Cosa vedere a Firenze? Alla scoperta della Misericordia: 8 secoli di storia del volontariato

Cosa vedere a Firenze? Alla scoperta della Misericordia: 8 secoli di storia del volontariato

Itinerari e visite Firenze Lunedì 16 dicembre 2019

La facciata della Misericordia di Firenze
© Wikipedia

Firenze - Fra tutte le bellezze e le opere artistiche di Firenze non perdiamoci una visita alla madre di tutte le opere di volontariato in Italia e nel mondo.

Nata nel 1244 la Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze è la prima istituzione di volontariato e carità nata per provvedere al pietoso trasporto dei malati in ospedale (in antichità soprattutto durante le pestilenze), per l’aiuto ai bisognosi e per la sepoltura dei defunti.

Attualmente esistono circa 700 Misericordie in Italia e 1000 nel mondo, ma l’origine di tutto si trova proprio nel cuore di Firenze di fronte al Campanile di Giotto dove l’imponente e suggestivo rintocco delle campane spesso convive con le sirene delle ambulanze che partono in soccorso di chi ha bisogno. Ambulanze che oggi sono moderne e attrezzate per il soccorso avanzato e che per prime si sono dotate di medico a bordo, defibrillatore ecc.

In antichità i primi trasporti venivano effettuati con le zane, grandi ceste di vimini da portare in spalla con il malato seduto. Sulla facciata della sede attuale un tabernacolo ospita un dipinto di Pietro Annigoni, La Carità, donato nel 1970, che raffigura un volontario che trasporta un sofferente nella zana. Proprio lì davanti le attuali ambulanze pronte a partire ci fanno fare un emozionante salto temporale di quasi 8 secoli.

Con antica sede nel ‘400 nella Loggia del Bigallo in Piazza del Duomo, nel tempo ha accresciuto il  numero di volontari, la sua popolarità e la sua ricchezza in seguito a donazioni e lasciti, ed attualmente ha nuova sede in un palazzo a pochi metri dalla Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

All’interno del palazzo si può visitare non solo la sede storica attiva h24 dove i volontari attendono di partire per i loro servizi, ma anche lo splendido oratorio che ospita opere d’arte di pregio.

Oltre al prezioso Archivio storico che contiene antichi documenti sulla storia dell’Arciconfraternita e della città di Firenze a partire dalla seconda metà del XIV secolo, il quarto piano dell’edificio ospita un percorso museale articolato in 14 sale dove è possibile ammirare altre opere d’arte di vari periodi e stili, oltre a manoscritti, arredi, stemmi, quadri, testimonianze del ruolo della Misericordia nella città e oggetti e manufatti di artigianato fiorentino.

Inoltre una serie di filmati proiettati su appositi schermi raccontano le origini e la storia della Misericordia, il periodo della peste e l’evoluzione dei servizi e dei mezzi di trasporto, partendo dalla già citata zana per passare al cataletto (barella a spalla) ed arrivare fino alle attuali ambulanze.

Un’altra evoluzione è avvenuta nell’abbigliamento dei volontari. In origine infatti indossavano una veste rossa con un medaglione dorato. Nel XVI secolo si passò alla veste nera dotata di una grossa corona di rosario come cintura e della buffa, un cappuccio con fori per gli occhi che copriva tutta la faccia per mantenere l’anonimato con cui le opere di carità andrebbero fatte. La veste nera oggi è indossata solo in occasione di celebrazioni solenni, mentre per i servizi quotidiani i volontari utilizzano divise tecniche rosso/arancioni, più moderne e funzionali e conformi alle odierne norme di sicurezza.

Il Museo della Misericordia, aperto tutti i giorni con orario 9-17,è stato inaugurato nel 2016, il 20 Gennaio, giorno della festa del Patrono della Misericordia, San Sebastiano. Una giornata speciale e solenne in cui la sede storica e le sezioni distaccate nella città di Firenze (Oltrarno, Campo Marte, Nord e Ponte di Mezzo) addobbano a festa la facciata e l’Arciconfraternita distribuisce gratuitamente migliaia di panellini benedetti ai visitatori, negli ospedali e case di riposo e al domicilio di malati e bisognosi.

A Firenze appartenere alla Misericordia e prestare servizio volontario è da sempre considerato un onore e un merito. Chiunque può farne parte, cittadini comuni del popolo fiorentino, artigiani, sacerdoti, nobili. Nella storia si è sempre distinta per presenza ed efficienza aggiungendo nel tempo altri servizi come le mutature agli infermi (assistenza domiciliare ai malati non autosufficienti), il trasporto di disabili e dializzati e, più di recente, nell’ambito della Protezione Civile, dei servizi sanitari con i propri ambulatori, delle residenze per anziani, dell’Aiuto alimentare e molte altre opere di utilità sociale.

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