Giornate Europee del Patrimonio 2019 a Bologna: i luoghi aperti. Tra affreschi e campane

Outdoor Bologna Venerdì 20 settembre 2019

Giornate Europee del Patrimonio 2019 a Bologna: i luoghi aperti. Tra affreschi e campane

© Flickr/Stefano

Bologna - Sabato 21 e domenica 22 settembre appuntamento anche a Bologna con le Giornate Europee del Patrimonio, un appuntamento fisso promosso dal Ministero per i beni e le attività culturali per riaffermare la centralità del patrimonio culturale e del suo valore storico, artistico, identitario.

Le Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days) costituiscono uno dei più partecipati eventi culturali in Europa, promosso dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea. Scopo della manifestazione è far apprezzare e conoscere a tutti i cittadini il patrimonio culturale condiviso e incoraggiare la partecipazione attiva per la sua salvaguardia e trasmissione alle nuove generazioni.

Durante le Giornate Europee del Patrimonio sono in programma visite guidate, aperture straordinarie, accessi serali e a prezzi simbolici. 

Pubblichiamo di seguito i luoghi di Bologna a cui è possibile accedere durante le Giornate Europee del Patrimonio (il programma potrebbe subire modifiche, è consigliabile consultare il sito del Mibac).

L’ex Convento di San Procolo ed ex Ospedale della Maternità di Bologna (sabato 21 settembre ore 18.00-18.30 e 20.00)

L’Ex Convento di San Procolo costituisce «uno dei complessi monumentali più insigni di Bologna e meno conosciuti, anche dai Bolognesi stessi» (Fanti 1963).  In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2019 le architette Alessandra Alvisi e Valentina Oliverio e l'archeologo Tiziano Trocchi illustrano questo interessante caso di studio e ricerca nell'ambito del contesto storico bolognese partendo dai lavori ancora in corso per tracciare un quadro delle vicende storico-architettoniche dell'ex Convento ex Ospedale della Maternità e prima ancora dei dati archeologici emersi in questa porzione dell'area urbana.
Dopo le visite guidate al cantiere dell'ex Maternità di Via D'Azeglio (con inizio alle ore 18 e ore 18.30, prenotazione obbligatoria, 051 6451343), alle ore 20 ci si trasferirà a Palazzo Dall'Armi Marescalchi, sede della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara per presentare, con la collaborazione dei progettisti dello Studio Ghedini di Bologna, il progetto di restauro e rifunzionalizzazione e per mostrare con disegni, foto e rendering com'era il complesso, com'è attualmente e come sarà a fine lavori.
Le origini del complesso di San Procolo sono da ricercarsi nell'affermazione e diffusione del culto del martire Procolo nella città di Bologna dove, in epoca medievale, si insedia una comunità di monaci benedettini neri che, nel corso del medioevo e dei secoli successivi, edifica e amplia a più riprese il proprio convento, prossimo alla chiesa dedicata al santo.
A seguito della soppressione napoleonica dei complessi monastici, il convento diviene sede dell’ospedale degli Esposti.
Passato sotto l’amministrazione della Provincia, mantiene la funzione ospedaliera, seppur con modifiche organizzative, fino ai primi anni del secolo attuale, quando ne viene delineata la riconfigurazione a nuova sede del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna.
Le visite guidate al cantiere, per due gruppi di 30 persone ciascuno, sono gratuite ma è necessaria la prenotazione al tel. 051 6451343 (lunedì-venerdì dalle 10 alle 11) oppure alla mail sottoindicata
La partecipazione alla presentazione del progetto di restauro che si tiene a Palazzo Dall'Armi Marescalchi alle ore 20 è invece libera fino all'esaurimento dei 90 posti disponibili.

Alla scoperta dei tesori architettonici e naturali della Bologna più nascosta (sabato 21 settembre ore 9.30, 9.00 e 12.00)

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il Segretariato regionale del MiBAC per l’Emilia-Romagna, organizza per sabato 21 settembre 2019, tre visite guidate gratuite alla scoperta dei tesori naturali e architettonici della Bologna più nascosta, per passeggiare nel bosco e incontrare un albero monumentale, per varcare la soglia di uno dei palazzi meno visti della città storica ed inoltrarsi al suo interno e per darsi di nuovo appuntamento in luogo che per decenni ha rappresentato per i bolognesi un punto di riferimento culturale di straordinaria importanza.

