Cosa vedere gratis a Firenze? I Ponti lungo l'Arno, dal Ponte Vecchio al Ponte gobbo

Cosa vedere gratis a Firenze? I Ponti lungo l'Arno, dal Ponte Vecchio al Ponte gobbo

Itinerari e visite Firenze Giovedì 16 gennaio 2020

Firenze - Conosciamo i ponti fiorentini, una fila di perle artistiche e architettoniche sull’Arno, con al centro il gioiello del Ponte Vecchio. Seguendo il corso del fiume da monte a valle facciamo una passeggiata per contarli e visitarli tutti, ognuno con il suo stile e la sua storia.

L’Arno nasce dal Monte Falterona sull’Appennino Tosco-Romagnolo e ancora non sa che nel suo lungo corso dalla sorgente al mare incontrerà la bellezza di Firenze.

Quando le sue acque giungono da sud ed entrano in città scoprono che in realtà il fiume non divide la città in due ma ne fa parte creando uno splendido Lungarno che sfoggia i suoi ponti dai quali ammirare Firenze da diverse prospettive.

Ponte di Varlungo

All’ingresso sud di Firenze, dopo il ponte ferroviario dell’Alta Velocità Firenze-Roma, il primo ponte stradale e pedonale che incontriamo è il Ponte di Varlungo in zona Nave a Rovezzano, frazione sulla sponda sinistra dell’Arno. Finito di costruire nel 1981 con un’unica campata e struttura in acciaio e cemento armato, oltre alla sua funzione di raccordo autostradale da e per il casello di Firenze Sud, permette un collegamento veloce tra la zona di Bellariva e di Varlungo con il comune di Bagno a Ripoli e le sue frazioni di Grassina, storicamente nota come porta del Chianti perché al confine fra la zona urbana fiorentina e l’inizio della Via Chiantigiana, e Antella, con la sua antica Pieve di Santa Maria, chiesa in stile romanico consacrata nel 1040.

Ponte Giovanni da Verrazzano

Le acque scorrono e noi passeggiamo verso il Ponte Giovanni da Verrazzano, che prende il suo nome dal celebre navigatore toscano, originario di Greve in Chianti intorno al 1485, protagonista dell’epoca delle grandi scoperte geografiche con i suoi viaggi esplorativi della costa atlantica del Nord America. Finito di costruire nel 1970 con un’unica campata e struttura moderna in acciaio e cemento armato, è un collegamento stradale e pedonale del lungarno Cristoforo Colombo (nel Quartiere del Campo di Marte, zona edificata a inizio ‘800 per l’addestramento dell’esercito toscano e negli anni ‘30 del Novecento convertita a polo sportivo con i maggiori impianti della città) con piazza Ravenna (nel Quartiere di Gavinana, uno dei quartieri più antichi di Firenze).

Ponte San Niccolò

Proseguiamo il cammino verso il Ponte San Niccolò che unisce le due sponde del fiume, la sinistra con il lungarno Francesco Ferrucci e il lungarno Benvenuto Cellini e la destra con il lungarno del Tempio e il lungarno Guglielmo Pecori Giraldi che, insieme a piazza Piave e al lungarno della Zecca Vecchia sono la migliore postazione per ammirare i famosi Fochi di San Giovanni, imperdibile spettacolo pirotecnico che, dal Piazzale Michelangelo, illumina la serata fiorentina in occasione della festa del santo patrono San Giovanni, il 24 Giugno, dopo il pomeriggio dedicato alla finale del Calcio Storico. Il Ponte San Niccolò fu costruito tra il 1836 e il 1837 con il nome di Ponte San Ferdinando (in onore del Granduca Ferdinando III di Toscana), un ponte sospeso con struttura metallica nella zona della pescaia di San Niccolò, antica fonte di acqua per i mulini nelle mura della città. Nel 1844 fu distrutto da un’alluvione, poi ricostruito nel 1853 e modificato nel 1890, mantenendo una struttura metallica e soprannominato Ponte di Ferro. Alla fine del Granducato fu dedicato a San Niccolò, il quartiere sulla riva sud del fiume. Subì un’altra distruzione ad opera dei tedeschi, che nel 1944 minarono e fecero crollare tutti i ponti di Firenze escluso il Ponte Vecchio, e fu ricostruito nel 1949 con l’attuale struttura in cemento armato e una sola grande arcata.

