Food Bologna Ristorante Iacobucci Martedì 18 giugno 2019

Ristorante Iacobucci, a Villa Zarri arriva la cucina gourmet e firmata

Piccione, quinoa, rape e kefir di capra
© Nicola Boi

Bologna - Situata a Castel Maggiore, alle porte di Bologna, Villa Zarri è uno sfarzoso edificio storico risalente al 1579, circondato da un parco di piante secolari. Appartenuta alla nobile famiglia degli Angelelli, fu completamente ristrutturata nel Settecento e oggi ospita eventi privati ma anche concerti, incontro ed appuntamenti culturali.

È in una cornice così affascinate e ricca di storia che lo chef Agostino Iacobucci ha voluto aprire il suo nuovo ristorante gourmet. Ristorante Iacobucci propone infatti piatti innovativi che affondano le proprie radici nella tradizione, soprattutto quella partenopea, luogo che ha dato i natali allo chef, e quella dell’Emilia, regione che tanto successo gli ha regalato.

Classe 1980, Iacobucci è infatti cresciuto nel ristorante della zia a Lettere, in provincia di Napoli. Quando i fornelli diventano una professione, fa alcune esperienze in Campania, come alla Taverna Diciotto di Vico Equense e presso La Cantinella di Napoli, ristorante in cui ricopre il ruolo di primo chef e con cui conquista la sua prima stella Michelin.

Un successo che viene consolidato proprio nel capoluogo emiliano, quando riesce a portare la stella al ristorante I Portici dell’omonimo hotel in centro città. È così, nell’unico ristorante stellato dentro le mura cittadine, che i bolognesi amanti dell’alta cucina iniziano ad amarlo.

Dopo la repentina interruzione del rapporto con I Portici è stata dunque molta l’attesa dei palati gourmet, curiosi degli spostamenti di Iacobucci e orfani delle sue preparazioni tanto raffinate quanto schiette.

Oggi l’attesa è finita e la cucina di Agostino Iacobucci torna in campo in questa inedita location. «Aprire un ristorante è il sogno di ogni chef: sono felice e orgoglioso di essere arrivato a questo traguardo. La proposta qui sarà esperienziale, da un lato la storia di Villa Zarri, dall’altro la creatività delle proposte food».

Oltre al menu à la carte, la proposta prevedere tre degustazioni: uno menu a base, un menu a base pesce ed un menu speciale dal nome che è tutto un programma: Esplorando. Viaggi, percorsi, curiosità.

Alcuni esempi dei nuovi piatti? Si va dallo Spaghetto, calamaro, aglio nero e lime al Piccione, quinoa, rape e kefir di capra. La più rappresentativa della sua filosofia è certamente la portata Napoli incontra l’Emilia, in cui i tortellini vengono realizzati con un tocco mediterraneo.

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