Art City Bologna 2020, il programma e gli eventi giorno per giorno

Mostre Bologna Martedì 14 gennaio 2020

Art City Bologna 2020, il programma e gli eventi giorno per giorno

La vita nuova, Romeo Castellucci
© Facebook/MAMbo

Bologna - Da venerdì 17 a domenica 26 gennaio Bologna vive la sua art week: quest'anno Art City, arrivata all'ottava edizione, è letteralmente «esplosa», stando alle parole del suo direttore artistico Lorenzo Balbi, da tre anni al timone dell'imporante manifestazione. Il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative si svolge in concomitanza e di concerto con Arte Fiera, dal 24 al 26 gennaio a Bologna, nei padiglioni 18 e 15 del quartiere fieristico. La scaletta di Art City quest'anno è particolarmente fitta, con uno special project che vede un ospite d'eccezione - Romeo Castellucci, Leone d'Oro alla carriera per il Teatro alla Biennale di Venezia del 2013 - e 22 main project tra mostre, installazioni e performance, tutti a ingresso gratuito.

Nonostante per Art City non si possa parlare di un vero e proprio tema che, secondo Balbi, sarebbe riduttivo per la «capacità dirompente di leggere la contemporaneità» che ha l'espressione artistica, si possono individuare degli argomenti ricorrenti. Innanzitutto la maggiore partecipazione di artiste rispetto a colleghi uomini; il confronto generazionale fra artisti affermati ed emergenti e le incursioni della pittura, in affiancamento alla nuova sezione di Arte Fiera - Pittura XXI - che punta l'attenzione su questo linguaggio artistico. 

Sono 126 gli spazi che in qualche modo aderiscono agli eventi di Art City 2020, e per agevolarne la fruizione è stata creata un'applicazione fornita di mappa (accessibile da pc e dispositivi mobili). Sul piano editoriale, viene realizzato e distribuito gratuitamente l’Art City Program in formato tabloid, con schede di presentazione di tutti i progetti inclusi nel Main program, le informazioni utili sugli eventi e una mappa per orientarsi in tutti i luoghi di questa ottava edizione. 

Anche per il 2020 Art City diventa un’opportunità per visitatori italiani e stranieri di scoprire la città, in uno dei momenti di maggiore fermento culturale dell’anno. Dopo l’esordio dello scorso anno, Bologna Welcome ripropone lo speciale di Promenade Art Week, il libretto che raccoglie il meglio della settimana più lunga dell’arte.

Inoltre anche quest’anno è stata creata la Bologna Welcome Card Art Week, ideata nell’ottica di facilitare gli ingressi ai musei, promuovere la cultura e godere del meglio di Bologna con maggiore convenienza. In vendita già da venerdì 10 gennaio, la card ha validità dal 17 al 26 gennaio compresi e garantisce diversi vantaggi. A completamento dell’offerta di servizi, la card consente inoltre l’accesso gratuito alla visita guidata Discover Bologna

Special Project 

Romeo Castellucci, regista teatrale, autore e artista visivo, insignito della laurea ad honorem in Discipline della Musica e del Teatro dall'Università di Bologna nel 2015, è autore di La vita nuova, evento performativo che vedrà ad Art City la sua prima nazionale. La performance è visibile venerdì 24 e sabato 25 gennaio alle 19.00 e alle 21.00, per un totale di quattro repliche, nello spazio del Capannone 4 di Dumbo, l'area nata da un progetto di riqualificazione dell'ex scalo ferroviario Ravone, che per la prima volta quest'anno entra nel calendario di Art City. 

Venerdì 17 

Senza badare alle scaramanzie, il fitto programma di Art City inizia venerdì 17 alle 18.00 con l'inaugurazione a Villa delle Rose di Muntadas. Interconnessioni, prima mostra antologica di Antonio Muntadas in un museo italiano. L'allestimento, cucito su misura per la dimensione domestica dell'edificio settecentesco, proprone un'analisi trasversale del lavoro dell'artista spagnolo, dai primi anni Settanta a oggi. Il titolo dell'esposizione fa riferimento a una frase dello storico dell'arte e dell'architettura Mark Wigley, che deifinisce l'artista come «una città, piuttosto che una persona, una rete di spazi di scambio che opera per lunghi periodi, piuttosto che un individuo». 