VISITA GUIDATA 01 - SABATO 21 ORE 9.30-12.30
Oltre il bosco, l’illusione: tra architettura e natura
Numero massimo di partecipanti: 30 - Iscrizione obbligatoria
Alla scoperta del complesso di S. Michele in Bosco, visiteremo in particolare la chiesa, la biblioteca storica e il corridoio monumentale con il “cannocchiale” prospettico sulla Torre degli Asinelli, e il vicino cedro secolare, riconosciuto fra gli Alberi Monumentali d’Italia. Percorreremo inoltre il parco che separa S. Michele dal Seminario Arcivescovile di Villa Revedin, un suggestivo e folto bosco a pochi passi da Bologna.
RITROVO: ore 9.30 - S. Michele in Bosco - Piazzale Bacchelli - Mail per informazioni ed iscrizioni - 051 4298216

VISITA GUIDATA 02 - SABATO 21 ORE 9-12
Palazzo Zagnoni poi Spada e Casa Poeti
Numero massimo di partecipanti: 60 - Iscrizione obbligatoria
I portoni dei civici 23, 25 e 27 si apriranno per rivelare scorci inediti e preclusi della città. Visiteremo l’intreccio di cortili e giardini storici esclusivi e rappresentativi dell’evoluzione del tessuto storico della città; entreremo inoltre nelle stanze affrescate dello storico Circolo della Caccia.
Sono previsti tre turni di vista, il primo con partenza alle ore 9, il secondo alle ore 10 ed il terzo alle ore11, ognuno della durata di circa 45 minuti, per un massimo di 20 persone a turno.
RITROVO: via Castiglione, 27. Mail per informazioni ed iscrizioni - 051 4298216

VISITA GUIDATA 03 - SABATO 21 ORE 12-13
ex Libreria Cappelli
Numero massimo di partecipanti: 24 - Iscrizione obbligatoria
Nella cornice a geometrie di Palazzo Ratta Agucchi e degli interventi operati da Coriolano Monti, ricercheremo le tracce ancora vive dell’antica libreria, tappa nel secolo scorso del mondo intellettuale bolognese e non.
Sono previsti due turni di visita, il primo alle ore 12, il seconde alle ore 12.30, per un massimo di 12 persone a turno.
RITROVO: via Farini angolo piazza Galvani, davanti alla profumeria Mail per informazioni ed iscrizioni - 051 4298216

Eventuali variazioni al programma verranno comunicate tempestivamente a tutti gli iscritti. In fase di iscrizione è opportuno lasciare un recapito telefonico.

Stampe in collezione. Guercino e Pasqualini: un sodalizio nel segno della grafica (sabato 21 settembre, ore 18.00, 21.00, 22.00)

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, la Pinacoteca amplia l’offerta espositiva allestendo, nella Sala delle Sinopie, le due celebri, e uniche, incisioni eseguite da Guercino (Cento 1591-Bologna 1666), affiancate da stampe a bulino di Giovanni Battista Pasqualini (Cento 1595 – 1631), tratte da dipinti e disegni dello stesso Guercino. Il sodalizio artistico tra i due centesi rivive in questa tecnica artistica che Guercino sperimentò solo marginalmente, affidando la diffusione e il ben noto successo dei suoi soggetti a incisori esperti, tra i quali emerge Pasqualini che dedicò sistematicamente la propria vita professionale, sino alla morte prematura nel 1631, alla traduzione grafica delle opere del grande maestro centese.
Il vasto repertorio di Pasqualini, di cui saranno scelti alcuni tra i migliori esemplari del Gabinetto dei disegni e delle stampe della Pinacoteca, riveste un’importanza straordinaria sia da un punto di vista grafico che documentario, offrendo indicazioni cronologiche, non altrimenti note, sull’esecuzione di alcune opere di Guercino.
Verranno effettuate delle visite guidate a cura di Elena Rossoni e Mirella Cavalli alle ore 18.00, alle ore 21.00 e alle ore 22.00
Ingresso con biglietto della Pinacoteca.
Dalle 20.00 alle 23.00 biglietto speciale a 1 Euro
Info 0514209411

Rare visioni. Michele Desubleo, Venere piange Adone (sabato 21 settembre, ore 21.00)

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, la Pinacoteca amplia l’offerta espositiva allestendo a Palazzo Pepoli Campogrande un dipinto di Michele Desubleo in genere conservato nei depositi. Un sofferto ed estenuante tema amoroso, una caccia inutile al desiderio, il mito di Venere a Adone, tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, è stato oggetto di molteplici interpretazioni artistiche nel corso dei secoli. Le Rare visioni di settembre ci permettono di scoprire come il degno scolaro e imitatore del Signor Guido (…), Michele Desubleo, artista complesso che si è accostato a questo tema con una pittura luminosa e smaltata.
Presentazione ore 21.00 a cura di Claudia Pirrello
In occasione delle Giornate del Patrimonio, sabato 21 settembre 2019, dalle 20.00 alle 23.00 ingresso a 1 Euro.
Il dipinto rimarrà esposto a Palazzo pepoli Campogrande sino al 13 ottobre 2019.

