Arena del Sole, la stagione 2019/2020 con Zerocalcare, Emma Dante e Marco Paolini - Bologna

Teatro Bologna Teatro Arena del Sole Venerdì 13 settembre 2019

Arena del Sole, la stagione 2019/2020 con Zerocalcare, Emma Dante e Marco Paolini

Teatro Arena del Sole
© Wikipedia/

Bologna - ERT (Emilia Romagna Fondazione Teatro), la Fondazione che ha in gestione a Bologna i teatri Arena del Sole e il Teatro delle Moline, ha presentato la nuova stagione 2019/2020, che si connota per la tematica forte del nuovo.

Dopo aver esplorato nei due anni passati il tempo e lo spazio di oggi, quest'anno il focus va sull'azione e, in particolare, sull'azione che trasformando genera il nuovo. Claudio Longhi, direttore di ERT, afferma di essere orgoglioso di pensare i due teatri come presidi e baluardi della cultura. L'Arena del Sole, nello specifico, è un teatro nazionale e pubblico – cosa non scontata, data l'esistenza di teatri nazionali ma non pubblici –, radicato sul territorio e aperto alle scene europea e internazionale, che si pensa senza mura: aperto a essere attraversato dalla città e ad attraversare la città.

Nonostante il Mibac (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) riconosca l'Arena del Sole come primo teatro nazionale del paese, ad agosto, a programma già parzialmente presentato, sono stati tagliati 100 mila euro, cosa che ha messo non poco in crisi questo teatro, e con esso tanti altri. Nonostante questo duro colpo, la volontà è quella di mantenere il cartellone così come lo si era proposto, senza modifiche.

Questa scelta coraggiosa beneficia anche del fatto che, a detta di Giuliano Barbolini, presidente di ERT, c'è già da qualche anno un'inversione di tendenza nell'acquisto degli abbonamenti, che avrebbero un'impennata positiva. Il dato dimostra, secondo Matteo Lepore, assessore alla Cultura e Promozione della città del Comune di Bologna, un aumentato potere d'acquisto delle famiglie, che stanno investendo anche in abbonamenti sportivi e di altro genere, e un bisogno da parte della cittadinanza di avere delle occasioni di scambio e di confronto culturale.

A questa rinnovata capacità di spesa e a questo ritrovato interesse è d'obbligo non fare proposte banali. Da qui il tema di questa stagione che, con il titolo Bye bye '900?, getta la sfida del confronto con un secolo che, sebbene terminato ormai quasi da vent'anni, sembra non passare mai. Tra magnifiche invenzioni come il vaccino contro la penicillina, scoperte sensazionali come la teoria della relatività di Einstein e terribili orrori come le due guerre mondiali e i campi di concentramento, il confronto con questo secolo pieno e contradditorio risulta imprescindibile per una forma espressiva e comunicativa tanto potente quanto sottovalutata come il teatro.

In quest'ottica, Ert rinnova anche il suo impegno con le scuole, tra laboratori teatrali e veri e proprio spettacoli didattici. Progetti come le Lezioni spettacolo, il Teatro in classe e i Classroom Plays si pongono l'obiettivo di dimostrare l'importanza del teatro, spesso specchio della società in cui viviamo. Non pare infondata, in questo senso, anche la lamentela di Longhi sull'assenza della storia teatrale nei nostri programmi scolastici.

Dall'Antigone di Sofocle, pietra miliare e fondativa del teatro mondiale, passando per le molte rivisitazioni shakespeariane, a Zerocalcare, fino ai Giganti della montagna di Pirandello, la nuova stagione teatrale 2019/2020 sarà sicuramente un'occasione di stimolo e di riflessione su questo nostro mondo sempre più interessante e indubbiamente sempre più complesso. Sono 45 gli spettacoli in cartellone per un totale di 194 serate di spettacolo, con una proposta di titoli ricca e articolata che si muove tra grandi nomi della scena contemporanea, da Antonio Latella che torna a lavorare con ERT Fondazione e dirige la grande saga familiare de La valle dell’Eden, a Constanza Macras, coreografa e regista argentina di base a Berlino e figura tra le più importanti del panorama della danza contemporanea europea, con lo spettacolo Hillbrowfication, un grande progetto performativo con bambini e giovani provenienti da un quartiere difficile di Johannesburg. In cartellone anche Pascal Rambert, uno dei maggiori drammaturghi europei, con la nuova produzione Architecture, fresca di debutto ad Avignone e che porta in scena un cast di protagonisti della scena d’oltralpe, da Emmanuelle Béart a Stanislas Nordey. Dopo il successo di Atlas des Kommunismus, l’argentina Lola Arias sarà in residenza a Bologna per realizzare per ERT un grande lavoro di teatro partecipato e documento, nell’ambito del progetto europeo Atlas of Transitions.

E ancora, tanti artisti, maestri del teatro e nuovi nomi della scena: Paolo Rumiz, Fabrizio Falco e Laura Marinoni, Emma Dante, Antonio Rezza e Flavia Mastrella, ai quali ERT dedica una personale, Toni Servillo e le parole di Giuseppe Montesano, Marco Paolini e Francesco Niccolini, Lino Guanciale, Saverio La Ruina, Enzo Vetrano e Stefano Randisi che interpretano un testo di Ivano Dionigi, Nanni Garella, Pietro Babina, e molti altri. Non mancano i grandi titoli, riletti da registi contemporanei, come l’Antigone di Massimiliano Civica, Il giardino dei ciliegi di Alessandro Serra, Romeo and Juliet di Teodoro Bonci del Bene. Particolare attenzione alla drammaturgia contemporanea con Liv Ferracchiati, Davide Carnevali, Kepler-452, due testi di Giovanni Testori, La monaca di Monza con la regia di Valter Malosti e in scena Federica Fracassi e I promessi sposi alla prova di Andrée Ruth Shammah. Non manca infine la tradizione italiana con Gabriele Lavia e I giganti della montagna.

Lodevole il proseguo dell'iniziativa del Biglietto sospeso, con la quale chi vorrà potrà acquistare al prezzo di 8 Euro un biglietto che verrà donato a persone alle quali la frequentazione dei teatri è in genere preclusa.

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