Sabato 18

Uscendo dalle mura di Bologna, a San Lazzero di Savena nello Spazio Kappanoun sabato 18 alle 16.00 apre Un'altra pietra, another stone, personale di Jimmie Durham, vincitore nel 2019 del Leone d'Oro alla carriera per l'Arte della Biennale di Venezia. In mostra una selezione di opere provenineti da collezioni private italiane, che pongono l'accento sul rapporto dell'artista con la materia della pietra, avviato quando, detenuto nel carcere di Yokohama in Giappone, fu chiamato a spaccar massi per scontare la sua pena. 

Negli spazi espositivi di via delle Donzelle, alle 18.00 la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna inaugura la collettiva 3 Body Configurations Claude Cahun VALIE EXPORT Ottonella Mocellin, a cura di Fabiola Naldi e Maura Pozzati. Partendo dal rapporto del corpo dell’artista che agisce nello spazio pubblico e privato, la mostra offre la possibilità di vedere per la prima volta in Italia un’accurata selezione di opere fotografiche di Claude Cahun, Valie Export e la riproposizione di un progetto degli anni Novanta di Ottonella Mocellin. 

Domenica 19 

Domenica 19 alle 17.00 inaugura l’intervento di Eulalia Valldosera dal titolo Nave Nodriza (in italiano nave ammiraglia). L'installazione, costituita da una grande opera multimediale e un video, è stata pensata appositamente per lo spazio dell’Oratorio di San Filippo Neri, un luogo progettato per il culto, un tema caratteristico della produzione di Valldosera. 

Lunedì 20 

Un’installazione site-specific coinvolge anche la Cappella di Santa Maria dei Carcerati a Palazzo Re Enzo, con un intervento di Ann Veronica Janssens. Tre specchi circolari creano una visione alternata tra cielo e terra, ribaltando la percezione dello spazio della cappella. 

Alle 18.00, nelle aree interne ed esterne allo Spazio Arte, CUBO Museo d’impresa del Gruppo Unipol inaugura quattro grandi installazioni di Alessandro Lupi volte a indagare i paradigmi della visione e della percezione, dello spazio e del tempo. Le opere immersive e coinvolgenti dell’artista diventano una sorta di alter-ego critico della società cui si rivolgono, stimolando il pubblico a compiere un percorso di scoperta e sorpresa, percezione e immaginazione, interazione e contemplazione. 

Martedì 21

Nella giornata di martedì 21, dalle 11.00 è visibile al pubblico Vestimenti, una mostra personale di Sissi a cura di Antonio Grulli. L’artista bolognese presenta un’ampia selezione di sculture-abito, talvolta indossabili, realizzate con i più svariati materiali, attraverso un grande progetto installativo pensato appositamente per lo spazio espositivo di Palazzo Bentivoglio. Sabato 26 gennaio, dalle  14.30 alle 16.30, una performance permette di sottolineare come queste opere siano legate alla nostra vita di tutti i giorni. 

Alle 17.30, al Museo Davia Bargellini, inaugura Via libera per volare, un progetto del duo bolognese Antonello Ghezzi, con la partecipazione di Luigi Mainolfi, che rende omaggio al grande scrittore e pedagogista Gianni Rodari nel centenario della nascita. Ispirandosi al racconto Il semaforo blu, gli artisti realizzano sette interventi di intensa forza poetica in cui semafori, luci e specchi dialogano con la ricca collezione permanente di arti applicate del museo e l’opera di Luigi Mainolfi Per quelli che volano. Il progetto si completa con altre quattro installazioni visibili esternamente in altrettanti luoghi significativi di Bologna e provincia, in cui iconici semafori che diffondono luce blu annunciano un via libera per volare, un'esortazione a sognare (Palazzo d'Accursio - Cortile d’Onore, Aeroporto Guglielmo Marconi - Marconi Lounge, Policlinico Sant’Orsola - Reparto di Pediatria e Casa della Conoscenzaa Casalecchio di Reno). 

