A Bologna tornano gli Etruschi con la mostra Viaggio nelle terre dei Rasna

A Bologna tornano gli Etruschi con la mostra Viaggio nelle terre dei Rasna

Mostre Bologna Museo Civico Archeologico Sabato 7 dicembre 2019

Antefissa configurata a testa di Acheloo. Cerveteri, Santuario in località Vigna Parrochiale 530-52
© Chiara Ferrari
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Bologna - «Siamo tutti etruschi», affermano i curatori e gli organizzatori della mostra Etruschi, viaggio nelle terre dei Rasna. «Non c'èra una sola Etruria, ma tante, che occupavano un territorio molto vasto, dalla pianura padana alla Campania: gli Etruschi, o Rasna, come si definivano loro stessi, dominavano quasi tutta l'Italia», speiga Giuseppe Sassatelli, professore di Etruscologia e Antichità dell'Università di Bologna, responsabile, insieme alla collega Elisabetta Govi, del comitato scientifico della mostra. Quella ospitata dal Museo Civico Medievale di Bologna da sabato 7 dicembre 2019 a domenica 24 maggio 2020, è un'esposizione, frutto di tre anni di lavoro, che mostra «cos'è la ricerca, che altrimenti rimane sempre qualcosa di nascosto», dichiara Roberto Grandi, presidente di Bologna Musei. Circa 1400 gli oggetti esposti, tra quelli del Museo Civico Medievale che ha, in effetti, un cuore etrusco, e i prestiti provenienti da sessanta musei internazionali. Tra questi, solo quattro gli stranieri: questa è una mostra che vuole anche far riflettere sul nostro patrimonio artistico, come sottolinea Paola Giovetti, responsabile del Museo Civico Archeologico. 

Perchè una mostra sugli Etruschi

A distanza di 20 anni dalle grandi mostre di Bologna e Venezia, il Museo Civico Archeologico di Bologna presenta un ambizioso progetto espositivo dedicato alla civiltà dei Rasna. «Fare oggi una mostra sugli Etruschi è un'impresa complessa e difficile», affermano i curatori. Dopo le grandi mostre del 2000, quella di Palazzo Grassi a Venezia e quella sui Principi etruschi tra Mediterraneo ed Europa sempre del Museo Civico Archeologico di Bologna, mancava il tentativo di presentare al pubblico una sintesi delle novità degli ultimi decenni di ricerca sul campo. «Un museo è un luogo di conservazione, ma è soprattutto un luogo di ricerca», afferma Paola Giovetti, che conclude affermando, senza mezzi termini: «Per me è la mostra più bella che si potesse fare sugli Etruschi». 

«Nelle vene degli italiani scorre piu sangue etrusco che romano», afferma Chiara Giudice, direttrice mostre e marketing di Electa, casa editrice che promuove l'esposizione. In particolare, Bologna ha un cuore etrusco: Felsina, la Bologna dei Rasna, era chiamata dalle fonti antiche Princeps Etruriae, per sottolinearne l’importanza e la nascita antichissima. È da Bologna che vengono i rinvenimenti eccezionali della tomba 142 della necropoli di via Belle Arti, che ha un corredo di suppellettili in legno la cui conservazione rappresenta una novità e una eccezionale rarità per il panorama archeologico bolognese.La mostra dialoga naturalmente con la sezione etrusca del museo, che testimonia il ruolo di primo piano di Bologna etrusca, costituendo, quindi, l’ideale appendice al percorso di visita dell’esposizione temporanea.

La città ospita per sei mesi una mostra che è un'importante operazione culturale nata dal Museo Civico Archeologico che, in collaborazione con l’Università di Bologna, ha realizzato un progetto scientifico di valore, che fa il punto sulle novità emerse dagli studi e dagli scavi degli ultimi anni. «Una grande opera omnia, un grande racconto di quello che siamo», afferma Matteo Lepore, assessore alla Cultura e Promozione della Città Metropolitana di Bologna, «Una mostra identitaria di quello che vuole essere un progetto culturale e scientifico aperto a tutti, che farà parlare di come Bologna fa le cose in ambito museale», conclude. 

Il viaggio 

Il filo conduttore della mostra è il viaggio, sull’esempio dei grandi viaggiatori dell’Ottocento che hanno contribuito in maniera decisiva alla nascita della fascinazione e scoperta della civiltà dei Rasna. È una sorta di Grand Tour che dà al visitatore la possibilità di esplorare, stanza dopo stanza, l'Etruria. Si tratta di molteplici territori che hanno dato esiti di insediamento, urbanizzazione, gestione e modello economico differenti nello spazio e nel tempo, tutti però sotto l’egida di una sola cultura, quella etrusca. La mostra si apre con un’introduzione quasi fuggevole, per incontrare la curiosità antiquaria – da cui, a partire dal Seicento e dalla Firenze di Cosimo de’ Medici, hanno preso le mosse tanti viaggi in Etruria ideali e reali – e soprattutto i protagonisti di quei viaggi ottocenteschi che hanno ispirato i curatori.

