Bologna da scoprire: è sempre Natale da l'E' Bon

Food Bologna Martedì 17 dicembre 2019

Bologna da scoprire: è sempre Natale da l'E' Bon

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Bologna - Siamo in una delle zone più belle di Bologna: angolo tra via Rialto e via Orfeo, circondati da un cinema, un teatro e diversi locali per l’aperitivo. È qui che s’incastona il Laboratorio di cucina L’è bon, tralasceremo la traduzione abbastanza intuibile anche dai non bolognesi e continuamente sottoscritta da quelli che da L’è bon ci sono stati.

Siamo stati calorosamente accolti da Niccolò, giovane imprenditore con le idee chiare, che ha risposto a tutte le nostre domande e curiosità sul Laboratorio di cucina.

Piccola nota per il lettore: nonostante l’incontro con Nicolò sia avvenuto alle 16.30, orario tendenzialmente innocuo, subito dopo avevo tanta, ma tanta voglia di lasagne.

Quando nasce L’è bon e chi sono i protagonisti di quest’esperienza?

L’è bon è nato tra il gennaio e il febbraio del 2018 e dentro ci siamo io (Niccolò), i miei genitori Valeria e Paolo che hanno portato la loro esperienza e mi hanno permesso di coniugare la nouvelle cuisine alla tradizione culinaria e poi una squadra che – inizialmente cambiava spesso per il desiderio di trovare le giuste persone – oggi è composta da: Nicolò, Giulia eSoage. In più, la mia ragazza Ilta ed Elisa che sonoin sala e avendo anche il delivery ci sono Gregorio, Tommaso, Axel e Federico.

Puoi dirci qualcosa in più sulla definizione di laboratorio e sull’autoproduzione?

Sì, è tutto fatto da noi: da alcuni piatti scelti dall’ispirazione quotidiana di mia madre che diventano le nostre proposte del giorno, al brodo che è assolutamente cucinato da noi per esaltare i grandi classici come tortellini e passatelli o la carne che recuperiamo in forma di polpette in modo tale da evitare sprechi e far sentire la tradizione bolognese.
Abbiamo i nostri cotechini e il nostro vino proveniente da vigneti veneti anche in onore alla terra d’origine di mia mamma che ci ha portati a diversificare un po’ il menù e arricchirlo con molta selvaggina: cinghiale, cervo, anatra…

Scelte per vegeteriani e vegani nel menù?

C’è un’ampia scelta anche per vegetariani e vegani. Per esempio, tra i primi piatti abbiamo le tagliatelle ai funghi porcini, i passatelli gorgonzola e noci, i tortelloni di zucca alla mantovana e una variante della lasagna con i funghi porcini, tra i secondi è da segnalare il polpettone vegano fatto solo con ortaggi e servito con una salsa di broccoli, ma anche il più tradizionale friggione.

C’è quindi una bella contaminazione tra la tradizione bolognese e qualcosa di più innovativo?

Certo, cerchiamo sempre di dare il meglio offrendo anche le novità perché comunque è bello poter provare qualcosa di nuovo. Abbiamo un menù invernale e uno estivo che rispettano la stagionalità delle verdure, più le proposte del giorno e i piatti fuori menù come i tortellini in brodo, col brodo che c’è sempre e che è indispensabile per il bollito.

Parlaci un po’ dei cavalli di battaglia del menù, i piatti più ordinati?

Sicuramente le lasagne, dopo essere apparsi su Food Advisor insieme ad altri locali di Bologna, c’è stato un boom di richieste. La nostra lasagna costa 9 euro e arriva a pesare 450/500 gr, è accompagnata dal Parmigiano Reggiano di Alta Montagna del Caseificio Dismano che di recente ha vinto numerosi premi e che – essendo prodotto ad alte quote – evita tutto l’inquinamento dell’aria. Lo mettiamo anche sulla cotoletta alla bolognese e anche lei arriva a pesare circa mezzo chilo. Perché di sicuro l’idea di fondo è quella di riempire, lasciare il cliente sazio e soddisfatto con un primo e un secondo. Un’idea di streetfood ibrido che sia vicino a un ristorante tradizionale, a un pasto veloce o a  un pranzo dalla nonna che comunque sa come riempire.

Beh, riprende anche la più classica delle filosofie della nonna…

Certo, mantenendo un po’ di rivisitazione: mi piacciono molto i particolari. Per esempio, le polpette che facciamo dal bollito le serviamo con una salsa verde che è perfettamente in linea con la tradizione bolognese. Un’esperienza che la gente può degustare da casa: il classico bollito in forma di polpetta con la salsina tipica che gli compete. Mia madre ha innovato ancora proponendo le polpette al baccalà, di ispirazione ovviamente veneta, servita con una salsa di senape al miele che è molto apprezzata.

Parliamo un po’ del locale, pochi posti a sedere e un’idea di consumazione del pasto in tranquillità e relax

Sì, i metri quadri sono quelli che sono e connessi all’arredamento con gli sgabelli alti che renderebbero il posto più adatto ad un pasto veloce, ma noi cerchiamo sempre di accogliere al meglio il cliente, farlo stare il più possibile, degustare i nostri piatti sfruttando il tepore del luogo, soprattutto adesso in inverno.
C’è la volontà di ampliarsi in locali vicini e non vedo l’ora di avere due vetrine con un dehor all’aperto per i più giovani e la seduta interna più comoda per i meno giovani.

Come si prepara L’è Bon al Natale?

Saremo aperti a pranzo alla vigilia e anche dal 26 nei giorni che seguono. In più, cercheremo di fare più brodo possibile per coccolare al meglio i nostri clienti.

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