Dalle 18.30, lo Spazio mostre temporanee del Museo internazionale e biblioteca della musica accoglie Partiture Mute. Note a margine, tappa più recente della lunga ricerca che Donatella Lombardo ha condotto su compositrici vissute in diverse epoche, dal XII al XX secolo, ancora poco note eppure di riconosciuto talento. In contemporanea, alle 18.30, nel Salone Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi apre al pubblico la collettiva Le realtà ordinarie con opere di Helene Appel, Riccardo Baruzzi, Luca Bertolo, Maureen Gallace, Andrew Grassie, Clive Hodgson, Maria Morganti, Carol Rhodes, Salvo, Michele Tocca, Patricia Treib, Phoebe Unwin e Rezi van Lankveld.

Mercoledì 22 

Nella sala centrale di Casa Morandi, mercoledì 22 alle 17.00 inaugura Gaussiana, un progetto monografico di Francesca Ferreri, a cura di Lorenzo Balbi. Il lavoro, inserito nel solco di una ricerca più ampia condotta dall’artista, cerca nell’intreccio tra restauro e algoritmi matematici spunti poetici per un approccio scultoreo che si pone, sullo sfondo, il problema dell’incognita. 

Alle 18.00 inaugura Un perenne stato del presente fossile, un progetto dell’artista, performer e designer Nicola Toffolini dedicato alle collezioni universitarie del Museo di Palazzo Poggi, con due opere installative e una serie di disegni in dialogo con il fondo storico della Biblioteca dell’Istituto delle Scienze

Alle 19.00 seguono in contemporanea tre aperture nella sede di MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna. Nella Sala delle Ciminiere la collettiva AGAINandAGAINandAGAINand, a cura di Lorenzo Balbi con l’assistenza curatoriale di Sabrina Samorì, esplora il tema della ripetizione nella società di oggi, analizzandolo attraverso la ricerca di alcuni tra i più noti artisti contemporanei provenienti da differenti parti del mondo: Ed Atkins, Luca Francesconi, Apostolos Georgiou, Ragnar Kjartansson, Susan Philipsz, Cally Spooner e Apichatpong Weerasethakul. 

Al primo piano del museo, viene presentato il progetto di riallestimento della prima sala della collezione permanente intorno a una delle opere più conosciute e ricercate qui esposte: Funerali di Togliatti di Renato Guttuso. Figurabilità. Pittura a Roma negli anni Sessanta, questo il titolo dell’esposizione composta da Uliana Zanetti e Barbara Secci, documenta l’emergere di una giovane generazione di pittori nella Roma degli anni Sessanta, in dialogo con le ricerche artistiche e le posizioni politiche di Guttuso, ritenuto il più autorevole pittore figurativo italiano dell’epoca. 

Gli spazi della collezione MAMbo accolgono inoltre l’installazione Ossi di Claudia Losi, artista italiana dal forte profilo internazionale, che si contraddistingue non solo per la qualità espressiva della propria ricerca, ma anche per l’eterogeneità delle pratiche artistiche e delle tecniche utilizzate, oltre che per le implicazioni poetiche, sociali e paesaggistiche.

Giovedì 23 

Il calendario di Art City Bologna prosegue giovedì 23 alle 17.00 con l’inaugurazione del progetto Damage|Control, esordio monografico in un’istituzione pubblica italiana per l’artista e filmmaker finlandese Mika Taanila. Negli spazi del Padiglione de l’Esprit Nouveau è visibile una selezione di lavori incentrati sulla relazione tra uomo, ambiente e tecnologia, in un continuo dialogo tra passato e futuro. La sua ricerca interdisciplinare spazia dall'ambito ecologico alla cibernetica, dalla robotica alle sperimentazioni musicali. 

