Escursioni sull'Etna: a piedi, con la guida, in quad e con i bambini alla scoperta di un vulcano attivo - Catania

Escursioni sull'Etna: a piedi, con la guida, in quad e con i bambini alla scoperta di un vulcano attivo

Cultura Catania Mercoledì 4 marzo 2020

© Andrea/flickr

Catania - In quad, a piedi, in funivia o con la guida, fino alla base del cratere o alle sue pendici, l’escursione sull’Etna è un’esperienza mitologica. Non si tratta della solita gita fuori porta dove ti ritrovi ad arrostire stigghiuola in mezzo a fazzoletti di campagne ingiallite invase da insetti. Partire per una gita sull’Etna significa arrampicarsi sui pendii di un vulcano attivo (il perenne filo di fumo saluta i visitatori già da lontano); passeggiare fra valli di crateri e memorie scolpite nelle tracce di lava pietrificata.Vuol dire disconnettersi dalla frenesia quotidiana e immergersi nell’imponente presenza della natura. Vivere in prima persona i miti e le leggende che cantano della dea Etna e del drago assopito nelle sue viscere. L’Etna (chiamato anche Mungibbeddu) è situato sulla costa della Sicilia orientale in provincia di Catania. È il vulcano più grande d’Europa e tra i più attivi al mondo. La sua altezza tocca i 3326 metri sopra il livello del mare e nel 2013 è stato inserito fra i Patrimoni dell’Umanità dal’Unesco.

Per gli spiriti più avventurosi (per chi ha già esperienza nel campo e non), è possibile visitare l’Etna  in autonomia. È bene ricordare, però, che non è consentito raggiungere la parte più alta del vulcano senza una guida esperta. Quindi l’escursione sull’Etna fai da te è permessa solo fino a una certa altezza. Decisa la meta, si può scegliere fra diversi percorsi a seconda del proprio grado di preparazione. Ad esempio, per chi non è allenato e non ha mai fatto trekking, è consigliato optare per i sentieri facili.

Ecco alcuni dei sentieri più battuti e più belli del Parco dell’Etna, dal più facile al più difficile.

Sentiero Natura Monti Sartorius
Il sentiero si trova sul versante Nord-Est del vulcano, a qualche centinaia di metri dall’antico Rifugio Citelli ristrutturato di recente. La passeggiata segue un tragitto ad anello, quindi si ritorna al punto di partenza dopo l’immersione totalizzante nel paesaggio geologico. Una volta partiti, la prima suggestione naturalistica a catturare lo sguardo è la betulla. I boschi di betulla sono piccole perle di verde fiorite fra il terreno nero della distesa vulcanica. Proseguendo per raggiungere la via tracciata dalla lava, non è raro potersi imbattere in diverse radure arricchite di piante, arbusti e cespi odorosi tipici della zona (camomilla, saponaria, romice dell’Etna, ginestre). Fra un albero di betulla e l’altro, ci si imbatte nelle famose bombe vulcaniche sparse lungo il tragitto. Si tratta di gocce di lava con un diametro maggiore ai 64 mm espulse dal vulcano. La fortissima propulsione generata dall’eruzione, le lancia a notevole distanza dal cratere, per questo non è necessario salire di molti metri per trovarle. Le dimensioni di queste bombe di lava raffreddata sono imprevedibili: da pochi centimetri a 10-15 m di lunghezza. Se non hai mai scattato una foto accanto a un meteorite (ma quanti possono vantare pose così?), puoi sempre rifarti con una bomba vulcanica. Pronto a sentirti catapultato su un set cinematografico di fantascienza. Superato lo slalom fra le maestose gocce laviche e i boschi di betulla, si giunge a una posizione in cui è possibile abbracciare terra e mare con un solo sguardo: la pineta Ragabo e il Mar Ionio. Verso Est è possibile avvistare anche la maestosa vetta concava del Monte Frumento delle Concazze (2151 m), il più grande fra i crateri che si trovano sparsi sui fianchi dell’Etna. Dopo esserti fermato a scattare qualche foto panoramica, procedendo si incontra l’attrazione naturale più suggestiva del sentiero: la grandiosa colata risalente al 1865 dalla quale sono nati i Monti Sartorius.Il famoso campo lavico si estende per 8 kmquadrati e lo spessore della lava arriva a 12 m: un vero e proprio corridoio nero di fuoco spento dal tempo, ma che sembra ancora oggi scoppiettare nel paesaggio silente. Infatti, in questo tratto bisogna fare più attenzione a dove si mettono i piedi, data la presenza di lave e blocchi scoriacei a spigoli vivi. In questi luoghi regna un silenzio surreale fatto di terra, roccia vulcanica e profumo di ginestra. Luoghi che sembrano appartenere a un passato cristallizzato. Proprio qui è possibile essere sorvolati dai melodiosi versi della poiana, del culbianco e del codirosso spazzacamino, mentre si segue il sentiero del ritorno in direzione del Rifugio Citelli.

