Saldi invernali 2020 a Firenze e in Toscana, le date di quando iniziano e quando finiscono

Saldi invernali 2020 a Firenze e in Toscana, le date di quando iniziano e quando finiscono

Shopping Firenze Venerdì 3 gennaio 2020

Firenze - Prendono il via sabato 4 gennaio i saldi invernali in Toscana. L'attesa per gli acquisti convenienti è finita. Si possono comprare, a prezzi scontati, scarpe, vestiti, cappotti e accessori, che magari avevate adocchiato prima degli sconti. Realizzando piccoli desideri, senza compromettere troppo il portafoglio. Per quanto riguarda la durata, le vendite di fine stagione dureranno sessanta giorni, fino a martedì 3 marzo 2020. 

L'Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, stima che oltre 9 milioni di famiglie – quindi il 38% del totale – effettueranno acquisti approfittando delle promozioni, con una spesa media di 179,20 euro per ogni famiglia. Con una diminuzione delle vendite del -1,3% rispetto allo scorso anno. Un flessione, secondo l'Osservatorio, imputabile soprattutto agli acquisti effettuati in occasione del Black Friday, visto che quest’anno sono stati in molti ad approfittare degli sconti applicati nell’ultimo venerdì di novembre.

Come ogni anno, alcune raccomandazioni in vista dei saldi sono d'obbligo per non incorrere in inganni a danno del consumatore.  Di seguito riportiamo una sintesi delle regole e i consigli presenti sul sito di Federconsumatori.

Prezzi

Il cartellino deve indicare sia il prezzo  pieno che quello ridotto nonché la percentuale di sconto. Per evitare che i potenziali clienti possano confondere la merce in saldo con gli altri articoli in vendita sarebbe inoltre utile separare le due tipologie di prodotto. Lo sconto riportato sul cartellino è quello che l’esercente è tenuto ad applicare quindi, nel caso in cui alla cassa venga chiesto il pagamento di una cifra differente, è opportuno farlo presente al negoziante. Qualora si presentino difficoltà non esitare a rivolgersi alla Polizia Municipale. In linea di massima è preferibile evitare di acquistare nei punti vendita che non espongano entrambi i prezzi (quello pieno e quello scontato) e la percentuale di sconto nonché diffidare delle offerte eccessivamente vantaggiose (pari o superiori al 60%), dietro a cui potrebbe nascondersi un tentativo di truffa o un prodotto contraffatto.  

Pagamento tramite Pos

La normativa vigente obbliga gli esercizi commerciali a garantire ai clienti il pagamento tramite pos, quindi con carta di credito o bancomat. Nel caso in cui l’esercente non consenta tale opzione di pagamento, è possibile segnalare l’episodio alla Guardia di Finanza.

Prove e Cambi

I punti vendita non sono tenuti per legge a permettere la prova dei capi di abbigliamento prima dell’acquisto così come, in assenza di vizi o difetti, consentire il cambio del prodotto è rimessa alla discrezionalità del commerciante. Nel caso in cui il negoziante lo consenta, è quindi sempre meglio provare l’articolo e, prima del pagamento, chiedere all’esercente termini e condizioni per l’eventuale possibilità di sostituzione. In ogni caso consigliamo di diffidare di quegli esercizi che non consentono di provare i capi, potrebbe essere indice di mancata trasparenza.

Garanzie

Se da una parte il negoziante non è tenuto a per legge a sostituire un prodotto integro, la situazione cambia radicalmente in caso di prodotto difettoso. Il D.Lgs. n. 24/2002 stabilisce che un periodo di garanzia di due anni per i prodotti nuovi e di un anno per i beni usati, anche nel caso di merce acquistata a saldo: è quindi bene conservare lo scontrino (e possibilmente fotocopiarlo, considerando che le ricevute in carta chimica tendono a sbiadire dopo pochi mesi) per chiedere al negoziante la sostituzione del prodotto difettoso e che comunque presenti un vizio di conformità, emerso entro i 24 mesi dall’acquisto, che ne pregiudichi l’utilizzo. In alternativa alla sostituzione è possibile usufruire della riparazione o richiedere una riduzione proporzionale del prezzo o ancora scegliere la risoluzione del contratto. Da precisare che l’opzione scelta non deve risultare eccessivamente onerosa o oggettivamente impossibile per il venditore.

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