Cuneo Mercoledì 19 luglio 2017

«Questo è il mio orto dei miracoli», racconta Mario. Siamo a Viola, in Piemonte

Mario mi mostra i porri appena raccolti nel suo orto di Viola (CN)
© Laura Guglielmi
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Torino - Il suo sorriso mi è rimasto in testa. È bello fermarsi con l'auto a più di ottocento metri sul livello del mare, aprire un cancelletto di legno ed entrare in un orto per comprare verdura e frutta fresche o colte proprio per te. Porri e cipolle di Tropea ancora con le radici nella terra, che ti stanno aspettando.

Ma quello che mi colpisce è il suo sorriso. Indelebile. Quanta serenità in quello sguardo. Mario racconta quello che gli passa per la testa e se la ride. È gentile, è felice di quello che fa. Avrà un'ottantina d'anni, forse qualcuno in più: «Questo è l'orto dei miracoli», mi dice.

Siamo in Piemonte a Viola, appena passato il paese, per la strada che porta a Saint Gree, che è qualche chilometro più su, un sogno per tanti liguri da Ventimiglia a Genova, che dagli anni Settanta in poi hanno comprato qui un appartamento. C'erano tanti impianti di risalita – ora ne è rimasto solo uno - ed era una pacchia venire a sciare così vicini a casa. E poi il panorama dal monte Mindino è spettacolare, si vede la costa per centinaia di chilometri.

Siamo in Italia, si sa, sono arrivate le speculazioni, si sono costruiti condomini mastodontici, alcuni mai finiti, fallimenti su fallimenti, e poi la neve che non scende più come una volta. Io ho anche fatto una settimana bianca nell'albergo che sta cadendo a pezzi. Ero in prima media.

Detto questo ci vado volentieri, è un posto tranquillo. Abbiamo ereditato un bilocale lì. Che forse non vale tanto, ma è accogliente e carino, ben arredato, di fronte nessuna bruttura, solo verde e tranquillità. È una buona base di partenza per scalare le montagne delle Alpi Marittime ed esplorare i bei paesini tutt'intorno. Ma oggi quello che più mi attrae è lui, Mario, le sue risate, l'entusiasmo con cui cura il suo orto.

Mentre posteggiamo la macchina sta innaffiando i pomodori, si accorge di noi, ci guarda con un bel sorriso, poggia la canna ed è subito lì ad accoglierci. Scegliamo patate carote fagiolini zucchini trombette melanzane e pomodori, cipolle e teste d'aglio, albicocche e susine. Quasi tutto quello che è esposto.

Poi andiamo insieme nell'orto a raccogliere gli spinaci e le bietole, il basilico e il porro, e poi cespi d'insalata. Mi diverto a starlo a guardare, lo invidio un po', gli ruberei quel sorriso e me lo porterei a casa. Forse è per questo che ve lo racconto, è un po' come se Mario fosse qui con noi ora. E subito mi viene il buon umore.

«Arriva la padrona», dice a voce alta Mario tutto allegro. È la moglie Argentina, ha appena raccolto le susine dagli alberi che circondano l'orto, le assaggio, sono squisite. Poi lei va subito a raccogliere i fagiolini, mentre la cagnetta non sa chi seguire o chi sorvegliare, se Mario o sua moglie. E lui si mette a fare i conti su un foglietto con carta e penna. E fa le somme ad alta voce.

La sera – nel bilocale - ci cuciniamo i fagioli freschi con porri, cipolle e carote. Viene una salsa densa, sembra quasi besciamella. Non c'è bisogno neanche dell'olio. E un'insalata con i pomodori e le cipolle. Mi sento vicina al cielo.

Torniamo il giorno dopo per finire le compere, non c'è. Sono le due e mezza di sabato pomeriggio. Sul cancelletto un numero di cellulare, telefoniamo. Risponde e arriva con calma, però arriva. Gli chiedo se dormiva. «Mi ero appena svegliato, oggi mia moglie non c'è e sono andato a pranzo dai vicini. E invece del solito bicchiere di vino, ne ho bevuti tre. Mi sono addormentato come un ghiro».

Complice il buon rosso inizia a raccontarci aneddoti di paese, dice la sua su Saint Gree: è la memoria storica di Viola, un paesino che si è montato la testa e ha pensato di poter diventare come Courmayeur o Cortina d'Ampezzo. Poi racconta gli sforzi che ha fatto da giovane per mettere in piedi la sua attività: «Mi ha aiutato una cugina che lavorava in Francia».

Qualunque sia stata la sua vita, Mario è sempre di buon umore. Così era tre anni fa la prima volta che ho varcato la porticina del suo orto, così è ora. Una serenità che non può non farci pensare. Mario è ricco, fa quello che vuole nella vita, sta tutta l'estate all'aria aperta, vive del suo lavoro, fa felici gli altri con quello che produce. È sempre stato coltivatore diretto, ed ha aiutato la moglie per quarant'anni nella gestione di un negozio di alimentari in paese. Si è sposato che aveva solo due mucche, ma è riuscito a farsi una bella casa e ad aiutare sempre i figli.

Vi lascio con le immagini della fotogallery, guardatele attentamente. Siete in ferie? State per partire? Rimarrete a casa? Fate vostro questo sorriso. Di persone come Mario ce ne sono tante in giro, basta saperle vedere. Guardatevi intorno alla ricerca di quelle piccole cose che non notiamo mai nella vita di tutti i giorni, quelle cose che sembrano non interessare più a nessuno. Da lì dobbiamo ripartire per ricostruire il Paese, per aiutare il mondo a sopravvivere, o almeno per passare delle vacanze serene.

E voi che ne pensate? Mandatemi pure una mail: laura.guglielmi@mentelocale.it. LO SPUNTO DI LAURA GUGLIELMI tutti i mercoledì su mentelocale.it, oppure su Facebook: iscriviti al gruppo.

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