Bologna da scoprire: percorsi per ipo e non vedenti con la Girobussola

Bologna da scoprire: percorsi per ipo e non vedenti con la Girobussola

Cultura Bologna Venerdì 21 febbraio 2020

Bologna - Trai i percorsi di una Bologna da scoprire s’inserisce perfettamente il discorso legato alle tematiche di inclusione e accessibilità. Tematiche fondamentali in una società evoluta.

Abbiamo voluto approfondire l'argomento, saperne di più e questo ci è stato possibile grazie alla preziosa disponibilità di Paolo Giacomoni, Presidente de La Girobussola, una Onlus bolognese che proprone «itinerari non convenzionali per conoscere il mondo senza l’uso della vista».

L’associazione, ormai ben radicata sul territorio, è composta anche dalla figlia Marta, Luigi, Ilaria, Carolina e Isadora. Ecco il racconto della loro esperienza.

Come nasce e cosa fa La Girobussola?

«L'idea è nata durante un workshop nel giugno del 2013 dedicato alle tecniche per rendere tattili le fotografie. Nel novembre 2013abbiamo fondato a Bologna La Girobussola, tenendo come obiettivo quello di superare gli ostacoli che impediscono a ciechi e ipovedenti di godersi appieno un viaggio. Quanti di noi ipo o non vedenti, pur amando viaggiare, ad ogni partenza non sanno se l'investimento di tempo, denaro ed entusiasmo saranno adeguatamente ricompensati da esperienze che li coinvolgeranno davvero? Abbiamo quindi ideato una nuova modalità di viaggio che prevede la partenza di piccoli gruppi (4-6 viaggiatori al massimo) per rendere più agevole l'avvicinarsi a cose e persone e più flessibili i programmi; la presenza di un accompagnatore, un vero e proprio tutor ogni due viaggiatori che stabilisca un necessario rapporto di fiducia e spesso d'amicizia; itinerari attentamente studiati; un corredo di mappe a rilievo e di modellini per integrare le esplorazioni e un pacchetto di suggestioni letterarie e musicali fornito prima del viaggio per calare il futuro viaggiatore nell'atmosfera dei luoghi da visitare.In seguito l’attività ha compreso altri aspetti oltre a quello del viaggio, aprendosi al mondo dei musei a portata di mano.
Non è una novità che a noi, tanti musei e mostre siano vietati per l'impossibilità di toccare le cose esposte. Qualche volta il divieto è motivato, lo capiamo, altre volte meno.

Così la nostra associazione va alla scoperta dei musei dove sia possibile l’esplorazione tattile, mentre, dove toccare non è possibile, propone l'allestimento di percorsi alternativi. Percorsi accessibili e integrati attraverso mappe tattili, riproduzioni 3d, schede in braille e a caratteri ingranditi, file audio, qr-code e tagnfc, come abbiamo già fatto per i Musei delle città di Albano, Marzabotto, Ferrara (l’Archeologico e il Meis) e Parma.

Ad affiancare queste attività, ci sono anche gli interventi nelle scuole e la formazione per insegnanti, guide turistiche, familiari, psicologi e curiosi, nonché laboratori e visite scolastiche per favorire l'inclusione di alunni con disabilità visiva».

Puoi dirci qualcosa in più sulla scelta del nome?

Una girobussola è un particolare tipo di bussola impiegato nella navigazione. Abbiamo pensato che andasse bene per una associazione che intendeva trovare una nuova direzione e scoprire nuovi itinerari, e nuovi perché basati su tutti i sensi tranne la vista.

Quali sono gli strumenti e le tecniche che rendono accessibile a non vedenti e ipovedenti un percorso urbano o un percorso museale?

Percorsi in autonomia o accompagnati? Percorsi usuali o percorsi nuovi? Non è possibile rispondere in modo sintetico. Restringo perciò la risposta agli strumenti che impieghiamo noi durante uno dei nostri itinerari.

Poiché si tratta di percorsi nuovi, il non vedente deve essere accompagnato da una persona che gli dia fiducia e che conosca il modo migliore per farlo. Non sono molte le cose da sapere, ma è importante che chi accompagna le sappia. Un accompagnamento di questo genere permette di superare quasi qualunque difficoltà, se escludiamo percorsi estremi come ghiacciai o pareti rocciose.

Le mappe a rilievo, generalmente in formato A4, offrono una visione d'insieme impossibile da raggiungere altrimenti, ma devono essere integrate dall’opportuna illustrazione verbale fornita dai nostri tutor.

Per i musei sono molto utili le riproduzioni 3D che oggi possono avvalersi di materiali diversi tanto da dare a chi le tocca, non solo l'idea della forma, ma anche del materiale di cui è fatto l'oggetto originale sotto teca. E ancora: le audioguide se presenti, altre illustrazioni ricavabili dai siti web e app dedicate quando sono debitamente vocalizzate (il che non succede sempre!), tabelle braille o tabelle a caratteri ingranditi, benché raramente presenti».

