Mimmo Paladino. Dalla pittura alla letteratura, mostra in Salaborsa - Bologna

Mimmo Paladino. Dalla pittura alla letteratura, mostra in Salaborsa - Biblioteca Salaborsa - Bologna

03/05/2021

Fino a domenica 6 giugno 2021

CalendarioDate, orari e biglietti

Bologna - Si terrà in Salaborsa di piazza Nettuno, dall’8 maggio (opening su prenotazione fino a esaurimento posti su dams50.it, ore 18), la mostra di disegni dedicata all’artista Mimmo Paladino, preludio alla laurea ad honorem in DAMS che gli sarà conferita dal Rettore dell’Università di Bologna Francesco Ubertini il 14 maggio al Teatro Comunale di Bologna alle 16.30, per la sua capacità di trasformare il sapere classico attraverso l’interazione fra i linguaggi artistici, per produrre una nuova forma di conoscenza, sensibile, critica, contemporanea: la ragione per cui l’artista rappresenta in maniera esemplare lo spirito di ciò che una istituzione come il DAMS si propone, da mezzo secolo, di promuovere. Alla laurea seguirà, sempre al Teatro Comunale, la proiezione del suo film dedicato al capolavoro di Cervantes, Quijote, dove recita un altro illustre bolognese, Lucio Dalla, anche lui dottore ad honorem dell’Alma Mater.

Bologna - L’inaugurazione della mostra è impreziosita da un intervento dell’attrice Ermanna Montanari, fondatrice e direttrice artistica, assieme a Marco Martinelli, del Teatro delle Albe: Montanari accompagnerà la vernice con la lettura del XXXIII Canto del Paradiso dantesco.

Bologna - La personale, a cura di Sergio Risaliti, raccoglie oltre duecento disegni dell’artista ispirati alla grande letteratura universale, tra cui Cervantes, Collodi, Dante, Omero, Lévi-Strauss e Manzoni. Paladino, infatti, nutre da tempo uno speciale rapporto con la poesia e con la letteratura antica e moderna.

Scrive il curatore Sergio Risaliti: «Mosso da una passione inesauribile, Mimmo Paladino ha restituito un vocabolario figurativo ai testi di tanti autori del parnaso mondiale, seguendo, in questo attraversamento di tempi, generi e stili, una tradizione antica. Nel tempo ha dato vita a una personale biblioteca servendosi dei media più diversi: dal disegno all’incisione, dall’acquerello al collage. Portando avanti una pratica trasmessa da artista ad artista fino alle prime avanguardie del Novecento, con l’Iliade e l’Odissea, con le Metamorfosi e Pinocchio, con la Bibbia e i Vangeli, con l’Orlando Furioso e Don Chisciotte, affrontando poi una selva di autori celebri, da Boccaccio e Petrarca a Machiavelli e Galileo, da Tasso e Goldoni a Leopardi e Foscolo, e poi Verga, Carducci e Pirandello (…) E così, ammirando la selezione di opere grafiche presentate in questa speciale occasione, scopriamo sotto altra forma e veste una archeologia poetica, risorta e metamorfizzata nel linguaggio della pittura e del disegno».

E ancora, Paladino “è un inarrestabile sperimentatore che non azzera la tradizione, anzi se ne fa carico e ne ha cura, rigenerandola con una ‘freschezza’ e una ‘luminosità’ cromatica ammaliante. La carta si trasforma in un luogo incantato dove segni e colori proliferano in formule sempre imprevedibili. Le tecniche utilizzate dall’artista sono innumerevoli, in un percorso che ha un inizio e una fine ma non si svolge linearmente, si snoda e dipana in labirintiche ordinate traiettorie. Con le sue immagini sembra scavare e perlustrare un luogo strapieno di possibilità, uno spazio concettuale e dell’inconscio che circoscrive il testo, da cui pesca immagini e figure vaganti, che ancora gravitano intorno alle parole e che devono essere ricomposte in un quadro di senso inedito”.

