Lago di Suviana: a un'ora da Bologna tra boschi, relax e sport acquatici

Lago di Suviana: a un'ora da Bologna tra boschi, relax e sport acquatici

Cultura Bologna Venerdì 28 giugno 2019

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Bologna - Anche se l'estate è iniziata da pochi giorni il caldo è già asfissiante, soprattutto in città. A Bologna si boccheggia e alzando gli occhi da asfalto, palazzi e viali si intravedono le colline, dove le occasioni di refrigerio non mancano mai.

Una fuga sulle colline: e perché no?

Che sia nel classico (e affollato) weekend o durante la settimana, una gita sui colli può essere un ottimo salva vita contro la calura estiva. Una volta lasciata Bologna alle spalle, si va verso Sasso Marconi dove si imbocca la statale Porrettana, che per gli amanti dell'Appennino segna l'inizio di ogni avventura. Si rimane sulla Porrettana fino a Riola, dove si esce e, una volta attraversato il ponte che porta in paese, si passa davanti alla futuristica chiesa di Alvar Aalto. Superata la Rocchetta Mattei, si prosegue ancora per una ventina di km, seguendo i cartelli per il Bacino di Suviana.

Il bacino di Suviana

A un'oretta e mezza da Bologna e a 500 m. di altitudine, il bacino di Suviana è un lago artificiale formatosi in seguito all'innalzamento della diga inaugurata nel 1932. Grazie all'energia idroelettrica si alimentava il neonato tratto ferroviario Bologna-Firenze, chiamato la direttissima.

Il lago, che è il più grande della provincia di Bologna e uno dei maggiori di tutta la regione, ha una superficie di 1,5 km², raggiunge una profondità massima di 70 metri per una capienza idrica di 46 milioni di m³. Più in alto di circa 300 m. c'è il bacino del Brasimone, le cui acque vengono in parte fatte confluire dentro a quello di Suviana.

Sono entrambi all'interno del Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, che si estende nei comuni di Castiglione dei Pepoli, Camugnano e Castel di Casio. Circa l'85% della sua superficie è costituita da boschi, con una vegetazione che varia dai castagneti, ai faggi, fino agli aceri e alle abetaie.

Cosa fare a Suviana?

Oltre a rilassarsi un po' sulle sue sponde, ci si può dilettare in diversi sport acquatici, tra i quali la canoa e la vela. Si può anche pescare, muniti naturalmente di regolare licenza. Attorno al lago ci sono diverse postazioni per il barbecue e alcune aree attrezzate con tavolini e panche per gustare un pranzetto riparati dall'ombra degli alberi. Per chi poi non ha voglia il pranzo, ci sono diversi bar e chioschi in cui poter mangiare.

Per i più spartani basta un telo su cui sdraiarsi, mentre per chi non vuole rinunciare alle comodità c'è la spiaggetta attrezzata con le sdraio; lì accanto c'è un parcheggio per i camper che possono sostare in riva al lago. Vicino a Suviana ci sono anche un campeggio, in cui ci si può fermare per il weekend o per una breve vacanza, e un parco avventura per il divertimento dei più piccoli.

Per chi proprio non riesce a stare fermo

All'interno del Parco Regionale ci sono ben 130 km di sentieri CAI, alcuni dei quali passano anche dal lago di Suviana. Si può percorrere, ad esempio, un itinerario da lago a lago, che parte dalla sponda sinistra di Suviana e in circa cinque ore porta nei pressi del Brasimone seguendo i sentieri CAI 155, 011 e 139. Nei pressi del lago ci sono poi dei suggestivi borghetti in cui fermarsi ad ammirare il paesaggio.

Stagno

Arrivati a Suviana, si imbocca il ponte che costeggia il bacino e porta sull'altra sponda. Si prosegue per un paio di km e si arriva a Stagno, una piccola località da cui si gode una meravigliosa vista sul lago. Si tratta di un centro abitato di origini molto antiche, di cui si ha traccia fin dal X secolo. Da qui proviene la progenie Stagnese, di probabile origine longobarda, che ebbe una notevole autonomia fino al Duecento, quando venne assoggettata a Bologna.

Ad accogliere i visitatori c'è la chiesa di S. Michele Arcangelo, documentata per la prima volta nel 1131. Dell'edificio romanico, che era la chiesa del castello dei signori di Stagno, resta solo una parte dell'abside. Si accede sulla destra e non, come verrebbe voglia di fare, attraverso la bella scalinata ottocentesca. Il centro abitato che vediamo oggi non presenta più nulla delle antiche costruzioni, ma le viuzze strette, le case ammassate e la posizione dominante sulla valle testimoniano l'antico predominio dei signori di Stagno. Camminando nel silenzio delle sue stradine sembra di fare un viaggio indietro nel tempo, come spesso capita visitando i borghi dell'Appennino.

Chiapporato

Lasciando la macchina a Stagno, si percorre la strada asfaltata per qualche tornante. Dopo poco si incontra la Fonte di Stagno, in cui è consigliabile rifornirsi di acqua fresca che servirà durante la camminata. Una volta abbandonata la strada asfaltata, si imbocca un sentiero sterrato che in circa 2,5 km conduce al paese disabitato di Chiapporato.

Una volta arrivati alle poche case che costituivano il borgo, si scoprirà che la vegetazione e l'incuria del tempo hanno reso il posto fatiscente e anche un po' inquietante. Le ultime abitanti di Chiapporato – Vilma e l'anziana madre Zelia, ormai defunta – sono andate via da qui già qualche anno fa e adesso il paese è in uno stato di completo abbandono.

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