Ciclo Costruire silenzi - Incontro con Francesca Sbardella per dialogare sul suo libro Abitare il silenzio (sabato 21 settembre, ore 17.30)

Francesca Sbardella, antropologa e storica delle religioni, entra nel mondo claustrale cattolico, per motivi di ricerca, come se fosse una postulante. L’autrice sperimenta e racconta, in prima persona, quelle minuzie della vita quotidiana delle monache che danno forma a processi comunitari e, nel tempo, costruiscono la donna religiosa.
Luogo: Bologna, Ex Chiesa di San Mattia
Orario: 17.30 - 19.00
Ingresso gratuito

Un municipium tra due colonie. La città romana di Claterna svela i suoi segreti (sabato 21 settembre, ore 15.00, 16.00 e 17.00 )

Visite guidate gratuite al museo e all'area archeologica di Claterna, l'antica città sulla via Emilia fra le colonie romane di Bologna (Bononia) e Imola (Forum Cornelii). Max 25 partecipanti per ogni visita guidata, prenotazione obbligatoria entro mercoledì 18 settembre 2019  (Posti esauriti, disponibilità per le visite guidate del 19 ottobre 2019)
Le visite guidate condotte dalle archeologhe della Soprintendenza Renata Curina, Silvana Sani e Rossana Gabusi e dagli archeologi dell'Associazione Culturale Centro Studi Claterna Giorgio Bardella e Aureliano Dondi iniziano nel rinnovato museo che illustra l'antica città romana attraverso i materiali recuperati negli scavi effettuati fra la fine dell'Ottocento e gli anni '60 del Novecento.
Il percorso espositivo parte dalla storia della città e della sua riscoperta, per poi passare a esaminare la struttura urbanistica e le caratteristiche dei principali spazi urbani, pubblici e privati,  con un richiamo finale alle indagini ancora in corso. Gli oggetti esposti illustrano quale fosse la vita quotidiana nel municipium,  dall'abbigliamento agli oggetti di uso personale, dai commerci alle produzioni di vasellame e artigianato in genere. 
Dopo la visita al museo, ci si sposta nell'area archeologica di Claterna, in Stradello Maggio (angolo Via Emilia), per concludere sul campo l'illustrazione di una della più interessanti realtà archeologiche della regione che da più di 1500 anni dorme intatta sotto i campi della frazione Maggio di Ozzano dell'Emilia.
L’antica città romana che si estende per 600 metri lungo la Via Emilia  e per 600 e 300 metri a nord e sud della stessa consolare è quasi integralmente nota agli archeologi grazie alle recenti esplorazioni estensive realizzate con le più moderne tecnologie geofisiche. Oltre alle domus, al teatro e ad altri edifici pubblici portati alla luce, gli archeologi possono adesso fornire al pubblico il quadro pressoché completo dell’area urbana e di parte del suburbio, in particolare dell'intero comparto pubblico e della disposizione interna del tessuto urbano.
Le visite guidate proposte in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2019 sono promosse dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara in collaborazione con il Comune di Ozzano dell'Emilia e l'Associazione Culturale Centro Studi Claterna Giorgio Bardella e Aureliano Dondi
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Prenotazione: Obbligatoria; Telefono prenotazioni: 051 791315
Orario: ore 15, 16 e 17

Alla scoperta degli ori e delle storie dell’antico cimitero ebraico di Bologna (domenica 22 settembre, ore 16.00)

