dell’Oltrarno, in passato ripulite dagli Angeli del Bello ma poi nuovamente imbrattate dai vandali. L’obiettivo è di trasformare il problema in un’opportunità dando vita ad una collaborazione con gli street artists invitandoli ad esprimersi con loro opere sui bandoni dell’Oltrarno realizzando così una galleria d’arte a cielo aperto.

Un’altra opportunità la fornisce Poste Italiane con il progetto Paint – Poste e Artisti Insieme Nel Territorio che ha invitato writers e street artists a rinnovare l’aspetto delle pareti degli uffici postali di tutta Italia con opere ispirate a temi sociali e di attualità e che rappresentino arte, cultura e decoro. Sono già stati realizzati circa 40 murales di cui due in Toscana, uno a Gambassi Terme (FI) e l’altro a Quarrata (PT). Nel 2020 il progetto prevede la promozione di altri 20 murales.

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