La Solitudine, protagonista sottintesa di Si nota all'imbrunire, con Silvio Orlando - Ferrara

Teatro Ferrara Teatro Comunale Venerdì 29 novembre 2019

La Solitudine, protagonista sottintesa di Si nota all'imbrunire, con Silvio Orlando

© Maria Laura Antonelli

Ferrara - Lunghi applausi che hanno fatto tornare per quattro volte il cast sul palco, con un Silvio Oralndo commosso e grato: questa è stata l'accoglienza del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara per la prima serata di Si nota all'imbrunire -Solitudine da paese spopolato. Lo spettacolo, che calcherà la scena estense fino a domenica 1 dicembre, è scritto e diretto da Lucia Calamaro. Al centro della pièce c'è La Solitudine, protagonista sottintesa che è, di fatto, il sesto personaggio. 

Da tre anni Silvio vive da solo in una casa di campagna isolata dal mondo; questa condizione di solitudine cronica ha fatto sì che l'uomo abbia sviluppato tutta una serie di manie, tra le quali la più bizzarra, ma anche la più pericolosa, è quella di voler stare sempre seduto. A scontrarsi con questa situazione al limite della normalità - sempre che esista, una normalità - sono i tre figli, riunitisi nella casa paterna in occasione della messa per i dieci anni dalla morte della madre. Alice, Vincenzo e Maria Laura sono arrivati nella casa la sera prima, e lo stesso ha fatto Roberto, il fratello maggiore di Silvio. Preda del suo stesso isolamento, nella testa dell'uomo si installa una certa confusione tra desideri e realtà: senza nessuno che lo smentisca nel quotidiano, la vita può essere esattamente come uno decide che sia. Fino a un certo punto…

Con i toni leggeri di una commediaSi nota all'imbrunire affronta temi che noi tutti, nel nostro intimo e nei nostri vissuti, conosciamo molto bene, arrivando a pizzicare le corde dell'anima con tocco deciso ma mai violento. L'incomunicabilità tra genitori e figli, il non sapere più chi si ha di fronte - chi sono questi figli 30 e 40enni che ci troviamo davanti? - , l'incapacità di empatizzare con l'altro, le distanze, il non capirsi... Tutti derivati di rapporti che si lasciano incolti, senza cure e presenza. Silvio ammette che sono anni che non riesce più a piangere, per quanto si sforzi, non ce la fa. Quando si sta da soli non si toccano emozioni alte, nè in un senso nè nell'altro: non si sta troppo male, ma neanche troppo bene; certo, è un pò triste, ma non si soffre. 

«Ognuno ha in famiglia quel personaggio lì» - afferma Silvio Orlando in un'intervista di Michele Bellucci sul Messaggero -  «Qualcuno che ho lasciato non mi ricordo più neanche dove e ho dimenticato anche il perchè. In fondo siamo tutti un pò vigliacchi, dato che il malessere ci dà ansia, per questo tendiamo ad allontanare ciò che non ci piace. Invece quel personaggio se lo trovano in scena, come monito. Spero che le persone tornando a casa si portino dietro qualche domanda». 

Racconta Lucia Calamaro: «Questo spettacolo – che ha trovato nella figura del padre un interprete per me al tempo insperato e meraviglioso, Silvio Orlando – trova le sue radici in una piaga, una maledizione, una patologia specifica del nostro tempo che io, personalmente, ho conosciuto anche troppo. La socio-psicologia le ha dato un nome: solitudine sociale. [...] Tutti noi infatti, in quanto esseri umani, abbiamo bisogno del contatto con gli altri, un bisogno che ci permette di sopravvivere. La preoccupazione insorge ancora di più se si pensa che questo tipo di solitudine estrema si sta espandendo e continuerà a crescere nei prossimi anni tanto che La Francia ha creato la giornata della Solitudine  e l’Inghilterra ha istituito, addirittura, un ministero della solitudine. Secondo gli esperti potremmo trovarci alle prese, e non solo nei paesi più ricchi, con un’epidemia di solitudine. Diffusa oramai anche tra i giovani. Silvio Orlando è, secondo me, un attore unico. Capace di scatenare per la sua resa assoluta al palco, le empatie di ogni spettatore, e con le sue corde squisitamente tragicomiche, di suscitare riquestionamenti, emozioni ed azioni nel suo pubblico».

Per approffondire il tema, venerdì 29 alle 18.00 la compagnia incontra il pubblico per un appuntamento in sala introdotto da Giuseppe Lipani.  

Si nota all'imbrunire - Solitudine da paese spopolato è uno spettacolo scritto e diretto da Lucia Calamaro, con Silvio Orlando e con (in o.a.) Vincenzo Nemolato, Roberto Nobile, Alice Redini, Maria Laura Rondanini. Regia: Lucia Calamaro. Scene: Roberto Crea. Costumi: Ornella e Marina Campanale. Luci: Umile Vainieri. 

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