Sardegna in zona bianca: cosa significa, cosa si può fare e fino a quando? Le regole e i divieti dal primo marzo - Cagliari

Sardegna in zona bianca: cosa significa, cosa si può fare e fino a quando? Le regole e i divieti dal primo marzo

Attualità Cagliari Lunedì 1 marzo 2021

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Cagliari - È la Sardegna la prima regione italiana in zona bianca. Nel nuovo elenco dei colori delle regioni, valido dal primo marzo 2021, spicca per la prima volta un'area a basso rischio di contagio da Covid-19: è proprio la Sardegna che - fatta eccezione per tre comuni del sassarese in cui sono in vigore restrizioni da zona rossa: Bono, San Teodoro e La Maddalena - può tornare con cautela a vivere una parvenza di vita normale.

Ma cosa significa zona bianca? Quali sono le regole a cui bisogna attenersi in Sardegna? Fermo restando che essere in zona bianca non deve voler dire aver dimenticato l'esistenza del Coronavirus e che restano in vigore il divieto di assembramento, nonché il rispetto del distanziamento interpersonale e del contingentamento, con l'ordinanza 4 del 28 febbraio 2021 il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas ha chiarito una volta per tutte cosa si può fare in zona bianca e cosa invece resta ancora vietato.

Dal primo marzo 2021 è consentita sull’intero territorio regionale (fatta eccezione per i tre già citati comuni di Bono, San Teodoro e La Maddalena, nonché altri eventualmente interdetti con ordinanze sindacali, a seguito della dichiarazione di rischio di diffusione virale) la riapertura dei ristoranti fino alle ore 23.00 e di bar, pub, caffetterie e locali assimilabili fino alle ore 21.00.

In relazione all’andamento degli indicatori epidemiologici valutati a seguito di tali riaperture, con successive specifiche ordinanze (d’intesa con il tavolo tecnico istituzionale composto dai rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore della Sanità e della Regione Sardegna) possono inoltre essere riaperte, con le necessarie prescrizioni, le palestre e le scuole di danza (senza contatto), i centri commerciali anche nelle giornate di sabato e domenica, i musei e i luoghi della cultura.

Nella Sardegna in zona bianca resta valido il coprifuoco, anche se in orari diversi rispetto alle zone gialle, arancioni e rosse: salvo provvedimenti maggiormente restrittivi adottati dalle autorità sanitarie locali sul territorio di competenza, è fatto divieto di circolare e/o sostare al di fuori della propria residenza e/o domicilio dalle ore 23.30 fino alle ore 5.00 del successivo. Oltre al coprifuoco notturno, è sempre obbligatorio indossare la mascherina sull’intero territorio regionale sardo 24 ore su 24, anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico, nonché negli spazi pubblici ove, per le caratteristiche fisiche, sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei 6 anni, nonché i soggetti con forme di disabilità.

È fatto divieto di qualsiasi forma di assembramento, con speciale riferimento allo stazionamento presso gli spazi antistanti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, le piazze, le pubbliche vie, i lungomare e i belvedere, nei quali deve comunque mantenersi un distanziamento interpersonale di almeno un metro.

Per quanto sono valide le nuove regole nella Sardegna in zona bianca? L'ordinanza è in vigore a partire dal primo marzo 2021 e fino al 15 marzo 2021, salvo proroga esplicita e salvo ulteriori diverse prescrizioni, anche di segno contrario, che dovessero rendersi necessarie in dipendenza dell’andamento della curva di diffusione del virus.

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In collaborazione con Gruppo Grendi