Da Picasso a Fontana. Mezzo secolo di sguardi d’artista nelle opere della collezione di Sandro Cherchi - Bologna

Da Picasso a Fontana. Mezzo secolo di sguardi d’artista nelle opere della collezione di Sandro Cherchi - Raccolte Lercaro - Bologna

21/02/2019

Giovedì 3 ottobre 2019

CalendarioDate, orari e biglietti

Bologna - La mostra presenta al pubblico, per la prima volta, il ricco corpus di opere entrate nella collezione della Raccolta Lercaro grazie alla donazione disposta nel 1997 dall’artista Sandro Cherchi (Genova 1911-1998) e, successivamente, dalla moglie Anna.

Bologna - Oltre a disegni, incisioni, ceramiche e vetri realizzati dall’artista stesso, il nucleo comprende opere della sua collezione privata: due splendidi disegni su carta di Marino Marini, una cera graffita di Felice Casorati, una fragile quanto preziosa ceramica smaltata di Lucio Fontana, seguita da un grande foglio di carta ancora “impastato” di argilla su cui sono tracciati studi e bozzetti per sculture diverse. Poi ancora, un carboncino di Ennio Morlotti, diversi disegni di Mino Maccari, al confine tra umorismo vignettistico e satira, un delicatissimo ritrattino femminile di Giuseppe Santomaso, una natura morta di Pietro Marussig. Infine, due litografie di Pablo Picasso, una di Jean Dubuffet, una di Virgilio Guidi e una tempera di Piero Ruggeri.

Bologna - Tutte opere di artisti coetanei di Cherchi, che riflettono la rete di relazioni che lo circondava e che sono entrate nella sua casa grazie a quello scambio di pezzi che è prassi costante fra intellettuali che si stimano e che hanno occasione, anche per un breve periodo, di lavorare insieme.
Una raccolta che assume un particolare significato culturale in quanto testimonianza non solo delle frequentazioni dello scultore ligure, della ricchezza e della continuità dei suoi rapporti artistici, ma anche della vivacità del clima culturale che, nel dopoguerra, ha caratterizzato quell’ampio “triangolo” territoriale compreso tra Milano, Torino e Genova in cui Cherchi ha lavorato.
Sandro Cherchi, artista poco noto ma interessante, avvia la propria attività di scultore a Genova, ma nel 1936 si trasferisce a Milano, dove conosce Renato Birolli, Giacomo Manzù, Bruno Cassinari, Giuseppe Migneco, Aligi Sassu, Duilio Morosini, Raffaele De Grada ed Ernesto Treccani, con i quali entra a far parte del gruppo Corrente. Nel 1942, in pieno conflitto, ritorna nella sua città natale e inizia ad interessarsi alla lavorazione plastica della ceramica su stimolo di Lucio Fontana, che lo invita ad Albisola. Da questo momento e fino alla fine della vita la ceramica rimarrà una costante nella sua ricerca artistica. A metà del secolo si verifica, lentamente, un’evoluzione del suo linguaggio espressivo, che procederà sempre più verso la bidimensionalità della pittura e che troverà il suo apice negli anni Sessanta, quando si trasferirà a Torino per insegnare all’Accademia Albertina. Qui, immerso in un ambiente culturale che sta vivendo una stagione sperimentale giocata tra arte informale e “poverismo”, Cherchi allarga ulteriormente la rete dei suoi contatti.
La sua collezione oggi esposta in mostra è testimonianza di quell’atmosfera vivacissima, connotata da scambi, commistioni tra politica, spettacolo, critica e impegno culturale, e animata dal ruolo attivo delle gallerie d’arte.

Orari di apertura
giovedì e venerdì, 10-13
sabato e domenica, 11-18.30
giovedì 4 ottobre: aperto 10-13

Ingresso libero

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 31/03/2020 alle ore 15:54.

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