One Billion Rising 2020 a Bologna: in piazza San Francesco contro la violenza sulle donne

One Billion Rising 2020 a Bologna: in piazza San Francesco contro la violenza sulle donne

Attualità Bologna Giovedì 13 febbraio 2020

Bologna - Bologna scende in piazza. In una delle sue piazze più belle che, per l’occasione, si prepara a riempirsi e diventare magnifica. Venerdì 14 febbraio, a partire dalle ore 18, avrà inizio OneBillionRising, la giornata evento che da otto anni denuncia attraverso una danza liberatoria gli abusi e le violenze contro le donne. Programma scandito in tre tappe differenti, tutte da vivere all’insegna di partecipazione e socialità: si partirà con un flash mob sulle note di Break the chain con la facciata gotica della Basilica di San Francesco a fare da sfondo scenografico. Si proseguirà con il corteo per le strade della città che, passando per via Ugo Bassi, condurrà in Piazza del Nettuno, dove dalle 19.30 è in programma un momento di letture.

L’idea prende vita dal testo Monologhi di una vagina di EveEnsler, drammaturga e scrittrice tradotta in 35 lingue, e diventa realtà a Bologna grazie al coordinamento della Casa Delle Donne Per Non Subire Violenza. Di qui, arriva un invito a manifestare rivolto a tutte e tutti che mette al centro del dibattito una realtà troppo spesso sottovalutata. Una realtà che pretende di essere ascoltata nel momento in cui si vanno a consultare alcuni dati accessibili a chiunque: le Nazioni Unite stimano che una donna su tre sul pianeta è stata o sarà vittima di violenza. Tradotto nel linguaggio bruciante dei numeri, fanno circa un miliardo di donne e bambine.

Anche per questa edizione di OneBillionRising, Bologna non sarà sola: solo in Italia l’iniziativa sarà accolta da altre 50 piazze, nel resto del mondo, invece, rispondono presente altre centinaia di migliaia di città in altri 200 paesi. Un coro potentissimo di più di un miliardo di voci.

Quest’anno, inoltre, OneBillionRising Bologna supporterà la campagna Pensaci Prima, ideata da un gruppo di attiviste e sostenuta dal Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna.E alla manifestazione va ad associarsi l’impegno civile e sociale. Infatti, sono diverse le proposte avanzate al nuovo governo regionale: dall’istituzione di un fondo regionale per coprire le spese di assistenza legale, alla richiesta di raddoppiare e rendere strutturali le risorse ai centri antiviolenza e il sostegno economico a tutte quelle donne attive in percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

La parola centrale è Rivoluzione, intesa nel senso totale del termine, una rivoluzione culturale che orienta il cambiamento di rotta e che sia in grado di sradicare le fondamenta ideologiche che generano discriminazioni di genere e violenza di tutti i tipi: fisica, psicologica, sessuale ed economica.

Le iniziative in programma sono innumerevoli e non si fermano all’evento imminente del 14 febbraio in Piazza San Francesco. Sono molto vicine anche le giornate dell'8 e 9 marzo, le giornate dello sciopero femminista e transfemminista lanciato da Non Una di Meno.

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