Case sugli alberi nei boschi della Loira, il progetto di giovani architetti che unisce Bologna alla Francia

Case sugli alberi nei boschi della Loira, il progetto di giovani architetti che unisce Bologna alla Francia

Destinazioni Bologna Martedì 2 febbraio 2021

Bologna - Una casa sull’albero, non solo sogno d’infanzia e simbolo di un rapporto ritrovato con la natura, ma nuovo spazio turistico, per ospitare e accogliere viaggiatori che si muovono al passo di un turismo lento, alla scoperta di contesti rurali in cui immergersi pienamente per godere della natura: il fruscio delle foglie, il rumore del vento, il profumo del legno.

È questa l’idea alla base del concorso lanciato dalla bolognese YAC – Young Architects Competitions – realtà leader in Europa nella promozione di iniziative culturali e formative connesse al mondo dell’architettura – per la realizzazione di 5 case sull’albero nella quinta favolosa del castello di Mothe Chandeniers nella Loira, quintessenza della Francia neogotica e degli châteaux romantici che hanno fatto sognare generazioni di intellettuali e artisti. Ad aggiudicarsi la vittoria, decretata da una giuria internazionale di grande prestigio (si veda paragrafo dedicato) è stato il progetto Sogno di una notte di mezza estate, presentato dai progettisti spagnoli José Carlos Menasalvas Gijón e Cristina Jiménez Lima.
 
Per la realizzazione delle case, che partirà ad aprile 2021 in collaborazione con YAC, sarà attiva fino al 14 febbraio una campagna di raccolta fondi su Dartagnans, fra le più note e attive realtà di crowdfunding europee per la tutela del patrimonio storico, artistico e culturale francese, che già aveva raccolto fondi per il restauro del castello, ricevendo donazioni da 8100 donatori in 77 Paesi.

«A vincere non poteva che essere una proposta che mette in connessione profonda lo spazio umano con quello naturale: forme, materiali utilizzati, arredi dialogano con gli alberi senza sopraffarli e invitano il turista alla riscoperta di un confort basato sull’essenziale. Lo spazio è rifugio e protezione, ma è pensato perché lo sguardo possa sempre perdersi nella foresta». commenta Alessandro Cecchini, fondatore e presidente di YAC srl, che continua «la casa sull’albero è uno dei più potenti archetipi a cui si possa fare riferimento: fa parte del bagaglio emotivo e percettivo della maggior parte degli individui, ed offre un’opportunità quanto mai attuale di riflessione sull’equilibrio fra uomo e natura, secondo una formula di continuità che anche le recenti contingenze ci hanno portato a riscoprire con rinnovata enfasi».

I lavori di posizionamento delle case si completeranno nel mese di luglio, per permettere ai primi curiosi una possibilità di visita già dall’estate dell’anno in corso.
 
La giuria internazionale è stata composta da Patrick Lüth, direttore della sede austriaca di Snohetta, uno degli studi di architettura e design più quotati in Europa; Giulio Rigoni dello studio BIG - Bjarke Ingels Group con sede a New York; Espen Surnevik, titolare dell’omonimo studio noto per i progetti profondamente legati alla tradizione architettonica norvegese; Peter Pichler, fondatore insieme alla moglie di uno studio milanese che approfondisce la connessione tra architettura, cultura e storia di un determinato luogo; Matthew Johnson, dello studio newyorkese Diller Scofidio + Renfro, attivo in numerosi campi dell’architettura, dal design urbano alle installazioni, delle performance multimediali ai media digitali; Tue Hesselberg Foged, cofondatore dello studio danese Effekt, focalizzato su progetti inclusivi in grado di rispondere alle esigenze di clienti, utilizzatori e dell’intera comunità; Marco Lavit, docente di architettura presso l’ESA di Parigi e fondatore dell’Atelier Lavit, che utilizza il legno applicato a forme e strutture innovative; Romain Delaume, fondatore con Basten Goullard di Dartagnans; Paolo Tranquillini, Product Manager di Starpool, azienda fondata nel 1975 da Ardelio Turri che ha rivoluzionato la concezione della spa; Angelo Luigi Marchetti, ingegnere civile e imprenditore, AD di Marlegno S.r.l., azienda specializzata nella bioedilizia in legno su misura.

Young Architects Competitions

YAC - Young Architects Competitions - promuove concorsi di progettazione e percorsi formativi in collaborazione con prestigiose realtà professionali e accademiche. Nata nel 2013 dall’intuizione di tre giovani ingegneri, persuasi che il concorso di idee potesse rappresentare lo strumento privilegiato per vivacizzare il dibattito e la ricerca inerente all’architettura, ha maturato esperienze di lavoro e collaborazione con le principali firme dell’architettura contemporanea, affrontando ed approfondendo numerosi temi di progettazione architettonica. A cinque anni dall’avvio della propria attività, YAC decide di aprire il proprio network di architetti di fama ai giovani progettisti, con l'obiettivo di supportarli nel proprio percorso professionale: nascono quattro corsi di formazione, condotti con partner del prestigio di Ferrari, Lamborghini ed Agenzia del Demanio. I corsi si tengono presso le prestigiose sedi di YACademy: un edificio storico nel cuore di Bologna, all’ombra delle Due Torri, a fianco di piazza Santo Stefano.

Castello della Mothe Chandeniers: la storia

Abbandonato da circa 100 anni, il castello della Mothe Chandeniers rivive dal 2018. Una comunità internazionale di migliaia di appassionati provenienti dal mondo intero si è unita per riacquistarlo e salvarlo. A fronte di un contributo di 79 euro per quota parte, ciascun neo-castellano diventa azionista della SAS del castello della Mothe Chandeniers beneficiando anche dell’ingresso gratuito a vita. Partecipando alle decisioni e ai cantieri volontari, ciascun castellano entra in una comunità consolidata di salvatori di castelli. Questo nuovo concept permette a tutti di impegnarsi diversamente nella salvaguardia del patrimonio, di partecipare allo sviluppo del progetto ed entrare in una comunità solidale.
 
Danneggiato da un incendio il 13 marzo 1932, il castello della Mothe Chandeniers, le cui fondamenta risalgono al XIII secolo, fu tratto in salvo da una totale scomparsa. Pian piano caduto nell’oblio, il castello ha attraversato gli anni inventandosi una nuova vita dove la natura e l’architettura vivono in perfetta simbiosi. Dal 2018, la comunità della Mothe Chandeniers sta facendo di tutto per salvare questo monumento storico. Inizialmente, ne ha permesso l’apertura al pubblico in tempi record: gli interni del castello sono stati resi accessibili e l’intera tenuta accogliente; in particolare grazie ai 125 cantieri volontari organizzati sul sito.
Un programma di restauro maggiore, in collaborazione con aziende locali, ha inoltre permesso di accogliere più di 40.000 visitatori incantati dal sito. Mothe Chandeniers ha anche sviluppato una sua boutique in collaborazione con degli artigiani locali che, in particolare, hanno creato il libro e il vino del castello.

Scopri cosa fare oggi a Bologna consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Bologna.