L'archeologa della Soprintendenza Valentina Di Stefano, curatrice della mostra La Casa della Vita, guida il pubblico alla scoperta degli ori e delle storie dell’antico cimitero ebraico di Bologna.
La Casa della Vita o Beth ha-Chaim è uno dei modi con cui gli ebrei indicano tradizionalmente il cimitero (Beth ha-kevaroth). L’esposizione, organizzata in collaborazione tra Soprintendenza, Comunità Ebraica di Bologna e Museo Ebraico, racconta la storia della comunità ebraica di Bologna tra Medioevo e Rinascimento attraverso un percorso che illustra le dinamiche culturali, politiche e sociali di una delle comunità più vivaci della penisola. Dopo anni di studio e restauri, nella mostra vengono esposti gli straordinari reperti, in prevalenza anelli e gioielli d’oro, recuperati nello scavo delle oltre 400 sepolture del cimitero ebraico medievale rinvenuto in via Orfeo tra 2012 e 2014. Istituito alla fine del 1300, il cimitero ha accolto gli ebrei bolognesi defunti fino al 1569, anno in cui papa Pio V emana la Bolla Hebraeorum gens che impone la cacciata degli ebrei dallo Stato Pontificio. Ancora nel 1569, il 29 novembre, il Pontefice promulga un Breve con cui dispone la profanazione del cimitero bolognese e impone il passaggio di proprietà del terreno che lo ospitava alle monache del vicino Monastero di San Pietro Martire.  Alla disposizione del Papa seguì una sistematica attività di danneggiamento delle sepolture, mirata a distruggere ogni traccia della presenza del cimitero e della memoria della presenza ebraica in città. Il ricordo della presenza del cimitero ebraico rimane nelle fonti d’archivio  con la dicitura Orto degli Ebrei, che si conserva fino al XVIII secolo inoltrato nei Bilanci del Monastero di San Pietro Martire, in cui vengono registrati regolarmente le cifre ricavate dall’affitto del terreno come orto.
1393 - 1569: 176 anni in cui sono racchiuse alcune delle pagine tanto entusiasmanti culturalmente quanto politicamente drammatiche della storia di Bologna tra Medioevo e Rinascimento.
Max 30 partecipanti, prenotazione obbligatoria entro venerdì 20 settembre 2019
La visita guidata è gratuita ma si paga l'ingresso ridotto al Museo di 5.00 Euro
Prenotazione: Obbligatoria 051 2911280
Orario: ore 16

Tignano, una scuola per l'antica arte campanaria bolognese (domenica 22 settembre, ore 10.00 e ore 15.00)

Visite al campanile a terra recentemente ristrutturato e alla scuola campanaria intitolata a Mirco Nivazzi dove i maestri del Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei si esercitano e fanno crescere nuove leve. Ingresso libero e gratuito senza limitazioni di presenze dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 a cura del Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei.
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il mondo della tradizione campanaria emiliana apre al pubblico i suoi luoghi più significativi sia dal punto di vista materiale (i campanili, le loro campane e le scuole campanarie) che immateriale (il patrimonio musicale, tecnico, sociale e culturale) con un variegato programma diffuso in tutti i territori colpiti dal sisma.
La Chiesa di Tignano, parrocchia ora soppressa e chiesa sussidiaria di Mongardino, si trova sullo spartiacque fra la valle del Reno e quella del Lavino, nel territorio di Sasso Marconi ma a pochi passi dal comune di Monte San Pietro. L'odierno complesso parrocchiale, risalente al 1883-84, è molto diverso da quello riprodotto in una litografia del 1851 nella quale il campanile figura posto sul lato occidentale della chiesa. Attualmente la cella campanaria si trova su una collinettta posta di fronte all'ingresso della chiesa il cui accesso è facilitato da una scala costruita da 99 tronchi di legno, opera dei campanari negli anni '80.
Il concerto è composto da cinque campane, quattro in tono maggiore realizzate da Gaetano Brighenti nel 1835 e la quinta, una grossa fusa da Clemente Brighenti, aggiunta nel 1883, accordata in tono minore.

