Dove mangiare a Firenze? 10 ristoranti tradizionali da non perdere

Food Firenze Lunedì 25 novembre 2019

Dove mangiare a Firenze? 10 ristoranti tradizionali da non perdere

Firenze - Se nel mezzo del cammin fiorentino ci ritroviamo a sentire un certo languorino, possiamo deliziarci il palato in tanti luoghi quanti sono i divini canti, anzi molti di più. Ne scegliamo 10, numeri speciali per Dante. 

Il Cantinone

Se siamo in pieno centro traghettiamoci di là d’Arno attraverso il Ponte Santa Trinita fino a via Santo Spirito 6r. Lì troviamo la piccola entrata del Cantinone e scendiamo giù nel cuore di un’antica cantina del '200, con soffitti a volta di mattoni, affreschi sulle pareti e tavoli rustici a lume di candela.

In questa suggestiva osteria ed enoteca del Chianti Classico non si resiste alla tentazione dei piatti tipici toscani, realizzati con prodotti biologici, cucinati con servizio espresso e abbinati ad ottimi vini. Crostini misti fai da te con pane abbrustolito, affettati e bruschetta al pomodoro, la ribollita alla contadina e i tortelli mugellani al ragù toscano, la tagliata di lonza e la tartare di manzo con bruschette al tartufo nero, la grigliata di carne mista, le patate arrosto e i fagioli all’uccelletto, i cantuccini col vin santo, sono solo alcuni esempi di ciò che possiamo gustare.

Inferno

Nello storico quartiere di Santa Croce, in via Ghibellina 80r, il ristorante e lounge bar Inferno ci dà un elegante benvenuto nel girone del buongusto con aperitivi, peccati di gola in cantina, pranzi, cene e musica dal vivo. Il menu Angolo di Toscana ci stuzzica con il piatto del contadino con formaggio, pere e miele, il gran tagliere di salumi di filiera e crostini, le pappardelle al sugo di cacciagione, il galletto al mattone con patate alla ghiotta. Oltre ai piatti tipici il ristorante è conosciuto come il paradiso del pesce e possiamo sperimentare la specialità del cono fritto con acciuga e cipolla caramellata, il raviolo fatto a mano con ripieno di triglia e salsa livornese con caciucco piccantino o gli gnocchi di baccalà, la tagliata di tonno, i gamberoni o il gran crudo inferno. La sezione Dal Giardino di Virgilio offre inoltre piatti vegetariani.

I’ Girone de’ Ghiotti

Nel pellegrinare fiorentino, in via dei Cimatori 23r I'Girone dè Ghiotti dà da mangiare agli affamati una paninenoteca che unisce gusto e qualità con le sue schiacciate sempre croccanti e fresche ripiene di salumi toscani, con i taglieri di affettati e formaggi e bicchieri di buon vino. Tutti gli ingredienti provengono da fattorie di zona e la specialità della casa è la schiacciata Dante, ripiena di pecorino, porchetta e pomodori.

All’Antico Vinaio

Il viaggio lungo la strada dell’appetito ci porta vicino a piazza della Signoria, in via dei Neri 65r  All'Antico Vinaiouno dei migliori street food in Italia, per una sosta allegra che offre 3 opzioni, anzi 3 Atti, un po’ come il film Amici Miei. L’Atto I è per il take away di panini e schiacciate con ripieni tipici toscani e vino self-service; l’Atto II se preferiamo lo street food seduti a tavola; l’Atto III mette in scena l’Osteria per i palati appassionati dei piatti tipici della tradizione fiorentina, con ingredienti freschi e genuini. 

La Fettunta

Sempre in via dei Neri, al n° 72r troviamo La Fettunta, «un piccolo angolo di cucina toscana e street food» che in un ambiente rustico e familiare con mattoni a vista e arredi in legno, ci offre coccoli con crudo e stracchino, i pici, i piatti di carne, i fagioli al fiasco, il peposo alla fornacina, le schiacciate e i panini con un mix di porzioni abbondanti e buoni prezzi molto gradito da turisti e fiorentini per pranzi veloci.

 SLoWrenzo – Storico Mercato Centrale

In piazza del Mercato Centrale, nel quartiere di San Lorenzo dove la fiorentinità convive con il turismo e la multietnicità, entriamo nel mercato simbolo di Firenze da ben 145 anni, da poco rinnovato e ribattezzato SLoWrenzo per confermare la sua filosofia slow food e i valori etici dell’alimentazione sana, del senso di comunità, della tradizione, dei mestieri storici e del km zero. Al piano terra, il piano nobile dove le tante botteghe animano il cuore del mercato, il fiorentino può fare una spesa genuina e sostenibile e il turista portarsi a casa souvenir di antichi sapori acquistando prodotti locali. Fra i tanti profumi uno irresistibile ci guiderà al chiosco di Nerbone per un panino con il lampredotto o la trippa, imperdibile cibo di strada fiorentino, oppure per una zuppa, un primo piatto o il bollito misto, in compagnia dell’allegria e della bontà del vino locale.