Vi occupate anche in prima persona della realizzazione del materiale?

«Sì, per quel che riguarda le mappe a rilievo, i testi in braille e a caratteri ingranditi, i file audio e i qr-code o nfc. Ci avvaliamo, inoltre, della collaborazione di 3D-Archeolab di Parma per le riproduzioni 3D».

Facciamo un giro per le strade e per i musei di Bologna, quale itinerario consiglieresti?

«Prima di cominciare, segnalo un particolare importante: la differenza non sta tanto nei luoghi della visita, ma nell'approccio con le cose che vi si trovano. Se il viaggiatore viene a trovarci per un giorno solo andremo in Piazza Maggiore, che avremo modo di apprezzare attraverso il tatto e l'udito, con l'ausilio di mappe a rilievo e modellini. Scopriremo l'incompiutezza della basilica di San Petronio e percorreremo la meridiana. Visiteremo Palazzo d'Accursio e ci accomoderemo nei sedili del salotto di pietra. Inoltre, la moderna Biblioteca Sala Borsa ci permetterà di esplorare la sua raccolta di libri tattili. Seguirà la passeggiata con degustazioni nel mercato del Quadrilatero e l’esperienza all’Osteria del Sole in cui saremo noi, ovviamente, a portare da mangiare.
Nel pomeriggio faremo la scoperta delle Sette Chiese in Santo Stefano sempre con l’ausilio delle mappe tattili, raggiungeremo poi il ghetto ebraico, coi suoi selciati, il suo silenzio, i portici ancora sorretti da colonne di legno e l'intrico di vicoli. Se il tempo lo permette saliremo anche in cima alla Torre degli Asinelli.

In un giro di quattro giorni includiamo il Museo Anteros, con riproduzioni a bassorilievo di celebri quadri, il Museo del Patrimonio Industriale che ha un apposito percorso tattile, il Museo della Memoria di Ustica, o quello della Storia di Bologna. Organizziamo anche un incontro in laboratorio con un liutaio e la salita verso il Santuario della Madonna di San Luca.

Non devono mancare gli incontri ravvicinati con la cucina bolognese: abbiamo una bella lista di trattorie e ristoranti a cui rivolgere i nostri pellegrinaggi».

Quale di queste è, secondo te, l'attività più richiesta/gettonata/apprezzata e perché?

«Senz'altro il Museo Anteros: i bassorilievi lì raccolti con riproduzioni di celebri quadri non sono frutto di una traduzione meccanica, ma di un lavoro manuale che non so se definire artigianale o artistico. La competenza e la disponibilità del personale rende la visita molto coinvolgente e in grado di aprire nuovi orizzonti a chi, come spesso accade, non ha mai avuto a che fare con l'arte figurativa».

Si può dire che Bologna è una città accessibile?

Non esistono città pienamente accessibili. La strada da percorrere è lunga anche se è importante essere in cammino. Bologna è una città che si adatta molto ad esperienze di inclusione per chi, come me, la abita, e di turismo accessibile per chi viene da fuori. Questo grazie alle suecaratteristiche architettoniche, alla forte presenza dell'associazionismovolontario, alla disponibilità di mezzi di trasporto pubblici, alle dimensioni del suo centro storico e la varietà di stimoli che propone. Riconosco inoltre che esiste una precisa volontà delle istituzioni e della pubblica amministrazione ad affrontare concretamente l'argomento e a cercare adeguate soluzioni. Devo però anche constatare che la volontà non è spesso sufficiente a raggiungerle. Quest'anno Bologna si sta candidando al Premio Europeo delle Città Accessibili e posso ben sperare che vincerlo sarà un bel passo in avanti».

Ci sono attività in programma per il futuro prossimo a Bologna o in altre città?

«Non siamo una grande associazione e perciò, anche se vorremmo, a inizio anno non abbiamo un calendario già pronto per tutto l'anno.Però ci stiamo lavorando. Abbiamo affidato al tour operator Viaggi e miraggi tutta la parte logistica delle nostre imprese e teniamo per noi l'indagine sugli itinerari e il tutoraggio ai viaggiatori che li vogliono percorrere.

Oltre a Bologna e a città vicine come Ferrara e Mantova, abbiamo studiato e proposto itinerari a Genova, Torino, Firenze, Ancona, Roma e Palermo in Italia. Parigi, Berlino, Vienna, Irlanda, Stoccolma in Europa, Messico e New York oltre oceano, ma molte altre mete abbiamo in serbo, alcune nuove, altre già sperimentate».

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