Ponte alle Grazie

Andando avanti lungo il corso dell’Arno il nostro tour dei ponti di Firenze ci fa fare un bel salto indietro nel tempo quando, avvicinandoci sempre più al centro storico, incontriamo il Ponte alle Grazie che unisce via de’ Benci con piazza dei Mozzi e i lungarni Serristori e Torrigiani in Oltrarno con i lungarni Generale Diaz e delle Grazie di qua d’Arno. Il ponte attuale è stato ricostruito nel 1957 in cemento armato e trattamento esterno in pietraforte con una struttura a cinque arcate, ma il ponte originale, conosciuto come Ponte a Rubaconte, risale al 1237 e con le sue nove arcate era il più lungo e antico di Firenze, ancora più antico del Ponte Vecchio. Ha resistito a tutte le grandi alluvioni del passato ed era caratterizzato dalla presenza di casette di legno, piccole cappelle, tabernacoli, oratori e botteghe in corrispondenza dei piloni. Da uno dei tabernacoli, dedicato ad una Madonna detta Santa Maria alle Grazie, ha poi preso il nome il ponte attuale.

Nel 1347 due arcate sulla riva sinistra furono eliminate per l’ampliamento di piazza dei Mozzi e in seguito, nell’800, le arcate furono ridotte a sei per costruire i lungarni, mentre gli edifici presenti sul ponte, ormai abbandonati, furono demoliti per permettere il transito della linea tramviaria. Il tabernacolo che ha dato il nome all’attuale ponte non fu distrutto ma fu trasferito nell’oratorio di Santa Maria delle Grazie sul lungarno Diaz. Tutte queste modifiche, e soprattutto la distruzione ad opera delle truppe naziste nel 1944, hanno cancellato dal panorama di Firenze l’antica e affascinante struttura, sostituita da quella attuale che però, durante la nostra passeggiata, non ci impedisce di ricordarne la storia.

Ponte Vecchio

Siamo arrivati al gioiello di questa collana di ponti fiorentini, il Ponte Vecchio, uno dei più famosi, visitati e fotografati al mondo. Senz’altro uno dei più celebri simboli di Firenze, attraversa l’Arno in prossimità della zona dei Canottieri che si trova proprio sotto gli Uffizi. Qui la storia del ponte ha origini molto antiche, ad iniziare dall’epoca romana, con varie ricostruzioni che si sono succedute nel tempo a causa di distruzioni dovute a guerre e alluvioni come quella devastante del 1333 dopo la quale furono costruiti i lungarni e, nel 1345, l’attuale Ponte Vecchio realizzato in pietraforte con tre arcate e file di botteghe artigiane lungo tutto il passaggio. In quelle botteghe nel 1442 furono riuniti i macellai della città che aggiunsero delle retrobotteghe a sbalzo sul fiume e puntellate da pali di legno. Nel 1565 fu costruito il Corridoio Vasariano, un passaggio sopraelevato lungo circa 1 km che unisce Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti passando dalla Galleria degli Uffizi e sopra al Ponte Vecchio. Nel 1593, per nobilitare il commercio sotto il celebre corridoio, i macellai furono sostituiti da orafi e gioiellieri, tuttora presenti ad impreziosire il passeggio e gli acquisti sul ponte. Nel 1860 furono modificate le tre finestre centrali del ponte così come è attualmente, mentre nel 1944 fu l’unico ponte fiorentino risparmiato dalla distruzione nazista ma ne furono fortemente danneggiate le zone di accesso (via Por Santa Maria, via de’ Guicciardini e borgo San Jacopo). Nella parte centrale del ponte si aprono due terrazze panoramiche, una sormontata dal Corridoio Vasariano e l’altra decorata dal monumento a Benvenuto Cellini realizzato nel 1901.

