5 piatti tipici bolognesi meno conosciuti. Dai balanzoni alla galantina, le ricette da provare - Bologna

5 piatti tipici bolognesi meno conosciuti. Dai balanzoni alla galantina, le ricette da provare

Food Bologna Venerdì 19 novembre 2021

Bologna - Tagliatelle, tortellini, lasagne. Chi non li ha mai assaggiati almeno una volta nella vita? Nella classifica dei piatti tipici bolognesi più apprezzati questa triade occupa indubbiamente i gradini più alti del podio. Ma come in tutte le cucine locali, si sa, oltre alle ricette più blasonate esistonopiatti un po’ dimenticati, che compaiono sempre più raramente sulla tavola di casa la domenica e nei menù delle osterie tradizionali. Chi li ha già provati, però, sa bene che non hanno nulla da invidiare ai loro cugini più noti. Ecco allora5 piatti tipici bolognesi poco conosciuti, tutti da sperimentare.

Balanzoni, i tortelloni verdi di Bologna

A Bologna lapasta ripienaè una cosa seria, tant’è vero che oltre ai classici tortellini e alla loro versione vegetariana, i tortelloni, esiste una variante che un tempo veniva preparata soltanto in occasione del Carnevale. I balanzoni infatti devono il loro nome alla maschera carnevalesca tipica della città, il dottor Balanzone, che si distingue per la sua saccenza e verbosità.
Venendo alla ricetta, i balanzoni si caratterizzano per un ripieno molto saporito, fatto di spinaci, mortadella tritata, uova, Parmigiano e noce moscata. Gli spinaci vengono aggiunti anche alla sfoglia, ed è per questo che l’impasto assume il classico colore verde. Prima di servirli si condiscono di norma con burro fuso e salvia. 

La zuppa imperiale bolognese. Semplice e sostanziosa

A guardare la ricetta non sembrerebbe nemmeno un piatto tipico bolognese. La zuppa imperiale si prepara consoli 5 ingredienti: semolino, Parmigiano, uova, burro fuso e noce moscata (oltre agli immancabili sale e pepe). Una volta amalgamati tra di loro, il composto viene steso su una teglia mantenendo uno spessore di circa 1 centimetro, per poi passare in forno. Al termine della cottura si taglia a cubetti, che vanno poi immersi nel brodo bollente e fatti cuocere per un'altra manciata di minuti. Tra i piatti tipici bolognesi meno conosciuti questo forse è il più semplice; assicuratevi però di servire la zuppa imperiale con un buon brodo caldo, di carne o vegetariano a seconda delle preferenze.

Polpette alla bolognese, ovvero: polpette in umido con i piselli

Come tante altre città italiane anche Bologna ha la sua ricetta per le polpette, uno dei piatti di recupero più diffusi nel Belpaese. Sotto le Due Torri si mangiano in umido, affogate in un mare di sugo di pomodoro e piselli (l’intingolo perfetto per una bella scarpetta). Ma come si preparano? È piuttosto scontato a dirsi, ma ognuno ha la sua ricetta. Gli ingredienti di base per le polpette bolognesi sono comunque il macinato di maiale e quello di vitello, il Parmigiano, le uova e la noce moscata, a cui nel tempo si è aggiunta la mortadella. Per il sugo invece occorre la passata e il concentrato di pomodoro, uno spicchio d’aglio, oltre a sale, pepe, olio e naturalmente piselli. La particolarità di questa ricetta sta nella cottura delle polpette, che prima di essere tuffate nel sugo per insaporire vanno infarinate e passate in padella con un po’ di burro o olio finché non diventano dorate.
Al giorno d’oggi non è raro trovare questo secondo piatto bolognese nelle osterie e nei ristoranti della città, perciò se programmate un viaggio gastronomico a Bologna non dimenticate di aggiungerlo alla vostra lista.

Il piatto dimenticato: la galantina bolognese

La galantina è uno di quei piatti tipici bolognesi ormai poco conosciuti, anche agli stessi bolognesi. L’aspetto della galantina è quello di un normale insaccato, ma al suo interno custodisce moltissimi ingredienti che la rendono unsecondo piatto molto particolare, sia per il sapore che per la consistenza. L’involucro esterno della galantina bolognese è fatto con il pollo, disossato e lasciato marinare a lungo nel marsala; il ripieno è invece un mix di altre carni e di salumi (vitello, maiale, mortadella e prosciutto cotto) amalgamati con uova sale e pepe, e di pistacchi sgusciati. Una volta arrotolato su se stesso a formare un cilindro, il pollo dev’essere cotto nel brodo per un paio d’ore e poi lasciato raffreddare: in tal modo rimarrà integro e compatto quando verrà tagliato a fette sottili prima di servirlo.

La pinza bolognese, il dolce del Natale di una volta

Ormai si mangia tutto l’anno, meglio se intinta nel vino. Un tempo però la pinza era un dolce tipico delle feste natalizie bolognesi, soprattutto in campagna. Da dove deriva il nome “pinza”? Probabilmente dalla forma del dolce stesso che con il suo impasto sigilla la marmellata, come se non volesse farsela scappare. Questo è un dolce semplice e dal gusto originale, dato dal sapore inconfondibile della mostarda bolognese. Nulla a che fare però con la più conosciuta mostarda mantovana: si tratta infatti di una marmellata a base di mele cotogne, pere, prugne e scorza d’arancia, dal sapore intenso ed acidulo. Una volta preparata la pasta - con farina, zucchero, burro, uova, lievito e vaniglia - viene stesa, spennellata con abbondante mostarda e arrotolata su se stessa prima di andare in forno. La pinza è perfetta a merenda o al termine di un pasto a base di piatti tipici bolognesi, più o meno conosciuti.

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