I portici di Bologna da non perdere. Viaggio tra i portici più particolari della città

I portici di Bologna da non perdere. Viaggio tra i portici più particolari della città

Cultura Bologna Venerdì 12 novembre 2021

Bologna - Quando giri per la città è impossibile non vederli; sono aperti 24 ore su 24, e offrono riparo sia dalla pioggia, sia dal sole nelle calde giornate estive. Naturalmente stiamo parlando dei portici di Bologna, elemento architettonico distintivo del capoluogo emiliano, che da qualche tempo è entrato a far parte del Patrimonio dell’umanità Unesco.

Sono ben 53 i chilometri di portici che si rincorrono uno dopo l’altro tra centro storico e periferia, e benché possano sembrare simili, ognuno presenta caratteristiche specifiche che lo distinguono dagli altri. Che sia un capitello istoriato, un colonnato in legno o un murales ospitato sotto le arcate, a Bologna ciascun portico racchiude in sé una storia tutta da scoprire. Oggi vogliamo raccontarvene alcune, selezionate in base alla loro peculiarità: seguiteci allora nel nostroviaggio tra i portici più particolari di Bologna. 

Il portico più basso di Bologna in via de’ Falegnami

Iniziamo il nostro tour dei portici da via de’ Falegnami, una laterale della ben più nota via dell’Indipendenza, la strada dello shopping bolognese. Non distante dalla stazione ferroviaria, via de’ Falegnami è una tranquilla via del centro con alcuni negozietti e ristoranti che si riparano sotto le arcate dei suoi portici. Nel panorama bolognese, questi ultimi si distinguono per una caratteristica ben precisa: sono tra i più bassi della città, con un soffitto che una persona di media altezza riesce a toccare piuttosto agilmente con la mano.

Il porticato in legno di via San Nicolò

Tra i portici più particolari di Bologna ci sono sicuramente quelli lignei. Questo tipo di portico rappresenta infatti una testimonianza dell’evoluzione storica dell’elemento architettonico, che nasce nel Medioevo per far fronte all’aumento della popolazione dovuta soprattutto alla fama dell’università bolognese. Il primo metodo a cui si pensò percreare nuovi spazi all’interno degli edifici fu quello di ampliare i piani alti delle abitazioni grazie a una sorta di “mensola” chiamata sporto o beccadello, che poggiava su travi di legno (visibili ad esempio in via Clavature, angolo con via Drapperie). Il passaggio successivo fu proprio quello di erigere dei veri e propri colonnati che potessero sostenere il peso delle nuove abitazioni, e così nacquero i portici di Bologna. Quello di via San Nicolò è uno dei pochi esempi di porticato ligneo medievale ancora esistenti nel centro storico. Recentemente restaurate, le arcate fanno parte della duecentesca casa Azzoguidi, un luogo molto significativo per la storia della città perché proprio qui nacque la prima tipografia di Bologna.

L’elegante portico di piazza Santo Stefano

Ci spostiamo ora nella centralissima piazza Santo Stefano, sede della celebre Basilica delle Sette Chiese e di alcuni locali che richiamano ogni giorno molti bolognesi e visitatori di passaggio. I portici di questa piazza sono forse tra le testimonianze più emblematiche di quel particolare invito allo scambio e alla socialità che da sempre caratterizza questo spazio. Sotto ai portici di piazza Santo Stefano si chiacchiera, si sorseggia un caffé o un bicchiere di vino, o ci si ferma a leggere un libro seduti su un muretto: già, perché tra i porticati che delimitano la piazza ce n’è uno molto caratteristico, al civico 17, riconoscibile per via delle colonne con andamento a spirale che non poggiano direttamente al suolo, bensì su una base in muratura. Il luogo perfetto per sedersi ad ammirare la piazza.

Il portico affrescato di via Farini

Quello di via Farini rientra tra i pochi esempi di portici affrescati a Bologna. Per vederlo dovrete superare Piazza Maggiore e costeggiare la fiancata sinistra della Basilica di San Petronio, percorrendo il cosiddetto portico del Pavaglione. Giunti all’incrocio con via Farini, davanti a voi si aprirà l’ottocentesco Palazzo della Banca d’Italia, edificio piuttosto imponente fiancheggiato da un porticato con alte volte. Alzando lo sguardo verso il soffitto vi accorgerete ben presto che sopra di voi campeggiano splendide decorazioni pittoriche, eseguite dall’artista Gaetano Lodi, che rappresentano scene a sfondo storico, città ed esplorazioni geografiche.

I murales a tema bolognese di via della Braina 

Il viaggio tra i portici di Bologna si conclude in via della Braina, a pochi passi da via Santo Stefano. Questa è una delle zone più autentiche della città, in cui ancora si trovano botteghe di alimentari e osterie dai sapori di una volta, che lavorano fianco a fianco con bar e mescite di vino senza troppi fronzoli. Il portico dell’edificio che fa angolo con via de’ Coltelli non sarebbe di per sé molto caratteristico, se non fosse per i murales realizzati sotto le sue arcate. Dipinti di nero su sfondo arancione, la sagoma del Nettuno, protagonista dell’omonima fontana, e quella della Basilica di San Luca segnano il termine del nostro tour in cerca dei portici più particolari di Bologna.

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