Trekking intorno a Bologna, lungo l'Alta Via dei Parchi dal Lago Scaffaiolo a Poranceto

Trekking intorno a Bologna, lungo l'Alta Via dei Parchi dal Lago Scaffaiolo a Poranceto

Cultura Bologna Venerdì 26 luglio 2019

I tre archi di Ponte della Venturina
© Wikipedia/Luciano Bernardi

Bologna - Se vi piacciono il trekking, la natura selvatica e l'appagante sensazione di guadagnarsi la meta, provate a passare un paio di giorni sull'Alta Via dei Parchi. Si tratta di un lungo itinerario che si estende per ben 500 km e che in 27 tappe passa per cinque parchi regionali; con il trekking proposto se ne attraversano due, quello del Corno alle Scale e quello dei Laghi di Suviana e Brasimone. Percorrendo le tappe 10 e 11 dell'Alta Via, si parte dal Lago Scaffaiolo e si arriva a Poranceto (comune di Camugnano), passando dalle vette, alle valli e arrivando infine ai paesi.

Primo giorno: dal Lago Scaffaiolo al Rifugio di Monte Cavallo

In questa tappa, la decima del percorso dell'Alta Via dei Parchi, si parte dal Lago Scaffaiolo (1754 m) e si arriva al Rifugio di Monte Cavallo (1280 m). Il dislivello è notevole soprattutto in discesa (- 920 m), mentre non è particolarmente impegnativo in salita (+ 450 m); si tratta di un itinerario escursionistico di 13,4 km che si percorre in circa cinque ore.

Si può arrivare in auto fino al parcheggio della stazione sciistica del Corno alle Scale oppure prendere l'autobus 776, che parte dalla stazione di Porretta Terme, raggiungibile in treno da Bologna Centrale. Per partire si imbocca il sentiero CAI 329, per un buon tratto una comoda strada carrozzabile, si passa dalle Malghe e si arriva abbastanza velocemente allo Scaffaiolo, da cui inizia ufficialmente la tappa. Seguendo il sentiero 00 AVP (Alta Via dei Parchi), si sale al Passo dei Tre Termini e da lì si raggiunge il Passo dello Strofinatio (1847 m.), da cui si potrebbe arrivare facilmente al Corno. In epoca medievale dal Passo dei Tre Termini, noto allora come Passo della Calanca, transitava una via molto frequentata; il toponimo odierno è entrato in uso alle fine del '700, quando il luogo è diventato punto di contatto tra i territori dello Stato Pontificio, degli Estensi e dei granduchi di Toscana. Dallo Strofinatoio si scende ancora al Passo del Cancellino, dove si attraversano le pendici settentrionali del Monte Gennaio incontrando la sorgente dell'Uccelliera.

È facile notare come i toponimi siano spesso rivelatori dell'antica funzione dei luoghi: il Passo del Cancellino, ad esempio, prende il nome da un cancello che anticamente dava accesso ai pascoli del Granduca di Toscana, separandoli da quelli dell'Emilia, che allora erano compresi nello Stato del Vaticano. Sembra che anche l'Uccelliera debba il suo nome al fatto che, ai tempi di Cosimo I de' Medici, qui ci fossero grandi reti per catturare gli uccelli, destinati ad arricchire le voliere e le mense della corte.

Arrivati a questo punto, costeggiando il Poggio delle Ignude si lascia il sentiero di crinale – lo 00 – per imboccare il sentiero CAI 5 AVP, che diventerà poi 101 AVP. L’Alta Via continua lungo un comodo viottolo che attraversa la valle del torrente Causso, completamente ricoperta di boschi, incontrando poi le radure del Rombiciaio e di Pian dello Stellaio; da lì una forestale porta al Passo Tre Croci, vicino al Rifugio di Monte Cavallo. Il passo prende il nome dalle tre croci di legno poste sulla cima. Secondo la leggenda tre donne, dirette a Porretta Terme, arrivate nelle vicinanze vennero colte da una bufera di neve, nonostante fosse giugno. Le donne morirono assiderate e in loro memoria vennero erette tre croci; per far sì che la tragedia non si ripetesse fu costruito il primo rifugio per viandanti, che divenne poi il Bivacco del Pellegrino di Monte Cavallo.

Secondo giorno: dal Rifugio di Monte Cavallo a Poranceto

Questa tappa, l'undicesima dell'Alta Via, è anche in assoluto la più lunga: si tratta infatti di 29,9 km con un dislivello di 1260 m in salita e 1650 m in discesa, per un totale di circa 10 ore di cammino. È un percorso adatto a escursionisti esperti ma, per chi volesse avventurarsi ugualmente, il consiglio è quello di accorciare l'itinerario fermandosi sulle rive di Suviana o a Badi. 

Dal Rifugio di Monte Cavallo si risale al Passo delle Tre Croci, dove inizia la discesa della ripida valle del Rio Maggiore, con i suoi boschi che si estendono fino alla fine delle rocce arenacee; allora il pendio si fa più dolce e l’ambiente diventa aperto e costellato di qualche edificio. In breve si arriva a Borgo Capanne: posto a 625 m, arrampicato sulla montagna, testimonia ancora la sua antica origine grazie soprattutto a una casa torre quattrocentesca con finestre decorate da mammelle – simbolo di fertilità – e a un piccolo oratorio ottocentesco. Continuando la discesa si arriva poi a Ponte della Venturina (395 m.), un popoloso centro abitato che sorge a valle della confluenza del torrente Limentra con il fiume Reno; il ponte che lo attraversa segna il confine con la Toscana.

Oltrepassato il Reno, si risale verso Pavana per scendere poi alla sottostante diga, sorta anch'essa all'inizio del Novecento, come il bacino di Suviana, per alimentare la nascente linea ferroviaria Bologna-Firenze. Si continua poi a salire verso gli abitati di Poggio di Badi e di Campisseri, per ridiscendere verso le rive di Suviana, dove si prosegue verso monte fino alla fine del bacino. Giunti al ponte di Molino dei Sassi, si sale verso la chiesa di Stagno e ancora più in su alla località Belvedere; da lì si continua sul sentiero fino al Passo Balinello. Sempre rimanendo all'interno del bosco si arriva alla strada che va da Baigno al Brasimone e infine, costeggiando il Monte di Baigno, si scorgono le prime case di Poranceto, termine della tappa.

Durante il trekking si può pernottare al Rifugio di Monte Cavallo o bivaccare con la tenda, che dev'essere piantata alla sera e smontata alla mattina. Si può usufruire dei servizi del rifugio, tranne nei periodi di scarsità d'acqua.

Per il ritorno con i mezzi si consiglia di partire dalla stazione ferroviaria di Badi, raggiungere Porretta Terme e da lì arrivare a Bologna.

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