Leonardo Cremonini, mostra retrospettiva - Bologna

Leonardo Cremonini, mostra retrospettiva - SimonBart Gallery - Bologna

11/01/2022

Fino a lunedì 31 gennaio 2022

Ore 10:00

© Petr Slováček - unsplash.com

CalendarioDate, orari e biglietti

Bologna - Fino a lunedì 31 gennaio, presso la SimonBart Gallery di Bologna, è allestita la mostra rettrospettiva dedicata a Leonardo Cremonini.

Bologna - Un’ampia esposizione celebra il pittore bolognese scomparso nel 2010: una vita tra la Francia e le coste del Mediterraneo, del quale risuonano echi nei paesaggi e nella luce della sua pittura. Amato da MoraviaCalvinoEcoBuzzati, e da filosofi come Althusser, che a lui dedicò il suo unico testo sulla pittura; amico di Peggy GuggenheimHenri Cartier-BressonFrancis BaconMario SironiGino SeveriniBalthus, solo per citarne alcuni, Cremonini segna il percorso della storia dell’arte e della cultura del Novecento. Le sue opere sono presenti nelle più importanti collezioni d’arte del mondo come quella del Centre Georges Pompidou di Parigi, del MOMA di New York, dell’Israel National Museum di Gerusalemme, del Frissiras Museum di Atene, della Galleria degli Uffizi di Firenze e, ovviamente, della collezione del Museo di Arte Moderna della città di Bologna.
 
La mostra, che avrebbe dovuto essere inaugurata lo scorso anno ed è stata posticipata a causa dell’emergenza sanitaria, è un omaggio all’artista nel decennale della sua scomparsa. L’introduzione del catalogo è a firma dal professor Stefano Zecchi, filosofo, scrittore e già professore ordinario di Estetica presso l’Università degli Studi di Milano. Le opere esposte coprono un arco temporale che va dagli anni ‘60 fino agli ultimi anni di vita del Maestro.
 
Il suo amore per il Mediterraneo lo portò a Panarea, dove trascorse lunghi periodi. Paesaggi estivi abbacinati di luce, lidi tratteggiati con ampie stesure di colore, sono spesso gli scenari delle sue visioni. La pittura di Cremonini non può essere ricondotta ad alcun tipo di etichetta: scivola tra realismo, surrealismo e pittura metafisica, sfugge alle regole dell’astrattismo, del Nouveau Rèalisme, della figurazione narrativa del suo tempo, sempre spinta da un indomito desiderio di indipendenza.
 
Secondo Dino Buzzati, la sua pittura aveva la capacità di ricostruire quei momenti che, nella vita di ciascuno, pur nella loro apparente quotidianità o banalità, racchiudono il senso di un’intera esistenza. Umberto Eco, lo definì pittore degli scrittori, sottolineando la capacità del pittore di epifanizzare il reale e, al contempo, di rendere lo spettatore il protagonista unico di quella epifania, facendola sua, riconducendola nel recinto della propria memoria, del proprio vissuto.
 

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 28/01/2022 alle ore 00:23.

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