Bologna in dieci libri, da Jack Frusciante al Broker di John Grisham

Bologna in dieci libri, da Jack Frusciante al Broker di John Grisham

Cultura Bologna Venerdì 28 febbraio 2020

Libreria Nanni, Bologna
© Flickr/Hans Dinkelberg

Bologna - In questi tempi di Coronavirus e reclusione (quasi) forzata tra le mura domestiche, il rischio di annoiarsi o, peggio, diventare un tutt'uno con il divano, tra serie tv ed eccessi alimentari, è alto. Tra i rimedi che si possono adottare per rendere comunque utile e piacevole la quarantena casalinga, la lettura di un buon libro - o anche due, tre, quattro - rimane in cima alla top ten delle cose da fare per amazzare il tempo. 

Ecco qui una serie di consigli di lettura a sfondo bolognese, dove la città è a tratti bonaria, a volte conturbante, spesso opprimente e quasi sempre indimenticabile. Perchè, anche in questo caso, Bologna è una regola - soprattutto in fatto di noir. 

Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi

Romanzo d'esordio del bolognese Enrico Brizzi, ha per protagonista un adolescente della media borghesia bolognese: Alex D. Il ragazzo frequenta il liceo Caimani, che è in realtà il Galvani, celebre liceo classico della città, noto per essere frequentato dai figli della Bologna bene. Tra una corsa in bicicletta su e giù per i viali della città, il vecchio Alex conosce Adelaide, detta Aidi, una ragazza siciliana da poco trasferitasi in città. Tra i due non tarda a nascere un sentimento amoroso, ostacolato però dall'imminente partenza di lei per gli Stati Uniti, dove frequenterà un anno di liceo. Jack Frusciante è uscito dal gruppo è un romanzo di formazione, un invito a evadere dagli schemi e dai percorsi prestabiliti. Un monito valido a qualunque età. 

Almost blue di Carlo Lucarelli

Tre personaggi animano le pagine di questo noir che si svolge sullo sfondo di una Bologna che spande i suoi confini su tutta l'Emilia e arriva fino al mare. Simone, cieco dalla nascita, vede attraverso i suoni che ascolta: quelli della città, di cui sente le storie tramite un radioscanner che intercetta le voci di Bologna. L'ispettore Grazia Negro, che è sulle tracce di un serial killer che prende di mira gli universitari, di cui Bologna è ricca da sempre. E poi lui, l'Iguana, l'assassino seriale che assume di volta in volta l’identità delle sue vittime. Un thriller nervoso e impeccabile, una storia d’amore e solitudine, una scrittura che sa dosare tensione emotiva e colpi di scena. Trasportato sul grande schermo nel 2000 da Alex Infascelli, Almost blue resta uno dei libri più venduti e tradotti di Lucarelli.

Blackout di Gianluca Morozzi

Blackout, uscito nel 2004, rappresenta il romanzo di svolta di Gianluca Morozzi, scrittore, musicista, speaker radiofonico e tifoso bolognese. In un torrido ferragosto bolognese, tre persone entrano insieme nell'ascensore di un palazzo di venti piani, una grande torre bianca che svetta su un quartiere popolare. Di colpo si spengono le luci, e i tre si ritrovano intrappolati tra l'undicesimo e il dodicesimo piano. C'è una studentessa che per pagarsi gli studi fa la cameriera, un sedicenne che sta scappando di casa e un uomo, proprietario di tre noti locali, marito e padre, ma anche efferato serial killer e produttore di snuff movies casalinghi. Ha molta fretta: deve tornare in una baracca tra le montagne, dove, incatenata ma ancora viva, c'è la sua ultima vittima. Anche da questo romanzo è stato tratto un film, uscito nel 2007 negli USA. 

Il Broker di John Grisham

Chi scrive lo sa, una delle cose più importanti è padroneggiare la materia che si tratta. Così nel 2005 John Grisham, celebre giallista statunitense, specializzato nel tema giudiziario, si aggira per le strade di Bologna per carpire al meglio l'anima solo apparentemente tranquilla della città, scenario perfetto di thriller e noir. La storia del Broker è quella di un ex avvocato accusato di spionaggio informatico con una condanna di 20 anni di prigione. A fine mandato, il presidente USA gli concede la grazia purché lasci definitivamente il paese e cambi identità, trasferendosi in Italia. Si nasconde proprio a Bologna ed è qui che parte una spietata caccia all’uomo. Il volume è stato nelle vetrine dei ristoranti e dei negozi citati per anni.