La prima parte della mostra si può definire come una linea del tempo, ricostruita e composta attraverso materiali archeologici perlopiù ben noti, per familiarizzare il visitatore con un tempo e una storia, tenendo conto del fatto che rispetto al mondo romano o al mondo greco, la storia degli Etruschi è una storia essenzialmente archeologica, perché le fonti scritte sono pochissime e comunque indirette. La seconda parte, Le terre dei Rasna, costituisce un vero e proprio viaggio, che percorre tutti i territori abitati dagli Etruschi, raccontandoli soprattutto attraverso l’evocazione dei loro paesaggi e le novità di scavo e di ricerca. L’ultima e più consistente parte della mostra è affidata alla volontà di mettersi in viaggio del visitatore, attraverso paesaggi sempre diversi che incorniciano la nascita delle principali realtà etrusche: cinque sezioni per cinque Etrurie - Meridionale, Campana, Interna, Settentrionale e Padana - , ciascuna foriera di affascinanti temi e di novità di scavo e di studio.

Gli altri temi

Oltre al vaiggio e alla statuaria, che sono i fili conduttori della mostra, ci sono anche altri temi che definiscono e raccontano la civiltà dei Rasna. Grandi fondatori di città, a cui danno una strutturazione politica e urbanistica, sono anche abili artigiani, che riversano nell'oggetto di uso quotidiano un'estetica ben riconoscibile. «Si tratta di opere funzionali che hanno un'estetica fantastica, indice di come la funzionalità allora si accompagnasse alla bellezza e all'estetica. Questo ci fa rifelttere su come l'estetica dovrebbe appartenere alla vita quotidiana, e non essere solo dentro ai musei», afferma Roberto Grandi. Poi ancora la produzione artistica, i commerci e le relazioni culturali anche di orizzonte mediterraneo, la ritualità funeraria, che dice sempre moltissimo di una civiltà, il rapporto degli Etruschi con le altre realtà dell’Italia antica: questi sono i temi che si ritrovano passeggiando per le stanze della mostra. 

L'allestimento 

L'allestimento colpisce per la sua leggerezza, con i colori vivaci che rendono piacevole e divertente un percorso molto ricco, che potrebbe risultare abbastanza pesante. La parete di sinistra del primo salone, lunga una quarantina di metri, è interamente rivestita con pannelli a specchio alti tre metri sui quali sono inizialmente serigrafati i testi introduttivi e lo schema topografico dell’Etruria. Poi, sempre su questa superficie riflessa, come in una linea del tempo, sono scanditi i cinque periodi di formazione e sviluppo della civiltà: dall’età villanoviana fino alla romanizzazione. Ogni periodo è anche raffigurato con elementi architettonici tipici (capanna, palizzata, tumulo, tempio, tomba rupestre), stampati a grande dimensione e in successione lungo lo specchio. Un paesaggio nel tempo con immagini pop a forte contrasto grafico che riprendono la tonalità di ogni singolo periodo identificabile dalle vivaci tracce cromatiche di percorso sul pavimento. Dal rosso introduttivo si passa al giallo, poi al verde e all’azzurro fino al blu e viola conclusivo: colori primari astratti sostituiti da tinte terrose nella parte successiva e preponderante della mostra.

Offerta didattica 

L’offerta didattica è declinata in relazione alle diverse fasce di età e di pubblico e articolata secondo tre modalità. Ci sono visite guidate che, attraverso il continuo dialogo con i partecipanti, offrono un approccio dinamico e scientificamente corretto all’intero percorso di mostra o a temi specifici particolarmente adatti a essere affrontati attraverso i reperti esposti. In alternativa, le visite animate sono percorsi che stimolano la partecipazione attiva con l’ausilio di letture, attività in mostra, giochi, quiz per approfondire alcune tematiche specifiche. Infine i laboratori, che prevedono l’approfondimento di alcuni aspetti della civiltà etrusca attraverso attività di rielaborazione, manipolazione o animazione teatrale. Si svolgono interamente in aula didattica e sono prenotabili solo in abbinamento alla visita della mostra con servizio di guida o in autonomia.

Info, orari e biglietti 

La mostra Etruschi, Viaggio nelle terre dei Rasna è aperta da sabato 7 dicembre 2019 a domenica 24 maggio 2020, tutti i giorni esclusi i martedì non festivi con i seguenti orari: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 9.00-18.00; sabato, domenica 10.00-20.00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura). 

Biglietto intero 16 Euro, ridotto dai 7 ai  14 Euro. 

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