Oliviero Toscani. 80 anni da situazionista, la mostra a Bologna

Oliviero Toscani. 80 anni da situazionista, la mostra a Bologna

Mostre Bologna Lunedì 11 aprile 2022

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Bologna - Palazzo Albergati di Bologna presenta da venerdì 8 aprile a domenica 4 settembre 2022 la mostra Oliviero Toscani. 80 anni da situazionista a cura di Nicolas Ballario. Un omaggio agli 80 anni appena compiuti del più grande fotografo e comunicatore italiano con un’esposizione che ripercorre la carriera di Toscani: oltre 100 fotografie mettono in scena la potenza creativa del noto fotografo che, con il suo sguardo geniale e provocatorio, ha influenzato i costumi di diverse generazioni e fatto discutere il mondo su temi scottanti come il razzismo, la pena di morte, l’AIDS, la guerra, il sesso, la violenza, l’anoressia e molto altro.

«Sono un situazionista: l’immagine la trovo tra le cose che offre la realtà. In vita mia non mi sono mai posto il problema di avere un’idea, di creare dal nulla. Mi si pone davanti un problema, ci ragiono, lo analizzo e l’idea viene fuori. Non sono mai stato assillato dal fatto di avere un’idea» così dichiara Oliviero Toscani.

Palazzo Albergati di Bologna espone al pubblico tutte le campagne più famose di Toscani, quelle che hanno scosso l’opinione pubblica attraverso affissioni e pagine di giornali. Ma anche un Toscani meno conosciuto, come quello dei primissimi anni.

Tra i lavori in mostra il famoso manifesto Jesus Jeans Chi mi ama mi segua, Bacio tra prete e suora del 1992, i Tre Cuori White/Black/Yellow del 1996, No-Anorexia del 2007 e moltissime altre; ma anche le immagini realizzate per la moda (da Donna Jordan a Claudia Schiffer, fino a quelle di Monica Bellucci) e addirittura quelle del periodo della sua formazione alla Kunstgewerbeschule di Zurigo.

Il ricco percorso espositivo, ben costruito e articolato, propone anche decine di ritratti che hanno “cambiato il mondo”, come Mick Jagger, Lou Reed, Carmelo Bene, Federico Fellini e i più grandi protagonisti della cultura dagli anni ‘70 in poi. E ancora, una sala è dedicata al progetto Razza Umana, con il quale Oliviero Toscani ha solcato centinaia di piazze in tutto il mondo per fotografare chiunque lo desiderasse, dando vita al più grande archivio fotografico esistente sulle differenze morfologiche e sociali dell’umanità, con oltre 10.000 ritratti.

«È impossibile esporre tutto il lavoro di Oliviero Toscani – afferma il curatore della mostra Nicolas Ballario – ma con questa mostra vogliamo offrire una panoramica su uno dei fotografi più prolifici e celebrati di sempre, che è riuscito a essere inconfondibile e riconoscibile pur non essendosi mai piegato ad un unico stile. È un artista immenso e chi verrà in mostra potrà conoscerne i lati più inaspettati».

La mostra Oliviero Toscani. 80 anni da situazionista intende offrire una sintesi dei tanti ambiti della creatività toccati da Oliviero Toscani nella sua vita. Toscani nasce a Milano nel 1942 ed è figlio d’arte: suo padre, Fedele, è stato infatti il primo fotoreporter del Corriere della Sera. Sono proprio il padre, la sorella e il cognato Aldo Ballo (il più affermato fotografo del design milanese) a spingerlo a studiare in una grande scuola assecondando il desiderio di diventare un grande fotografo. La scuola migliore in quel momento si trova a Zurigo, la Kunstgewerbeschule, con Johannes Itten come preside - il maestro del colore della Bauhaus – e con alcuni dei più importanti grafici e fotografi del mondo come insegnanti. Qui impara la teoria del colore, la tecnica e la composizione.