Quo vadis, Baby? di Grazia Verasani

Giorgia Cantini passa le sue notti nei locali dove si suona jazz e si beve fino al mattino. È single, quarantenne, tormentata dal dubbio di aver sprecato la propria vita. È un'investigatrice privata, costretta a frugare le ombre di una città come Bologna che sa nascondere bene i propri segreti, piccoli e grandi. Sarà una scatola da scarpe piena di lettere a cambiare la sua vita, lettere di Ada, la sorella bella, partita per Roma in cerca di fortuna come attrice e finita suicida sedici anni prima. Giorgia, che ancora è tormentata dal rimorso per non averla potuta aiutare, decide di riaprire il caso alla ricerca di A., l'amante della sorella che lei non ha mai conosciuto eche forse era presente nei suoi ultimi istanti di vita. Nel 2005 Quo vadis, baby? è stato trasposto nell'omonima versione cinematografica dal regista Gabriele Salvatores.

Notturno bus di Giampiero Rigosi

Bologna, aprile 1993. Francesco, detto anche Franz, è un giovane autista di autobus, solitario, depresso e con il vizio del gioco. Il bestiario di passeggeri che sale sull’autobus è vario, ma quelli che Franz teme di più sono i malinconici che vogliono parlare e che cercano qualcuno con cui sfogarsi. Leila invece è una bella ragazza, giovane ma con un passato già movimentato. Sfruttando il suo fascino, adesca e deruba gli uomini più facoltosi. I due giovani si incontrano una notte, mentre Franz sta tornando al deposito. Da quel momento in poi, a causa di vari equivoci e per aver cercato di sfruttare un’occasione d’oro, i due si trovano coinvolti in una serie di sparatorie e omicidi. Bologna, sopra tutti, incombe plumbea e soffocante. Notturno bus, uscito nel 2000 in formato cartaceo, ha trovato una felice trasposizione su pellicola nel 2007 per la regia di Davide Marengo, con Valerio Mastandrea e Giovanna Mezzogiorno. 

L'ironia della Scimmia di Loriano Macchiavelli

Marcella Carlotti, per gli amici Rasputin, è una scaltra e imprendibile ladra. Mette a segno i suoi colpi a Bologna, rubando vetture di lusso che poi usa per rubare quel che più le interessa: opere d’arte. A indagare sul caso è Sarti Antonio, sergente della questura di Bologna. Sarti sospetta di Rasputin da anni ma non è mai riuscito a incastrarla con le mani sul volante; tra i due ormai si è avviata una sorta di gara che somiglia quasi a un gioco di seduzione. Questa volta, però, Rasputin si reca da lui dopo aver trovato in un auto rubata un cadavere e un ingente quantitativo di armi. Nell'Ironia della scimmia una fitta trama di misteri svelerà il segreto raffigurato nel quadro rubato dalla ladra bolognese. 

L'ispettore Coliandro di Carlo Lucarelli

L'ispettore Coliandro, a cui Giampaolo Morelli ha dato il volto nell'omonima serie tv, è diventato uno degli personaggi iconici di Bologna. La raccolta L'ispettore Coliandro contiene i racconti in cui l'investigatore fa la sua comparsa: Nikita, Falange armata e Il giorno del lupo. Falange armata è ispirato alla storia della famigerata banda della Uno bianca e descrive un Coliandro squinternato che si comporta a volte come un Rambo di provincia, imbranato e incauto, ma che riesce a indagare nella direzione giusta. Nel Giorno del lupo in una Bologna ossessiva che prefigura le atmosfere di Almost Blue, Coliandro non capisce un granché, ma intanto si muove: e la storia gli precipita addosso. Grazie a Nikita Coliandro, solido perbenista, finisce spesso e volentieri fuori dalla legalità, dalle parti di quella metà oscura dell'anima che affascina tanti scrittori della nuova scena letteraria. 

Cittanova Blues di Francesco Guccini

Perfetto per gli attacchi di nostalgia, Cittanova Blues  racconta Bologna dalla fine degli anni Cinquanta all'inizio degli anni Settanta, ed è la storia di un mondo che non esiste più. Si narra della vita picaresca dei musici negli anni ’60 e quella dei ragazzi e delle ragazze di allora, con tutti i loro luoghi, i loro miti e i loro sogni: la prima Cinquecento (il Centoscudi), la garconnière (il tràppolo), la naia, le osterie, i primi gruppi musicali, che oggi sono le band ma una volta si chiamavano ancora complessi.

Gli amici del bar Margherita di Pupi Avati

Anche in questo caso predomina la vena dolcemente nostalgica di un mondo che non c'è più, quella dei bar di paese sempre piena del solito giro di bizzarri personaggi. Trasposto quasi immediatamente nel film, diretto dallo stesso Pupi Avati e con Fabio de Luigi e Diego Abatantuono, Gli amici del bar Margherita racconta del gruppo del bar, nel quale una volta entrati, che si venga rispettati, derisi o bonariamente canzonati, si è sempre accettati e difesi. Dalle donne, dai propri sogni senza speranza e da se stessi. Sullo sfondo la Bologna degli anni Cinquanta, nel film quella di via Saragozza, ancora oggi piena di piccoli bar frequentati - anche se un po' meno - dagli abitanti del quartiere. 

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