Dopo una serie di tappe internazionali, alle 20.30 debutta in Italia, nello spazio sotterraneo della Hall Alta Velocità della Stazione ferroviaria Bologna Centrale, Morestalgia, installazione di Riccardo Benassi. Il progetto nasce da un lavoro di ricerca teorica sul sentimento della nostalgia e sulle sue implicazioni sociali alla luce dell’ingresso di internet nelle nostre vite. 

Venerdì 24 

Entrando nel vivo del programma dell’Art Weekend, venerdì 24 dalle 10.00 lo Spazio Carbonesi ospita Circular View, un progetto fotografico di Silvia Camporesi. La mostra racconta l’evoluzione mensile dei lavori di costruzione dell’impianto di biometano a Sant’Agata Bolognese, cogliendo le peculiarità architettoniche degli edifici. 

Con una serie di appuntamenti in replica fino a domenica 26 gennaio, Io sono un pittore, la visita allo studio di Concetto Pozzati con performance di Angela Malfitano (regia) e Massimo Scola (attore), assistenza alla regia di Giuseppe Attanasio. Apre per la prima volta al pubblico lo spazio privato del grande artista bolognese scomparso nel 2017. In questo luogo di intimità, in cui Pozzati, oltre a dipingere, custodiva la sua biblioteca e le sue opere e accoglieva amici, artisti, galleristi, si ritrova un luogo di attesa e di silenzio, in cui far risuonare la voce del pittore in una galleria di opere e fotografie esposte appositamente per questa occasione.

La Biblioteca Italiana delle Donne/Centro delle Donne di Bologna presenta la ricerca artistica della regista e performer Silvia Costa con Sono dentro. L’essere ciò che è chiuso in un tratto, progetto che si compone di una mostra di disegni e un processo di creazione quotidiano aperto, promosso con il supporto di Xing. Per la prima volta in Italia l’artista espone i disegni realizzati nell’arco degli ultimi dieci anni come pratica, quasi un rituale, eseguita di notte. Durante il giorno è possibile visitare la mostra e dialogare con l’artista per consegnarle una frase, su cui lavorerà nelle ore notturne per trasformarle in nuovi disegni che vivranno così degli incontri e passaggi sul luogo.

Sabato 25 - Art City White Night

Dal 25 presso MAST è visibile il nuovo progetto espositivo Uniform into the work/Out of the work curato da Urs Stahel, che comprende una grande mostra collettiva sulle divise da lavoro nelle immagini di 44 fotografi internazionali e un’esposizione monografica di Walead Beshty che raccoglie centinaia di ritratti di addetti ai lavori del mondo dell’arte incontrati dall’artista nel corso della sua carriera.

Il sabato dell’Art Week si conferma inoltre come l’appuntamento più atteso dal pubblico serale. Anche nel 2020 torna l’Art City White Night con l'apertura straordinaria fino alle 24.00 di gran parte delle sedi del circuito Art City Bologna, delle gallerie d’arte che accolgono un pubblico numeroso e variegato in un orario inconsueto, senza tralasciare spazi espositivi indipendenti, palazzi storici, locali e negozi.

Domenica 26

Anteprima del prossimo ciclo di appuntamenti della rassegna Domenica al Comunale dal 2 febbraio al 17 maggio 2020, il Foyer Respighi del Teatro Comunale di Bologna accoglie il progetto performativo di Valentina Vetturi dal titolo Orchestra. Studio #3, dopo due precedenti rappresentazioni a Roma (2012) e Ginevra (2016). L’artista invita sette direttori d’orchestra professionisti a dirigere la stessa partitura, il brano Introduction et allegro. Pour harpe, flûte, clarinette et quatuor composto nel 1905 da Maurice Ravel per sette strumenti (arpa, flauto, clarinetto e un quartetto d'archi). I direttori si fronteggiano disposti in cerchio, mentre il pezzo viene interpretato e tradotto dai gesti, dalle espressioni facciali e dalle tensioni di ognuno di questi sette corpi, in assenza dei musicisti. La performance è continua e si svolge per una durata complessiva di circa tre ore, durante le quali ogni direttore d’orchestra esegue il brano di Maurice Ravel lungo undici minuti. 

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