Il concerto ha voci melodiose, ben intonate e risulta assai piacevole all'ascolto.
Un'epigrafe posta all'interno della cella ne riporta la data di costruzione, 1883, per cui si presume che le prime quattro campane abbiano alloggiato nel campanile dal momento della loro fusione almeno fino al rifacimento del complesso parrocchiale. La stessa epigrafe riporta la data di una ristrutturazione, nel 1937, e quella di un restauro del telaio operato nel 1970.
Recentemente i campanari dell'Associazione Stanislao Mattei e alcuni volontari hanno promosso il restauro della cella campanaria, che mostrava evidenti segni dell’usura del tempo, dedicandola al giovane campanaro Mirko Nivazzi, che proprio in questa scuola ha mosso i primi passi, grazie alla benevolenza dell'attuale amministratore parrocchiale, M. Rev Don Edoardo Magnani, e con la benedizione di S.E. Mons. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo metropolita di Bologna.
Il luogo ameno e isolato, la discreta facilità delle campane ad essere suonate alla bolognese, la tolleranza e il grande affetto dei parrocchiani per il suono delle campane e la disponibilità dei parroci hanno fatto si che questo luogo sia da tempo riconosciuto come una delle palestre più accessibili per le scuole dell'arte campanaria bolognese. 
Nella giornata del  22 settembre saranno visitabili alcuni campanili restaurati dopo il sisma del 2012 e saranno aperte alcune scuole campanarie che tramandano la tradizione e la tecnica campanaria, formando i campanari di domani.
La giornata si concluderà alle ore 18-18.30 con il suono delle campane che annunciano la riapertura post-sisma del Duomo di Mirandola, in Piazza della Conciliazione: l'iniziativa, a cura dell'Associazione corde di Bronzo di Mirandola, vedrà la partecipazione di delegazioni delle associazioni campanarie regionali che svolgeranno il solenne servizio liturgico di suono, contribuendo ad inviare un messaggio di speranza per tutte le comunità colpite dai terremoti.
Le iniziative fanno parte dell'intesa operativa per la tutela e valorizzazione del patrimonio campanario storico siglata il 27 febbraio 2019 tra la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e cinque Associazioni Campanarie del territorio (Unione Campanari Reggiani, Unione Campanari Modenesi, Unione Campanari Bolognesi, Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei, Campanari Ferraresi). 

Storie a lieto fine: documenti e libri recuperati (domenica 22 settembre, ore 9.30 e 15.00)

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2019, domenica 22 settembre, l’Archivio di Stato di Bologna effettua un’apertura straordinaria per presentare i servizi resi al pubblico e illustrare, insieme alla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia Romagna, alcune recenti attività di recupero di beni documentari e librari statali e non statali effettuati a seguito di controlli sul mercato antiquario o di altre vicende di trasmissione di complessi documentari, grazie alla collaborazione del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e delle Soprintendenze archivistiche e bibliografiche di altri territori regionali.
Programma
ore 9.30-12.30 e 15-18

Sala di studio
Apertura straordinaria della sala di studio dell’Archivio di Stato di Bologna, con illustrazione al pubblico del servizio reso all’utenza, della banca dati del patrimonio dell’Istituto, la presentazione di alcuni inventari significativi e dei servizi a cui si può accedere attraverso le banche dati realizzate negli ultimi anni.

ore 10.30-12
Sala conferenze
Illustrazione degli interventi di recupero di beni documentari e librari statali che hanno visto come protagonista l’Archivio di Stato di Bologna. Verranno presentati i casi di quattro pergamene dell’Abbazia di Santa Lucia di Roffeno (1109-1229) e di una bolla pontificia dei Canonici di San Salvatore del 1169.
Interventi di Massimo Giansante (Archivio di Stato di Bologna) e Paola Foschi (Deputazione di storia patria per le province di Romagna)
ore 16-17.30

Sala conferenze
Illustrazione degli interventi di recupero di beni documentari e librari non statali seguiti dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia Romagna. Verranno presentati i casi del recupero di un volume della Biblioteca Maldotti di Guastalla, di documenti dell’archivio della famiglia toscana Gondi, di quattro pergamene della soppressa Canonica di Santa Croce di Cesena e di documenti del carteggio amministrativo preunitario del Comune di Bologna.
Interventi di
Elisabetta Arioti (Soprintendente archivistico dell’Emilia Romagna)
Cristiana Aresti (Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia Romagna)
Paola Furlan (Archivio storico comunale)
Orario: Apertura straordinaria della sala di studio: 9.30-12.30 e 15.00-18.00 Conferenze: 10.30 e 16.00

Villa Pallavicini, una palestra per allievi campanari (domenica 22 settembre, ore 10.00 e 15.00)