Di questo periodo sono gli emozionanti scatti che un Toscani, appena ventunenne, realizza a Don Lorenzo Milani, nella sua scuola di Barbiana. Si diploma nel maggio del 1965 e finalmente può cominciare quella che si sarebbe rivelata una carriera brillante. Sono gli anni della frattura con il vecchio mondo, gli anni dei Beatles e dei Rolling Stones, della minigonna inventata da Mary Quant, sono gli anni delle contestazioni studentesche. Toscani immortala quei momenti con la sua macchina fotografica e non si lascia sfuggire gli eventi salienti che contraddistinguono la sua generazione.

È in prima linea al concerto del Velodromo Vigorelli di Milano per fotografare i Beatles in occasione della loro unica tournée italiana. Baffi alla Gengis Khan, stivaletti della beat generation e ovviamente capelli lunghi, Toscani ci mette poco ad affermarsi e a diventare uno dei fotografi più richiesti dalle riviste di tutto il mondo. Il suo primo grande scandalo è del 1973: fotografa in primissimo piano il fondoschiena di Donna Jordan con su i jeans del marchio Jesus e ci piazza sopra lo slogan “Chi mi ama, mi segua”. Il manifesto fa il giro del mondo e le polemiche infuriano come mai prima era successo intorno a una pubblicità. Il nome di Oliviero Toscani, e non solo le fotografie, è ormai noto in tutto il mondo.

Agli inizi degli anni ’70 Toscani decide di trasferirsi a New York e non va a vivere in un posto qualunque: si trasferisce per qualche tempo al Chelsea Hotel, intorno alle cui stanze ruota tutta la cultura underground della grande mela. È lì che abitano o avrebbero abitato Bob Dylan e Leonard Cohen, Iggy Pop e Sam Shepard, Tom Waits e Robert Mapplethorpe. Di questi anni è il fidanzamento con la modella Donna Jordan e la frequentazione della Factory di Andy Warhol, amico e modello per sue le fotografie. Oliviero Toscani passa le serate al Max Kansas City o al Club 54 e fotografa tutti i protagonisti della scena musicale e creativa di allora: Mick Jagger, Joe Cocker, Alice Cooper, Lou Reed. Quest’ultimo sceglie proprio uno scatto di Toscani per la copertina di un suo disco del 1974.

Già a quell’epoca Toscani ha una capacità incredibile di cogliere i talenti nascosti ed è lui a proporre alle redazioni le prime fotografie fatte ad una ancora sconosciuta Patti Smith, appena trasferitasi a New York. Gli anni ‘70 sono quelli che lo vedono come forza creativa dietro i più grandi giornali e marchi di tutto il mondo: Vogue, Harper’s Bazaar, GQ, Elle. E poi Missoni, Valentino, Armani, Esprit, Prenatal, Chanel e soprattutto Elio Fiorucci, il vero innovatore della moda a livello mondiale, con il quale Toscani stringe una forte collaborazione, oltre che un’amicizia indissolubile.

Nel 1982 avviene invece l’incontro che cambia il mondo della comunicazione: Toscani inizia a realizzare le campagne per Benetton, dando vita a una serie ormai radicata nell’immaginario di tutti. Toscani ribalta il senso delle fotografie di moda e con le campagne Benetton parla di razzismo, fame nel mondo, AIDS, religione, guerra, violenza, sesso, pena di morte. In quegli anni attira su di sé pesantissime accuse, quelle di sfruttare i problemi del mondo per fare pubblicità ai maglioni. È l’esatto contrario: Toscani usa il mezzo pubblicitario per parlare dei problemi del mondo. Anche dopo Benetton i suoi “scandali via advertising” arrivano puntuali: dà uno slancio alla discussione sulla regolamentazione delle unioni gay, creando una grande campagna che mostra una coppia di omossessuali in atteggiamenti affettuosi su un divano o spingere un passeggino. Nel 2007 invece scuote violentemente il fashion system, facendo trovare pronta proprio per la settimana della moda di Milano una campagna con la fotografia di una ragazza anoressica completamente nuda, a mostrare i segni distruttivi della malattia che le case di abbigliamento invece sfruttano.

Orari di apertura: Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Costi biglietti: Intero 15 euro, ridotto 13 euro, Open 17 euro, Universitari (ogni lunedì) 10 euro.
Il biglietto della mostra “Oliviero Toscani. 80 anni da situazionista” consente l’accesso anche alla mostra fotografica “PHOTOS”

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