Il Ponte Vecchio è anche uno scenario speciale per eventi e ricorrenze. È protagonista ogni anno del F-Light, Firenze Light Festival, che dal 2011 durante le festività natalizie disegna di luce i monumenti e le piazze fiorentine. Per l’occasione il ponte diventa una tela per suggestive proiezioni artistiche e video-mapping. Nel 2018 il tema è stato Leonardo Da Vinci, nel 2019 il cinquantennale dello sbarco sulla Luna e… nel 2020? Lo scopriremo alla prossima edizione. Il 1° Gennaio fa da sfondo al tradizionale tuffo di Capodanno e l’8 Settembre di ogni anno allo spettacolo affascinante del secondo giorno della festa della Rificolona con le barchette illuminate che sfilano in Arno con le lanterne di carta. Il giorno prima, il 7 Settembre, bambini e adulti sfilano in processione per le strade del centro città sfoggiando lanterne di varie forme e colori.

Ponte Santa Trinita

Un’altra perla è il Ponte Santa Trinita, uno dei più eleganti e belli che unisce la prestigiosa via Tornabuoni verso il centro, a piazza de’ Frescobaldi e al lungarno Guicciardini. Costruito in legno la prima volta nel 1252, crollò poco dopo e fu ricostruito in pietra ma nuovamente distrutto dalla violenta piena del 1333. Nuovamente ricostruito nel 1415 fu ancora distrutto da un’altra alluvione nel 1557. Nel 1571 fu completata la nuova costruzione con tre arcate in pietraforte di colore bruno su progetto di Bartolomeo Ammannati e  disegno di Michelangelo. Nel 1608 agli imbocchi del ponte furono realizzate le statue allegoriche delle Quattro Stagioni. Dopo la distruzione nazista del 1944 fu creato il comitato Come Era e Dove Era per restituirlo alla città di Firenze e i lavori del ponte attuale terminarono nel 1958 con l’inaugurazione. Una curiosità: le statue delle Quattro Stagioni furono ripescate in Arno finita la guerra, ma la statua della Primavera era priva della testa che fu ritrovata nel fiume solo nel 1961 e rimessa al suo posto.

La bellezza e l’eleganza di questo ponte sono valorizzate da interventi di illuminazione permanente rinnovati in occasione del F-Light 2019 con nuovi punti luce che mettono in risalto i dettagli artistici ed architettonici come le statue allegoriche e i fregi in marmo sulle arcate.

Ponte alla Carraia

Proseguendo lungo il corso del fiume troviamo il Ponte alla Carraia che attraversa l’Arno fra la zona del centro storico (lungarno Corsini, lungarno Vespucci e Borgo Ognissanti) e quella di Oltrarno (lungarno Guicciardini e lungarno Soderini). Nacque in struttura di legno con il nome di Ponte Nuovo nel 1218 e nel tempo ha subito anch’esso distruzioni e ricostruzioni, per crolli, alluvioni e guerre, e anche modifiche come quella del 1867 con l’aggiunta di due marciapiedi per allargarlo e facilitare il transito di carri e carrozze, da cui deriva il nome attuale. L’ultima ricostruzione del ponte risale al 1952 ed ha mantenuto l’antico progetto della struttura a cinque arcate con una curvatura più evidente, tanto da essere soprannominato ponte gobbo.

Ponte Amerigo Vespucci

L’Arno e i lungarni ci accompagnano verso il Ponte Amerigo Vespucci, nato nel 1949 nella sua prima versione provvisoria denominata ponte di via Melegnano per unire al centro il quartiere di San Frediano in attesa della ricostruzione dei ponti distrutti ad opera nazista. Fu costruito riciclando proprio i materiali dei ponti perduti, poi nei primi anni ‘50 si svolse un concorso per la costruzione di un nuovo ponte per celebrare il cinquecentenario della nascita di Amerigo Vespucci. Il ponte omonimo fu quindi realizzato nel 1957 con tre campate e stile essenziale e sobrio, più simile ad un nastro e ad una strada da una riva all’altra che ad una tradizionale struttura con arcate. Un riuscito inserimento architettonico moderno in un contesto storico antico. La strada sul ponte, divisa da uno spartitraffico illuminato di notte, unisce il lungarno Amerigo Vespucci al lungarno Soderini ed ha una pavimentazione in porfido come quella tipica delle vie di San Frediano. 