Visite guidate ed esibizioni delle scuole campanarie, scrigni di competenze e saperi.
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il mondo della tradizione campanaria emiliana apre al pubblico i suoi luoghi più significativi sia dal punto di vista materiale (i campanili, le loro campane e le scuole campanarie) che immateriale (il patrimonio musicale, tecnico, sociale e culturale) con un variegato programma diffuso in tutti i territori colpiti dal sisma. 
A Villa Pallavicini, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, i maestri dell'Unione Campanari Bolognesi insegnano le tecniche del suono nella struttura fissa a terra installata nel cortile della villa, abitualmente utilizzata per allenare giovani campanari e formare gli allievi.
Ingresso gratuito senza limitazioni di presenze
Provengono dal campanile della soppressa parrocchia di Nugareto a Sasso Marconi (BO) le quattro campane fuse nel 1884 da Clemente Brighenti e installate dal 1993 su un telaio in ferro all'interno della “casetta” posizionata nel cortile di Villa Pallavicini.
La Curia Bolognese, proprietaria della villa, ha concesso alle associazioni campanarie locali l’utilizzo di queste campane che, in virtù delle loro medie dimensioni, vengono assiduamente utilizzate dai campanari come "palestra" per la formazione di allievi e per allenamento allo scopo di affinare la tecnica.
Sono sempre a disposizione per le prove e aspettano tutti coloro che vorranno raggiungere il cortile nella domenica dedicata alle GEP.
Il 22 settembre saranno visitabili alcuni campanili restaurati dopo il sisma del 2012 e saranno aperte alcune scuole campanarie che tramandano la tradizione e la tecnica campanaria, formando i campanari di domani.
La giornata si concluderà alle ore 18-18.30 con il suono delle campane che annunciano la riapertura post-sisma del Duomo di Mirandola, in Piazza della Conciliazione: l'iniziativa, a cura dell'Associazione corde di Bronzo di Mirandola, vedrà la partecipazione di delegazioni delle associazioni campanarie regionali che svolgeranno il solenne servizio liturgico di suono, contribuendo ad inviare un messaggio di speranza per tutte le comunità colpite dai terremoti.
Le iniziative fanno parte dell'intesa operativa per la tutela e valorizzazione del patrimonio campanario storico siglata il 27 febbraio 2019 tra la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e cinque Associazioni Campanarie del territorio (Unione Campanari Reggiani, Unione Campanari Modenesi, Unione Campanari Bolognesi, Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei, Campanari Ferraresi). 

Le campane della scuola campanaria di Pieve di Cento, uniche al mondo (domenica 22 settembre ore 10.00 e 15.00)

Esibizioni delle scuole campanarie, scrigni di competenze e saperi. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il mondo della tradizione campanaria emiliana apre al pubblico i suoi luoghi più significativi sia dal punto di vista materiale (i campanili, le loro campane e le scuole campanarie) che immateriale (il patrimonio musicale, tecnico, sociale e culturale) con un variegato programma diffuso in tutti i territori colpiti dal sisma.  A Pieve di Cento, appuntamento sotto il voltone di Porta Ferrara con le campane mobili della Scuola campanaria intitolata a Dafni Carletti, storico campanaro Pievese.
Suonerà il gruppo campanari della Congregazione campanari di Pieve – Dott. Sergio Baraldi.
Vi aspettiamo dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, L'esibizione è ad accesso libero ed è promossa dall'Unione Campanari Bolognesi
Non sono mai state su un campanile le cinque lucidissime e potenti campane posizionate su un telaio mobile completamente in ferro che si potranno osservare da vicino a Pieve di Cento.
Fuse nel 2010 dalla Fonderia austriaca Grassmayr su disegno e progetto dei Campanari Bolognesi, sono uniche nel loro genere: la fonderia ha infatti accettato di buon grado di coniugare la propria tecnica e arte fonditoria con una sagoma di campana alla bolognese, una realizzazione unica mai tentata in precedenza.
Il risultato lo si potrà ascoltare e ammirare il 22 settembre sotto il voltone di Porta Ferrara.
Il 22 settembre saranno visitabili alcuni campanili restaurati dopo il sisma del 2012 e saranno aperte alcune scuole campanarie che tramandano la tradizione e la tecnica campanaria, formando i campanari di domani.
La giornata si concluderà alle ore 18-18.30 con il suono delle campane che annunciano la riapertura post-sisma del Duomo di Mirandola, in Piazza della Conciliazione: l'iniziativa, a cura dell'Associazione corde di Bronzo di Mirandola, vedrà la partecipazione di delegazioni delle associazioni campanarie regionali che svolgeranno il solenne servizio liturgico di suono, contribuendo ad inviare un messaggio di speranza per tutte le comunità colpite dai terremoti.
Le iniziative fanno parte dell'intesa operativa per la tutela e valorizzazione del patrimonio campanario storico siglata il 27 febbraio 2019 tra la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e cinque Associazioni Campanarie del territorio (Unione Campanari Reggiani, Unione Campanari Modenesi, Unione Campanari Bolognesi, Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei, Campanari Ferraresi). 

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