Mattinate Fai d'inverno 2019, visite guidate per le scuole: i beni aperti in Emilia Romagna - Bologna

Cultura Bologna Martedì 19 novembre 2019

Mattinate Fai d'inverno 2019, visite guidate per le scuole: i beni aperti in Emilia Romagna

Bologna, Palazzo Fava
© Fai-Fondo Ambiente Italiano

Bologna - Tornano le Mattinate FAI d’Inverno, il grande evento nazionale del FAI – Fondo Ambiente Italiano pensato per il mondo della scuola e dedicato alle classi iscritte al FAI, durante le quali gli studenti sono chiamati a mettersi in gioco in prima persona per scoprire le loro città da protagonisti. Proprio come le recenti Giornate FAI d’Autunno, questa ottava edizione sarà dedicata all’Infinito di Giacomo Leopardi, giovane straordinario della nostra storia letteraria che duecento anni fa, a soli 21 anni, scrisse la sua poesia più celebrata, in quell’Orto sul Colle dell’Infinitoche è stato inaugurato dal FAI con il Comune di Recanati e il Centro Nazionale di Studi Leopardiani il 26 settembre 2019 a Recanati, primo Bene in concessione alla Fondazione nelle Marche.

Da lunedì 25 novembre a sabato 30 novembre 2019 gli allievi delle classi Amiche FAI saranno invitatia conoscere il patrimonio storico e artistico del loro territorio accompagnati dagli apprendisti Ciceroni, gli studenti appositamente formati dai volontari FAI che operano in un dialogo continuo con i loro docenti. Indossati i panni di narratori d’eccezione, gli Apprendisti Ciceroni racconteranno alle classi in visita il valore di questi beni e le storie che custodiscono. Grazie alle Delegazioni FAI attive su tutto il territorio nazionale saranno aperti più di 200 tesori selezionati perché speciali, curiosi, originali o bellissimi in oltre 100 città d’Italia. Gli studenti avranno così l’occasione di partecipare a visite condotte da loro coetanei e di vivere un’insolita esperienza di educazione tra pari, che si traduce in un inedito e proficuo scambio tra nuove generazioni. Un’opportunità per avvicinarsi alla storia e alla cultura del nostro Paese e per essere condotti alla scoperta dei luoghi più diversi: chiese, aree archeologiche, centri storici, palazzi cittadini e delle istituzioni, ville, raccolte museali, scuole storiche, biblioteche, castelli, monasteri, parchi tematici, laboratori artigianali, mostre.

Saranno tre le aperture speciali dedicate a Giacomo Leopardi e alla sua poesia. I ragazzi potranno visitare l’Orto sul Colle dell’Infinito, nuovo Bene del FAI a Recanati in cui il poeta ambientò l’idillio, da poco inaugurato alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; il Parco Vergiliano a Napoli che custodisce le spoglie di Giacomo Leopardi, traslate qui nel 1939 dalla Chiesa di San Vitale a Fuorigrotta, in cui l’amico Antonio Ranieri lo fece tumulare nel 1837; il percorso Leopardi a Pisa una passeggiata fra i luoghi amati dal poeta accompagnata dalla lettura di brani dello Zibaldone, delle lettere ai familiari e delle poesie A Silvia e Il Risorgimento. Inoltre, presso Palazzo Altempsa Roma, Palazzo Fava da San Domenico a Bologna e presso il Chiostro di San Francesco delle Monache ad Aversa, gli Apprendisti Ciceroni leggeranno frammenti significativi tratti dagli scritti del poeta.

L’evento è riservato alle Classi Amiche FAI che sottoscrivendo l’iscrizione condividono gli obiettivi della Fondazione e contribuiscono alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio di arte e natura del nostro Paese.

Per informazioni sui beni aperti e per le prenotazioni delle visiteconsultare il sito internet.

Tra i beni aperti in Emilia Romagna

Bologna
Palazzo Fava da San Domenico

Nascosto in un angolo del centro di Bologna, tra strade strette e prive di portico, Palazzo Fava, anche se meno imponente di altre dimore storiche cinquecentesche, non passa inosservato. Colpisce l’armonia delle grandi finestre con la cimasa ornata di sculture, i portali scolpiti e l’isolato (insula satis pulcra) in cui si colloca. Il Palazzo risale alla seconda metà del Cinquecento, voluto dai Fava, ricchi mercanti di tessuti, che scelsero i Terribilia, Antonio e Francesco, come architetti. Nonostante i vari passaggi di proprietà, ha conservato l’omogeneità stilistica e strutturale, molto rara nell’architettura cittadina cinquecentesca. Dal 1958 è sede della Croce Rossa Italiana, comitato provinciale di Bologna. Sorprendente il fregio del grande salone dove Cesare Baglione, prestigioso e bizzarro erede del manierismo padano, affrescòI Dieci Comandamentie leAllegorie delle Arti Liberali. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Casalecchio di Reno.

Ferrara
La Pinacoteca Nazionale di Ferrara a Palazzo dei Diamanti
La Pinacoteca Nazionale offre una splendida collezione di opere che vanno dal XIII al XIX secolo e che consentono di calarsi nella cultura che ha fatto di Ferrara uno dei principali centri d’arte italiani. È situata al piano nobile di Palazzo dei Diamanti, che conserva ancora parte delle decorazioni originarie soprattutto nel Salone d’Onore, dove si può ammirare un grandioso soffitto a lacunari, e nell’appartamento che fu di Cesare d’Este e della moglie Virginia de’ Medici fino alla Devoluzione nel 1598. L’allestimento della Pinacoteca è stato rinnovato secondo criteri moderni che consentono la migliore fruizione possibile delle opere e corredato di strumenti multimediali che offrono interessanti percorsi conoscitivi. Oltre a dipinti di grandi artisti come Mantegna, Cosmè Tura, Dosso Dossi, Guercino e altri, si possono ammirare le Muse Erato e Urania provenienti dallo studiolo della scomparsa “delizia” di Belfiore di cui è stata allestita una ricostruzione virtuale. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Artistico Dosso Dossi.

Reggio Emilia
La piccola Ghiara: artisti nella Chiesa di San Giovannino
Documentata a partire dal XII secolo, la primitiva Chiesa di San Giovanni Evangelista, detta anche di San Giovannino, viene demolita alla fine del XV secolo e subito ricostruita sul sito originario sotto la direzione di Girolamo Casotti, figlio del più famoso Antonio, a cui forse si può ricondurre anche il progetto. La nuova chiesa è terminata nel 1563 con l'intervento di Alberto Pacchioni, ma la facciata rimane incompiuta. La Chiesa di San Giovannino è un vero scrigno di tesori, fra i quali spiccano la cupola dipinta da Sisto Badalocchio sul modello della cupola correggesca di San Giovanni a Parma, due splendidi teleri del Tiarini nel presbiterio e il famoso Compianto del Cristo morto, forse del Mazzoni, considerato dagli studiosi come la “piccola Ghiara” per la presenza dei maestri che hanno affrescato anche l'importante tempio barocco. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo scientifico A. Moro e dell’Istituto di istruzione superiore A. Motti.

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