Ponte alla Vittoria

Uscendo ormai dal centro storico e percorrendo l’Arno nel suo fluire a valle, troviamo il Ponte alla Vittoria che unisce le zone del Pignone e di Monticelli con piazza Vittorio Veneto, il piazzale di ingresso al parco delle Cascine. La prima costruzione risale al 1835  con il nome di ponte San Leopoldo, o ponte di ferro, un ponte sospeso di grande importanza commerciale perché univa la via Pisana e la via Livornese con la via Pistoiese e la zona industriale del Pignone con la stazione ferroviaria Leopolda. Aveva anche una funzione di dogana e all’epoca il ponte sfoggiava ai suoi vertici quattro pilastri con quattro leoni in marmo. In seguito il ponte fu modificato e i leoni spostati: due all’imbocco del viale di Poggio Imperiale nella zona di Porta Romana e due nel parco delle Cascine. Le modifiche al ponte furono fermate dal primo conflitto mondiale, ma alla fine della guerra la battaglia di Vittorio Veneto ispirò l’inizio di una nuova costruzione e il nuovo nome del ponte, intitolato con spirito patriottico alla Vittoria ed inaugurato nel 1932. Dopo la distruzione dei tedeschi in ritirata nel 1944 fu ricostruito poco dopo in cemento armato con tre arcate e parapetti in bronzo e attualmente è molto trafficato perché è un collegamento fondamentale per la città.

Ponte della Tramvia

Proseguendo il percorso del fiume verso valle, passeggiando sul lungarno del Pignone o nel Viale Abramo Lincoln del parco delle Cascine, troviamo il Ponte della Tramvia, il più recente realizzato per permettere l’attraversamento dell’Arno alla linea 1 della tramvia di Firenze inaugurata nel 2010. È un viadotto in stile moderno realizzato in acciaio su piloni di cemento armato ed oltre che con il tram lo possiamo attraversare a piedi o in bicicletta nei nostri spostamenti o per andare a godersi il verde e le passeggiate nei viali e nei prati del parco delle Cascine con il suo grande mercato settimanale del martedì.

Passerella dell’Isolotto

Per i visitatori del parco delle Cascine e del suo grande mercato settimanale del martedì la Passerella dell’Isolotto (o delle Cascine) è un ponticello pedonale con campata unica, molto utilizzato per collegare con il centro del parco (in zona Piazzale Kennedy) il quartiere popolare dell’Isolotto e il suo lungarno dei Pioppi. Inaugurata nel 1963 è stata completamente restaurata nel 2018 ed essendo un collegamento strategico e molto trafficato per lavoratori e studenti universitari, oltre al passaggio pedonale è consentito anche quello su due ruote purché i mezzi siano condotti a mano e a motore spento.

Ponte all’Indiano

Siamo giunti all’ultimo ponte fiorentino, il Ponte all’Indiano, che collega il quartiere dell’Isolotto, di Ponte a Greve, Scandicci e la strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno con il quartiere di Peretola dove è situato l’Aeroporto di Firenze e l’imbocco dell’autostrada con accesso Firenze-nord. Attraversa l’Arno in prossimità del suo incontro con il torrente Mugnone e passando sul ponte, nei pressi della confluenza dei due fiumi si può osservare dall’alto il mausoleo dell’Indiano, un monumento che si trova nel giardino al termine del parco delle Cascine e che dà il nome al ponte. Finito di costruire nel 1978 è un imponente ponte strallato con due carreggiate a scorrimento veloce con passerella pedonale sottostante e viadotti di accesso e di raccordo.

Sotto questo ponte l’Arno, nel suo lungo viaggio attraverso la natura, la vita, l’arte e la bellezza, saluta Firenze e prosegue verso Pisa dove crea un altro bel lungarno prima di tuffarsi in mare.

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