Lunghezza del percorso: 4 km a/r
Dislivello: 100 m
Tempo di percorrenza: 2h
Difficoltà: Facile
Punto di partenza e di arrivo: Sbarra forestale presso Rifugio Citelli, Etna nord est, 1.660 m. s.l.m.

Schiena dell'Asino
Il sentiero si snoda nella parte Sud-Est dell’Etna e, a differenza del primo, non si torna al punto di partenza. Camminando lungo il primo tratto si è avvolti dal profumo di un bosco di pini. La fresca fragranza può alleviare la fatica cui si deve andare incontro, dato che qui il terreno è piuttosto in pendenza (dopo 1 km, comunque, si riassetta in piano, puoi tirare un respiro di sollievo). Proseguendo la camminata, l’orizzonte si dilata e lascia emergere diverse magnifiche visioni che compongono uno splendido collage. Si può ammirare tutta la costa ionica (fino a Siracusa), la città di Catania, i Crateri Silvestri, e l’entroterra dell’Isola fino a dove si può spingere lo sguardo. A Nord del tragitto, percorrendo la landa nera desertica, si incontra la suggestiva Grotta Pitagora, così denominata per l'ingresso a forma di triangolo. Da qui si procede facilmente affondando le scarpe nei fianchi sabbiosi dell’Etna, ricoperti da numerosi cespugli di astragalo (in primavera puntellati di giallo per i suoi fiori). Si raggiunge così la Schiena dell’Asino. È una cresta montuosa chiamata così perché ricorda il profilo di un ciuchino, e che fa parte del tratto montuoso lungo in totale 18 km che racchiude la celebre Valle del Bove. Una delle esperienze più incredibili, scegliendo di percorrere questo sentiero (con le sue medie difficoltà), è il brivido che ti inonda quando ti sporgi sull’orlo della cresta montuosa. Da qui si può ammirare dall’alto tutta la Valle del Bove, mentre il vento ti fischia fra i capelli. La Valle del Bove è una larghissima conca naturale di 37 kmquadrati formatasi nel corso della storia dalle ripetute colate laviche. È un surreale paesaggio desertico ricoperto da rocce nerissime di lava pietrificata. Ammirandola dalla Schiena dell’Asino, sembra di aver davanti un luogo lunare, rarefatto e onirico, sicuramente non di questo pianeta. Percorrendo l’orlo montuoso è possibile anche avvistare, verso occidente, i fumanti crateri sommitali e il Monte Escrivà, generato dall’eruzione di inizio XX esimo secolo. Dopo la fatica del primo tratto di sentiero, ritrovarsi qui, in cima al mondo, con davanti agli occhi un vero e proprio spettacolo naturalistico irripetibile, non ha davvero prezzo. Ricorda di posare lo smartphone e riempirti di ricordi alla vecchia maniera, senza supporto esterno, mentre ti incammini per il ritorno.

Lunghezza del percorso: circa 5 km a/r
Dislivello: 250 m
Tempo di percorrenza: 4 h
Difficoltà: Media
Punto di partenza e arrivo: Incrocio tra la S.P.92 Zafferana - Rifugio Sapienza e la provinciale che sale da Pedara - Tardaria S.P.401 nota come "Salto del cane", a quota 1850 m. s.l.m. a partire dalla sbarra dell'Azienda ForestaleCase Pirao, Etna Nord.

