Amuleti e talismani in Sardegna: un'antica tradizione tra usi e riti - Cagliari

Amuleti e talismani in Sardegna: un'antica tradizione tra usi e riti

Cultura Cagliari Giovedì 30 gennaio 2020

© Giacomo Pisano
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Cagliari - La tradizione sarda si caratterizza non solo per la celebre lavorazione a filigrana e i materiali preziosi come oro e argento, ma include anche una grande varietà di oggetti artistici di valore, come ad esempio gli amuleti. Tutte le culture popolari ne fanno largo uso come protezione per se stessi, per la casa, per i propri cari e anche in Sardegna questa tradizione è viva e praticata.

Non necessariamente nella realizzazione degli amuleti si utilizzano materiali nobili, spesso si prediligono infatti pietre dure e metalli poveri, a volte anche elementi di recupero come ceramiche e vetri rotti. La loro importanza non consiste nella ricchezza materiale, ma nel significato e nella forza benefica che rappresentano. Il più famoso è sabegia (detto anche cocco o pinadeddu a seconda delle zone) che consiste in una sfera nera di ossidiana (pietra tipica sarda), vetro o altro materiale che può essere montato in spille, pendenti o orecchini. La tradizione vuole protegga dalle cattive influenze, per questo si usa porlo nelle culle dei bambini. Qualora la sfera presentasse delle filature o si spaccasse sarebbe un chiaro segno di protezione accordata, dato che ha attratto su di sé il malocchio lasciando immune la persona e facendosi carico dell’influenza negativa.

Molto particolare anche il filatterio, di forma tubolare cava che al suo interno custodisce sempre una preghiera o un augurio scritti su piccolissimi fogli di carta; in genere l’amuleto si completa con piccoli sonagli che scaccerebbero gli spiriti maligni con il loro tintinnio. La preghiera può essere naturalmente un breve estratto dagli inni sacri ma anche dei personali auguri espressi dalla persona che dona il filatterio. Il nudeus (dal latino agnus dei) è, invece, un piccolo reliquiario, solitamente in forma di ovale o cerchio indossabile come ciondolo o spilla.

Al suo interno conserva lembi di vesti o tessuti benedetti, foglie di ulivo e di palma simbolo del martirio. Anche il corallo ricopre un ruolo simbolico nella tradizione sarda, protegge le partorienti e le neo mamme in una delicata fase della vita. Montato come rametto grezzo o lavorato e trasformato in elementi adatti per bracciali, orecchini, spille e collane, il corallo è tra i materiali più duttili e amati nell’oreficeria isolana. Il fascino di questa oreficeria risiede nel delicato equilibrio tra gusto estetico, design tradizionale e spiritualità popolare. In una terra come la Sardegna, dove si tramandano leggende di abili guaritrici, figure mostruose, animali fantastici, luoghi magici, gli amuleti occupano sicuramente un posto d’onore.

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