Il Rinascimento parla ebraico: dialogo fra la cultura ebraica e cristiana - MEIS - Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah - Ferrara

03/07/2019

Fino a domenica 15 settembre 2019

TERMINATO
Tutti i lunedì

Ferrara - Dal 12 aprile al 15 settembre sarà allestita al MEIS la mostra Il Rinascimento parla ebraico. L’esposizione, a cura di Giulio Busi e Silvana Greco, affronta uno dei periodi cruciali della storia culturale della Penisola, decisivo per la formazione dell’identità italiana, svelando un aspetto del tutto originale, quale la presenza degli ebrei e il fecondo dialogo culturale con la cultura cristiana di maggioranza. Opere pittoriche come la Sacra famiglia e famiglia del Battista (1504-1506) di Andrea Mantegna, la Nascita della Vergine (1502-1507) di Vittore Carpaccio e la Disputa di Gesù con i dottori del Tempio (1519-1525) di Ludovico Mazzolino, Elia e Eliseo del Sassetta, dove spuntano a sorpresa significative scritte in ebraico. Manoscritti miniati ebraici, di foggia e ricchezza rinascimentale, come la Guida dei perplessi di Maimonide (1349), acquistato dallo Stato italiano meno di un anno fa. O l’Arca Santa lignea più antica d’Italia, mai rientrata prima da Parigi, o il Rotolo della Torah di Biella, un’antichissima pergamena della Bibbia ebraica, ancora oggi usata nella liturgia sinagogale.

Ferrara -
Nel Rinascimento gli ebrei c’erano ed erano in prima fila, attivi e intraprendenti. A Firenze, Ferrara, Mantova, Venezia, Genova, Pisa, Napoli, Palermo e ovviamente Roma. A periodi alterni accolti e ben visti, con un ruolo non secondario di prestatori, medici, mercanti, oppure oggetto di pregiudizio. Interpreti di una stagione che racchiude in sé esperienze multiple, incontri, scontri, momenti armonici e brusche cesure.
Ricostruire tale intreccio di reciproche sperimentazioni significa riconoscere il debito della cultura italiana verso l’ebraismo ed esplorare i presupposti ebraici della civiltà rinascimentale. E significa ammettere che questa compenetrazione non è sempre stata sinonimo di armonia, né di accettazione priva di traumi, ma ha comportato intolleranza, contraddizioni, esclusione sociale e violenza ai danni del gruppo ebraico, impegnato nella difficile difesa della propria specificità.
Con questa nuova narrazione, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara segna un passaggio importante della propria offerta al grande pubblico. Non solo perché la mostra costituisce un ulteriore capitolo del racconto dell’ebraismo italiano (dopo quello sui primi mille anni, oggi trasformato in prima parte del percorso permanente), ma anche perché questa nuova sezione tocca il cuore della missione del MEIS: testimoniare il dialogo complesso ma possibile, talvolta fruttuoso, pur non privo di ombre, tra minoranza e maggioranza. Una lezione preziosa che l’Italia raccoglie dalla sua storia per offrirla al presente, a un’Europa sempre più multiculturale e chiamata a interrogarsi sulle proprie radici.

Ferrara - Orari

Apertura dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00. Chiuso lunedì.
Negli stessi orari sono attivi il bookshop e i laboratori didattici

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 17/09/2019 alle ore 18:39.

Potrebbe interessarti anche: Il Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali, Ferrara, dal 18 settembre al 20 settembre 2019 , Giuseppe De Nittis in mostra a Palazzo dei Diamanti, Ferrara, dal 1 dicembre 2019 al 13 aprile 2020 , Ferrara Sposi, la fiera dedicata al matrimonio, Ferrara, dal 28 settembre al 29 settembre 2019 , Ferrara Tattoo Convention, Ferrara, dal 25 ottobre al 27 ottobre 2019

Scopri cosa fare oggi a Ferrara consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Ferrara.