Sentiero Monte Zoccolaro 
Il percorso si snoda lungo il versante est del vulcano e ha origini molto antiche. Il sentiero, infatti, ricalca passo dopo passo il cammino che gli abitanti di Zafferana Etnea facevano per raggiungere la croce posta in cima del Monte e pregare. La via è tutta in salita (da qui la sua difficoltà), per questo veniva percorsa anche a fini purificatori. La salita per espiare i peccati tramite la fatica del corpo prima ancora che nello spirito. Camminando lungo il sentiero del Monte Zoccolaro si inseguono non solo le orme dei fantasmi degli antenati zafferanesi, ma anche il lento percorso della colata di lava più lunga del XX esimo secolo (durò un anno e tre mesi). Il primo tratto si differenzia dagli altri per delle scale naturali, formatesi nel corso degli anni con la lava e i gli alberi. Si salgono i gradini immersi in un profumato boschetto di pioppi e uno di faggi. Qui, nella fitta vegetazione del sottobosco (felci, rose canine, ginestre) è anche possibile scorgere simpatici ricci, conigli, ma anche i loro predatori diretti, le volpi e le donnole. Si tratta dei contrasti che generano la vera bellezza: nel Parco dell’Etna convivono sia scure lande desertiche di rocce laviche sotto il picco del sole; sia freschi boschetti ombrosi pieni di vita e colore. Dopo aver esaurito i gradini, si passeggia fra le ginestre (quando è stagione) e ci si imbatte in un panorama che lascia davvero senza fiato: la riviera ionica, Taormina e perfino il profilo della Calabria, si stagliano all’orizzonte e sembrano così vicini che ti sembra di poterli afferrare con una mano. Dopo la pausa immersi nel panorama, si prosegue il sentiero per un altro tratto ripido in salita (l’ultimo). Una volta raggiunto Monte Zoccolaro, si è ripagati della fatica perché si ci sente proprio in cima al mondo. Non è raro essere sorvolati dalle grandi ali di un’aquila reale, che di solito fa il nido proprio in questa zona. Sulla cima, lo sguardo si estende e si moltiplica catturando tutti i frammenti di bellezza paesaggistica: i fumi dei crateri sommitali a Sud-Est contro, la Schiena dell’Asino, i Monti Centenari nel fondovalle e ancora la Valle del Bove per cui è difficile non immaginare la sua antica origine perduta nella notte dei tempi come scrisse Goethe. 

Lunghezza del percorso: 4,8 km a/r
Tempo di percorrenza: 2 h
Difficoltà: Difficile
Punto di partenza: Piazzola del belvedere del Monte Pomiciaro (11 km dal Rifugio Sapienza)
Punto di arrivo: Cima del Monte Zoccolaro (1740 m)

Escursioni guidate sull' Etna, per raggiungere la vetta e i 3000 metri

Per chi invece vuole godersi un’esperienza indimenticabile senza nessuno stress, oppure vuole salire un po’ più in cima, è consigliato prenotare un’escursione guidata come una di quelle proposte da Etna Passionrealtà specializzata in percorsi sull'Etna. Fra i percorsi offerti, c’è anche quello che porta i partecipanti a ben 3000 metri di altezza (non raggiungibile in autonomia, senza guida). Nonostante l’altezza, si tratta di un tour adatto anche alle famiglie per le escursioni sull'Etna con bambini.

Il percorso, che si può fare con la guida tutto l'anno e tutti i giorni, raggiunge la base dei crateri sommitali con la visita ai Crateri Barbagallo: un paesaggio lunare immersi in un maestoso silenzio fuori dal tempo. A seconda delle preferenza, dai 2.500 metri in poi (punto di arrivo della funivia) è possibile scegliere una delle seguenti modalità per continuare la salita e raggiungere la valle dei crateri:

  • A piedi (lunghezza percorso 4,5 km a/r fino al belvedere sulla Valle del Bove)
  • In fuoristrada (su un Unimog, tipologia di autocarro fuoristrada)
  • Con gatto delle nevi

Sull'Etna in quoad

Per chi invece non ama scarpinare ma piuttosto scorazzare sulle quattro ruote, sono disponibili anche i tour su quad. Questo tipo di escursioni organizzate possono essere prenotate presso EtnaExcursion. Queste gite alternative vengono svolte su percorsi naturalistici all’interno del Parco dell'Etna in quelle aree dove è consentito guidare. Sono messi a disposizione quad di ultima generazione per piccoli gruppi di persone (5 al massimo). È necessario essere in possesso della patente B per guidarli.

Sono disponibili 3 diversi percorsi in base alla durata scelta.

  • Tour di 2 ore: Itinerario di 12/15 km sulle pendici dell’Etna Sud fra i boschi e le colate laviche.
  • Tour di 3 ore: Itinerario di 30 km fino a un’altezza di 2000 m per ammirare i Crateri Silvestrini. Scegliendo questo tipi di tour è possibile anche inserire una visita all’interno di una grotta vulcanica.
  • Tour di 4 ore: Itinerario di 40 km fino a 2000 m con la possibilità di visitare la Valle del Bove. 

Escursione Etna abbigliamento
È bene equipaggiarsi al meglio prima di affrontare una passeggiata sui crateri del complesso vulcanico dell’Etna. L’abbigliamento dipende sempre anche dal mese in cui si decide di affrontare questa nuova avventura. In ogni stagione, comunque, ci sarà una notevole escursione termica da tenere in considerazione: in inverno ci saranno 15° in meno rispetto alla temperatura in città; in estate ci saranno 10° in meno rispetto alla temperatura in città. La strategia giusta, quindi, è quella di vestirsi a strati con giacche e pantaloni termici impermeabili e antivento. Per quanto riguarda le scarpe, non vanno bene quelle normali da passeggio o da ginnastica. Le uniche calzature adatte da utilizzare sono le scarpe da trekking (con suole, lacci e materiali pensati per affrontare terreni selvaggi). 

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