Il Latini

In pieno centro entriamo in un triangolo magico con tre esempi di ristoranti per celebrare ironicamente la divinità della bistecca alla fiorentina  immaginandola una e trina. In via dei Palchetti 6 da Il Latini non chiediamola ben cotta perché ci chiederanno se per caso stiamo bestemmiando. Cotta come si deve e secondo tradizione, la fiorentina è accompagnata da ottimi vini, compreso quello a calo di produzione propria nella fattoria da dove provengono i prodotti della campagna che danno vita ad altri piatti straordinari  nella loro semplicità. La fettunta con olio evo, gli affettati misti con la finocchiona sbriciolona, i crostini, la pasta al sugo, la pappa al pomodoro, la ribollita, le salsicce coi fagioli all’uccelletto e molto altro. Il Latini è anche antica fiaschetteria che ci delizia con i migliori vini toscani, italiani e francesi. Se nel ristorante vediamo dei prosciutti appesi al soffitto, non è un’allucinazione e non è colpa del vino. Ci sono davvero e fanno allegra e profumata compagnia ai lampadari e al nostro buon mangiare.

Trattoria dei 13 Gobbi

La via della conoscenza della divina bistecca alla fiorentina prosegue con la seconda tappa in via del Porcellana 9r dove c'è la Trattoria 13 Gobbi. Anche qui il dogma della cottura al sangue è sacro, come il rispetto della tradizione delle antiche ricette della cucina fiorentina: i rigatoni serviti in zuppiera di ceramica, le tagliatelle ai porcini, la tagliata di manzo servita sul ceppo, i fiori di zucca fritti e i cantuccini alle mandorle col vin santo sono solo alcuni esempi golosi. Il locale è ospitato in un edificio d’epoca con mattoni a vista e arredamento rustico. La trattoria, spesso frequentata da vip del calcio e dello spettacolo, accoglie gli ospiti anche nel Giardino d’inverno, con pavimento in cotto, sedie colorate e impagliate e pareti arredate con vecchie casse dei vini toscani più rinomati.

Buca Mario

In piazza Ottaviani 16r, per il terzo incontro la bistecca ci invita presso Buca Mario, all'intero di una buca, una delle tipiche cantine del ‘500 situate in pregevoli palazzi storici. Sotto le arcate a volta e ai mattoni a vista venivano conservate carni salate, affettati e vini. All’ingresso ci accoglie una vetrina in legno con una colorata opera d’arte di verdure fresche esposta per darci il benvenuto in un ambiente in cui scopriamo l’eleganza delle sale e la bellezza della cantina dei vini conservati nel tempo. Un luogo dove ogni sera «cibo e atmosfera vanno in scena» e dove la bistecca alla fiorentina è ancora suprema protagonista. Agli antipasti misti si aggiungono il lardo di Colonnata, i crostini neri, il pecorino di grotta con miele del Casentino, l’insalatina di zucchine con parmigiano, pinoli e olio di tartufo. E poi i cappellacci di pasta fresca con ricotta e spinaci al burro e salvia, le pappardelle con sugo di cinghiale di Maremma, la ribollita con cavolo nero e fagioli, la zuppa di farro, il pollo alla cacciatora, il filetto al pepe verde, il baccalà alla livornese, le verdure di stagione con i carciofi protagonisti dell’inverno e i funghi dell’autunno. E per finire dolci fatti in casa come il tiramisù o la crostata di frutti di bosco… insomma scopriremo come il menu ci avvicina al concetto d’infinito.

Cibrèo

Il cammin fiorentino giunge al paradiso del Cibrèo dove «la passione nel dare nutrimento alla vita rende felice» il suo creatore. Nato da un’idea del famoso chef Fabio Picchi, emoziona con una cucina fra passato e presente che unisce la tradizione familiare con la passione per la cucina alchemica fiorentina. Nel paradiso del Cibrèo si entra attraverso 4 porte. Tre si trovano in via del Verrocchio.  Al n° 8r il Cibrèo Ristorante – Cucina al ritmo delle stagioni, entrata principale in un luogo che è una scelta di vita e di cucina frutto della passione per le vigne e per l’olio e del lavoro con pescatori, contadini, pastori e allevatori nel rispetto degli animali. Al n° 5r il Cibrèo Caffè – Sempre qualcosa di buono in un abbraccio di profumo di caffè e cornetti. Di giorno light lunch, pasta e insalate; di sera antipasti, schiacciatine, bocconcini, bistecche, tartare, roast beef e budini. Al n° 2r il Cibrèo – Cucina tosco-orientale Tortelli e ravioli. Ciblèo, con la tipica ironia fiorentina, gioca con il nome del Cibrèo e lo declina verso oriente con un sorriso e un inchino. Qui gli ingredienti saporiti toscani si sposano con le delicate cotture e gli antichi saperi orientali. In via de’ Macci 122r la quarta porta: il Cibrèo Trattoria – Semplici alchimie di cucina fiorentina e toscana dove zuppe, ragù e arrosti si trasformano in «carezze di sapori». Conosciuto dai fiorentini come il Cibrèino o il Cibrèo dei poveri, garantisce sostanziose emozioni in un contesto più informale a prezzi più economici. Cibrèo è anche attenzione al biologico con la bottega C.Bio al Mercato di Sant’Ambrogio, e alla cultura con il Teatro del Sale che unisce gli eventi artistici alla convivialità della cucina.

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