3 trekking facili sull'Appenino bolognese: Monte Sole, i Calanchi di Sant'Andrea e le Cascate del Dardagna - Bologna

3 trekking facili sull'Appenino bolognese: Monte Sole, i Calanchi di Sant'Andrea e le Cascate del Dardagna

Cultura Bologna Venerdì 5 novembre 2021

© Flickr/Elisa Mazzini

Bologna - Non sempre è necessario andare lontano per scoprire luoghi meravigliosi. La natura dietro casa può riservare sorprese inaspettate e facilmente raggiungibili anche dai trekkers meno esperti. Se siete in cerca di ispirazione per un’escursione di bassa difficoltà vicino a Bologna, questi 3 trekking facili sull’Appennino bolognese possono fare al caso vostro.

Tre sentieri percorribili in qualche ora di cammino, adatti a chi si sta avvicinando al mondo dell’escursionismo, che vi permetteranno di passare un po’ di tempo a contatto con la natura e con voi stessi. Vi state già preparando? Prima di partire, non dimenticate di portare con voi la giusta attrezzatura, controllare le condizioni meteo e, una volta giunti alla meta, rispettare più possibile i luoghi che andrete a visitare.

Trekking a Monte Sole. Da Pian di Venola al Poggiolo

In questo trekking l’interesse naturalistico si intreccia con l’alto valore storico dei paesaggi attraversati. Siamo a Monte Sole, un’area naturale protetta che delimita i luoghi in cui nel 1944 si svolse l’eccidio di Marzabotto, e che tutt’oggi conserva numerose testimonianze degli avvenimenti che portarono alla strage della popolazione locale per mano delle truppe nazi-fasciste. 

L’itinerario parte dalla stazione ferroviaria di Pian di Venola, ben collegata al centro di Bologna grazie a treni piuttosto frequenti, e quindi facilmente raggiungibile anche per chi non ha la macchina o preferisce utilizzare i mezzi pubblici. Una volta superato il piccolo borgo di Sperticano si imbocca un sentiero in salita, che attraverso il bosco conduce a Monte Caprara e al borgo diCaprara di Sopra, dove i ruderi in pietra dell’antico abitato ricordano ancora i tragici fatti legati alla Seconda Guerra Mondiale. Da lì, proseguendo in discesa sulla strada sterrata in direzione San Martino si arriverà agilmente alCentro Visite il Poggioloe all’omonimo ristorante: un’ottima occasione per recuperare le energie dopo la camminata.

Durata: 2 ore circa
Lunghezza: 6km
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Trekking a Ozzano. Sentiero dei Calanchi di Sant’Andrea

Per questo semplice trekking sull’Appennino bolognese ci spostiamo nel Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, un’area naturale che sorprende per i profondi solchi nei versanti delle montagne derivanti dall'erosione del terreno argilloso. Se cercate un’escursione non troppo impegnativa che vi permetta di ammirare i paesaggi tipici di questa parte dell’Appennino vi consigliamo di percorrere ilsentiero dei Calanchi di Sant’Andrea, con partenza dall’omonima chiesa situata a pochi minuti in auto dal centro di Ozzano Emilia.

Lasciata l’auto nel parcheggio adiacente alla chiesa possiamo iniziare il nostro trekking. Il percorso si snoda inizialmente lungo ilsentiero CAI 801A, che passa a fianco della storica Villa Massei, prima di raggiungere il rio Centonara a fondovalle. Da lì si risale poi sulla cresta, dove vi consigliamo di sostare qualche minuto per riprendere fiato e osservare il meraviglioso scenario naturale che si aprirà davanti ai vostri occhi. Per tornare al punto di partenza seguite infine le indicazioni per il sentiero CAI 801B. Come il trekking di Monte Sole, anche il sentiero dei Calanchi di Sant’Andrea presenta alcuni tratti in salita, ma non particolarmente faticosi per chi ha già un po’ di allenamento alle spalle.

Durata: 2 ore circa
Lunghezza: 2,5 km
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Trekking a Lizzano in Belvedere. Madonna dell’Acero e Cascate del Dardagna

Il percorso ideale per chi ama la montagna e la natura incontaminata. Con questo trekking saliamo di quota e arriviamo a un’altitudine di circa1200 metri s.l.m., nel cuore dell’Appennino bolognese. Il nostro punto di ritrovo è il cinquecentesco Santuario della Madonna dell’Acero, un luogo sacro che si erge a pochi chilometri dal comune di Lizzano in Belvedere, protagonista di un’antica leggenda: secondo la tradizione, la Madonna apparve a due pastorelli sotto il grande acero che ancora oggi vigila sul santuario, mentre cercavano rifugio dal maltempo.

Punto di forza di questa passeggiata sono sicuramente le Cascate del Dardagna. Per raggiungerle basterà imboccare il sentiero CAI 331che si trova proprio dietro alla chiesa; il percorso è piuttosto agevole, e in breve tempo vi porterà al cospetto dell’impressionante cascata, l’ultima di una serie di sette cascate formate dal torrente Dardagna lungo il suo corso. Giunti a questo punto è possibile proseguire lungo il CAI 333 per ammirare gli altri sei “salti” del Dardagna - tenendo però presente che il percorso si fa più difficile e ripido, dunque meno adatto ai principianti - oppure scendere tranquillamente verso il Santuario.

Durata: 1,5 ore circa
Lunghezza: 3 km
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