Firenze, La piccola farmacia letteraria: dove i libri curano l'anima. L'intervista a Elena Molini

Firenze, La piccola farmacia letteraria: dove i libri curano l'anima. L'intervista a Elena Molini

Cultura Firenze Lunedì 20 gennaio 2020

Firenze - Nel quartiere di Gavinana, al 7r di via di Ripoli potete trovare la Piccola farmacia letteraria, un posto incantato dove trovare soluzioni letterari per problemi reali, ovvero dove le storie sono la cura a i mali del nostro tempo e dove il profumo della carta guarisce l'anima.

Tutto questo porta il nome di Elena Molini, una donna dal cuore grande che  dopo aver trascorso anni in una catena della grande distribuzione, intuisce che sono proprio gli stati d'animo a muovere le scelte del lettore e che è necessario reinterpretare il concetto classico di libreria per dare più valore ai rapporti umani e ascoltare chi ci sta davanti.

Come nasce questa idea?
«Ho aperto la farmacia letteraria un anno fa e l’idea nasce principalmente dalla mia esperienza in libreria, visto che per anni ci ho lavorato. Notavo come spesso le persone chiedessero un libro in base ai loro stati emotivi, magari perché si era appena lasciato, perché era triste o perché era un po’ giù. Quindi insieme a due psicologhe (una è mia sorella e l’altra una mia carissima amica, dice sorridendo), ho chiesto se si poteva cercare di indirizzare le persone in una direzione rispetto a un altra e loro mi hanno detto di sì. Quindi abbiamo creato le macro categorie della farmacia letteraria nelle quali inserire i testi, non in base alla copertina o all’autore ma in base alle emozioni contenute riferite alla loro evoluzione personale. È nata così la farmacia letteraria».

Cosa c’è scritto nel bugiardino?
«Contengono indicazioni, effetti collaterali e posologia, sono due o tre frasi ad effetto, con alcune anche più ironiche, ma ci sono anche parti serie dedicate ad esempio ad una perdita, a un lutto, o all’abbandono, l’ansia. Altri invece sono più leggere come la dipendenza dai viaggi. L’indicazione ti dice a chi è destinato il libro a seconda del momento che sta passando e alle emozioni che sta vivendo. Il libro ti dà una consapevolezza su qualcosa di cui magari non eri a conoscenza e ti consente di scoprire e  affrontare tematiche che tu stavi cercando di evitare e che magari la storia ti pone davanti alla tua attenzione. Le indicazioni sono un po’ più giocose e sono modulate in base alla difficoltà del testo. E poi ci sono le modalità su come e quando leggere quel determinato libro. E quindi abbiamo deciso di indicare queste tre interazioni».

Esiste un farmaco generico per un benessere quotidiano?
«In realtà non esistono, la lettura è una cosa molto personale quindi per consigliare un libro, oltre a partire dallo stato emotivo, è importante sapere cosa piace leggere al lettore, l’autore preferito, perché stando in libreria magari ti rendi conto che un libro che io reputo bellissimo a te non piace. Non c’è una regola, non c’è un libro che è piaciuto a tutti, quindi devi modulare per forza e non esistono farmaci generici in libreria ma devi dare ad ognuno il suo».

Parlami del libro, La piccola farmacia letteraria, che hai scritto per Mondadori
«È la storia della mia libreria, e nonostante la inseriscano dentro le storie d’amore, in realtà è una storia d’amicizia tra donne. Mentalmente è la mia storia con tutte le mie amiche, tre psicologhe, che mi hanno aiutato a creare questa. È una storia che parla di sogni da realizzare, un momento di transizione della vita, dalla casa condivisa alle amicizie, che ti porta a pensare a cosa fare del tuo futuro. Cercando di sopravvivere in un periodo storico che porta molta incertezza, che poi si ripercuote molto sui rapporti personali. Ovviamente è un libro sui libri, dove ogni capitolo è collegato a un libro, che ha ognuno il suo bugiardino. I libri, anche dove non sembra, sono i veri protagonisti del libro in un finale un po’ a sorpresa che il lettore deve andare a scoprire».

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