Scrive Giacomo Manzoli, direttore del Dipartimento delle Arti: «Mimmo Paladino, invece, è come se per ciascuno di questi testi fosse in grado di operare una apparentemente immediata, ma in realtà meditatissima, decostruzione critica che gli consente di estrapolare figurazioni di straordinaria semplicità e potenza, capaci di far esplodere il senso profondo dei brani selezionati e di amplificare all’infinito l’intelligenza del testo di origine».

Biografia

Mimmo Paladino (1948) esordisce a ridosso delle avanguardie degli anni Sessanta-Settanta. Da allora, ogni sua opera risponde a una complessa strategia costruttiva, grazie alla quale l’artista può condensare e riordinare simboli e figure di diversa origine ed estrazione senza chiusure stilistiche o cronologiche, rispettando un senso di armonia e bellezza antica.

La ricerca di Paladino si snoda tra pittura e scultura, tra installazione e scenografia, tra teatro e cinema. Centrale è il rapporto che l’immagine stabilisce con lo spazio al di fuori della cornice del quadro, dalla quale l’artista tante volte evade, sviluppando una speciale relazione con l’architettura e con la musica di cui riconosce i fondamenti matematici. Misure auree e rapporti archetipici organizzano la disposizione dei segni sulla superficie o nello spazio, in modo da caricare di energia ‘terrestre’ o ‘celeste’ ogni simbolo e ogni geroglifico, ogni archetipo figurale, anche quello più astratto o più decorativo.

Paladino riesce a ricomporre così ciò che va alla deriva, quanto appartenuto alla grande tradizione antica e arcaica dell’arte, senza escludere ideologicamente alcun ‘recupero’, alcun materiale o strumento della tradizione, sia occidentale che extra-occidentale. Punto di riferimento è la soggettività, intesa come universo della sensibilità e dell’immaginazione. L’artista, dunque, si ritira solitario a dipingere per integrare frammenti, figure e simboli di oggi e di ieri, per restituire tanto alla pittura quanto alla scultura una potenza espressiva illimitata e ciclica. In questo senso l’arte con Paladino torna ad avere una funzione mitica o sacrale, culturale e affabulatoria. Ogni sua opera è come un punto di approdo della cultura mediterranea, come uno specchio d’acqua, sulla cui superficie mossa emergono i frammenti sepolti delle civiltà antiche e dei primordi, per poi trascinarci nell’abisso del loro più originario significato.

Grandi musei italiani e stranieri hanno organizzato mostre personali di Mimmo Paladino e importanti collezioni pubbliche e private hanno acquisito sue opere. Ha partecipato a diverse edizioni della Biennale di Venezia e vanno inoltre ricordate almeno la retrospettiva al Forte Belvedere di Firenze (1993) e le installazioni ‘Montagna di sale’ (Napoli, Piazza del Plebiscito, 1995) e ‘Dormienti’ (Londra, Roundhouse, 1999, con musiche di Brian Eno). Attualmente l’artista vive e lavora tra Paduli (Benevento) e Roma. 

Mimmo Paladino. Dalla pittura alla letteratura
8 maggio > 6 giugno 2021
Inaugurazione 8 maggio ore 18 – prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti su dams50.it
Apertura al pubblico
lunedì 14.30 – 20
martedì-venerdì ore 10 - 20
Ingresso libero

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 17/05/2021 alle ore 00:27.

Potrebbe interessarti anche: Visita al Museo Ferruccio Lamborghini, fino al 31 agosto 2021 , Vittorio Corcos, ritratti e sogni. La mostra a Bologna, fino al 27 giugno 2021 , Le Plaisir de Vivre, arte e moda del Settecento veneziano dalla Fondazione dei Musei Civici di Venezia, fino al 12 settembre 2021 , Criminis Imago. Immagini della criminalità a Bologna, fino al 23 ottobre 2021

Scopri cosa fare oggi a Bologna consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Bologna.