Itinerari in luoghi abbandonati: in Romagna nasce In Loco, il Museo diffuso dell'Abbandono - Bologna

Itinerari in luoghi abbandonati: in Romagna nasce In Loco, il Museo diffuso dell'Abbandono

Cultura Bologna Giovedì 20 febbraio 2020

© Filippo Venturi

Bologna - Dopo un lungo periodo di ricerca, l’associazione Spazi Indecisi lancia In Loco. Il museo diffuso dell’abbandono: unico in Italia In Loco è un progetto culturale di valorizzazione che invita all’esplorazione dei luoghi in stato di abbandono della Romagna in maniera immersiva e innovativa, combinando esperienza, memoria e tecnologia. Il progetto si arricchisce di 7 mappe cartacee, di una APP che accompagna i visitatori alla scoperta del museo diffuso e di un sito web per restare sempre aggiornati sulle attività in programma.

Dal 2011 Spazi Indecisi lavora alla mappatura, da Imola a Cattolica, degli spazi in abbandono (ville, conventi, colonie marine, edifici industriali, parchi di divertimento, chiese, etc.) una ricerca che ha portato all’individuazione di centinaia di luoghi. In Loco è il tentativo di scegliere quali di questi luoghi - oggi dimenticati - portare nel futuro, non salvandone e conservandone i muri, ma valorizzando in prima istanza il patrimonio immateriale che racconta caratteri peculiari del territorio.

Oggi la collezione del museo, è composta da ben 68 luoghi in abbandono di valore storico culturale, suddivisi in 7 itinerari di viaggio rivolti a fotografi, architetti, esploratori urbani o, più semplicemente, a tutti coloro che vogliono conoscere la storia e il territorio della Romagna in modo insolito e approfondirne i caratteri nascosti. L’insieme degli itinerari dà vita a una guida turistica alternativa e in continua evoluzione che rende disponibili speciali contenuti multimediali creati ad hoc per il museo da videomaker, fumettisti, artisti e fotografi, fruibili appunto in loco, sul proprio smartphone attraverso l’utilizzo della App in Loco.

La App contiene le mappe GPS degli itinerari, le schede degli spazi mappati, tutte le informazioni utili ai visitatori e soprattutto grazie ad un sistema di geolocalizzazione rende fruibili i contenuti speciali (documentari, video 3D, sonorizzazioni, etc.) una volta arrivati nelle vicinanze dei luoghi.

Per intraprendere il viaggio alla scoperta di IN LOCO. Il museo diffuso dell’abbandono il punto di partenza ideale è il centro visite situato nel deposito delle corriere SITA - EXATR di Forlì (Via Ugo Bassi, 16) dove è possibile trovare approfondimenti storici, un plastico del museo, la presentazione degli itinerari e un assaggio dei contenuti speciali.

Gli Itinerari di In Loco

Do.ve - I confini incerti di arte e abbandono

Do.Ve. (acronimo di dottedvenue, luoghi dai confini incerti) è un itinerario che lega arte contemporanea e luoghi in abbandono dell’entroterra romagnolo. È il risultato di un percorso nel quale nove artisti hanno indagato il potenziale estetico e narrativo di altrettanti luoghi abbandonati rileggendoli in chiave contemporanea attraverso la creazione di opere multimediali negli spazi dismessi. Fanno parte di questo itinerario il secolare monastero di Scardavilla, un villino in stile Liberty a Forlì ma anche la discoteca Woodpecker di Milano Marittima e una stonehenge di silos nei pressi di Meldola.

Lavori in (Tras)corso - I luoghi del lavoro della Forlì del ‘900

Itinerario che rende omaggio ad alcuni tra i più importanti luoghi di lavoro della Forli del 900. «Il percorso di una comunità sedotta con facilità dalle prime mirabolanti promesse del progresso» così lo descrive Roberto Balzani, professore di Storia contemporanea dell'Università di Bologna ed ex sindaco di Forlì. Fa parte di questo itinerario il deposito delle corriere Atr dove, grazie alla collaborazione tra Spazi Indecisi, Città di Ebla, Comune di Forlì e ATR, è stato attivato il progetto Exart che trasforma l’edificio in un hub culturale e ospita il centro visite di IN LOCO.

Totally RIviera - Le architetture monumentali della Riviera

L’itinerario è un viaggio lungo la costa romagnola alla scoperta delle colonie e degli ospizi marini per l'infanzia costruiti o utilizzati dal regime: imponenti architetture arenate sulla spiaggia, in contrasto con l’urbanizzazione sfrenata che le ha inglobate e, al contempo, isolate.
Fra i luoghi dell’itinerario, la colonia Colonia Varese di Milano Marittima rivela la chiara valenza simbolica che il fascismo vi attribuiva: l’edificio progettato dall’architetto Mario Loreti, sorge su un’area con una pineta e arenile e raffigura un idrovolante atterrato sulla spiaggia.

Un'estate al mare - Il mito senza tempo dell’estate in riviera

Un itinerario alla scoperta degli spazi che hanno contribuito a creare il mito dell’estate in Riviera. Un tuffo nel passato, per riflettere su come è cambiato il modo di fare vacanza e su quali sono le potenzialità future di un territorio che ha fatto dell’ospitalità la sua bandiera.
A Pinarella di Cervia ad esempio si trova Acquaria Park che aveva fatto dei giochi d’acqua la sua attrazione principale, simbolo del parco erano infatti i grandi scivoli ritorti, colorati a tinte vivaci, che disegnavano un movimentato skyline.

Senti ieri - Storie di vita nella Romagna appenninica

Attraverso le memorie dei suoi abitanti, un itinerario escursionistico dedicato ai vecchi edifici in pietra della Romagna appenninica, testimonianza di mestieri e vite che, dal dopoguerra in avanti, iniziarono a trasformarsi profondamente.

Darsena 3.0 - Un attracco storico per il futuro

Tra mare e archeologia industriale, l’itinerario rende omaggio agli avamposti storici della produttività ravennate e alla darsena di Ravenna, luogo di sviluppo economico un tempo e oggi volano di crescita culturale. Tra i contenuti speciali si segnalano i disegni di Gianluca Costantini.

Totally Terrae - Architetture totalitarie in Romagna

Un viaggio nell’entroterra romagnolo alla scoperta delle architetture costruite tra le due guerre mondiali, oggi in abbandono o interessate da progetti di recupero. Partendo dal progetto fotografico “Totally Lost” l’itinerario ci interroga sulle possibilità di dare una nuova vita a questo patrimonio dissonante.
Tra gli edifici si segnala la centrale di sollevamento dell’acquedotto di Spinadello (Forlimpopoli), che rappresenta uno dei primi esempi di consorzio tra enti locali per la distribuzione del bene comune per eccellenza: l’acqua. Dal 2017 è al centro di un progetto di rigenerazione urbana che lo valorizza trasformandolo nel punto di partenza per vivere l’area fluviale in cui è immerso.

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