Museo della Specola, il museo astronomico dell'Università di Bologna

Cultura Bologna Lunedì 17 giugno 2019

Museo della Specola, il museo astronomico dell'Università di Bologna

Eliofonografo
© Museo Collezione di Specola - Sistema Museale di Ateneo - Alma Mater Studiorum di Bologna
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Bologna - Se la zona universitaria di Bologna fosse un organismo fatto e finito, il suo cuore pulsante probabilmente sarebbe qui, al 33 di Via Zamboni.

Biblioteca, aula studio, sede storica dell’Istituto di Scienze dell’Università, dell’aula in cui teneva le sue lezioni Giosuè Carducci e di ben tre musei: il Museo di Palazzo Poggi, il MEUS – Museo Europeo degli Studenti e poi, salendo un po’ più su, il Museo della Specola. Tutte strutture universitarie che – insieme ad altre collezioni – compongono il variegato mondo del Sistema Museale di Ateneo.

La torre della Specola è stata costruita tra il 1712 e il 1726 all’interno di Palazzo Poggi, nasce come osservatorio astronomico e solo dopo molti anni si reinventa museo, racconto itinerante di quella esperienza scientifica.

Il percorso di visita si sviluppa in verticale, tra l’inizio e la fine ci sono i 272 gradini di una scala a chiocciola, ma niente paura: la salita è intervallata dalle sale del museo.
Si parte con i luoghi dedicati alla memoria di Guido Horn d’Arturo, direttore dell’osservatorio nella prima metà del Novecento con una pausa nel periodo della seconda guerra mondiale per via delle leggi razziali che lo costrinsero lontano dal lavoro e dalla città. C’è la sua scrivania con tutti gli oggetti appartenuti a lui e, subito dietro, il primo prototipo dello specchio a tasselli esagonali, da lui ideato e progettato per migliorare la qualità delle osservazioni celesti.

Uno stretto corridoio ci conduce all’interno della Sala Meridiana dove – assieme ad altri strumenti di misurazione – è esposta la meridiana settecentesca, estremamente precisa per l’epoca, utile agli astronomi per calcolare il tempo solare e, di fatto, scandire la vita cittadina.

La visita prosegue nella stanza dedicata ad alcuni strumenti novecenteschi: una raccolta di macchine fotografiche di varie epoche, i primi calcolatori italiani ed europei e gli apparecchi per le analisi delle lastre fotografiche. Si continua a salire fino alla Sala dei Globi nella quale è possibile vedere come si è evoluta la concezione del pianeta e dell’universo dal 1600 in poi. Ci sono i meravigliosi disegni sui globi terrestri e celesti, le ipnotiche geometrie delle sfere armillari e il pezzo più antico del museo: l’astrolabio moresco del 1280. Un unicum nella collezione della Specola, realizzato in ottone dal sapiente artigianato dell’occidente musulmano e attribuito a Ibn Baso padre, astronomo presso la moschea di Granada. C’è una fornita collezione di carte geografiche, tra cui quella di Matteo Ricci, padre gesuita fondatore delle missioni cattoliche in Cina, stampata su carta di riso nel 1602.

E catturano gli sguardi anche le riproduzioni dei fenomeni celesti di Maria Clara Eimmart (1676-1707), astronoma e pittrice, dotata di competenza tecnica e fine sensibilità. Iniziata dal padre, Georg Christoph Eimmart, allo studio degli astri e del latino, rappresenta ancora oggi un fulgido esempio di riscatto al femminile.

La Eimmart, Ricci, Guido Horn d’Arturo e tanti altri sono la dimostrazione del fatto che questo museo sa farsi contenitore di storie. Sa fare il suo dovere di museo.
Proseguendo fino al quarto piano si giunge alla Sala Torretta, luogo in cui venivano effettuate le osservazioni sui terrazzini esterni alla stanza. Qui sono esposti i telescopi dell’epoca, risalenti per lo più al diciottesimo secolo, di pregevole fattura e indiscutibile interesse scientifico e ingegneristico.
Altri due giri di scala a chiocciola e si aprono le porte del punto più alto della cittadella universitaria: dove il panorama di Bologna si lascia guardare dai colli, ai palazzoni del quartiere fieristico. Si vedono le due torri e sembrano sorprendentemente vicine, in lontananza troneggia solenne San Luca, mentre in basso continua a svolgersi – indifferente e dinamica – la vita studentesca. Il coronamento ideale di un percorso di conoscenza piacevole e completo.

Info Utili
Il Museo della Specola offre sempre, oltre alle visite guidate, una serie di attività aperte al pubblico che possono essere consultate qui

Orari
Da martedì a domenica e festivi.
Accesso solo su prenotazione per visite guidate e percorsi didattici (max 15 persone).

Costi
- intero 5Euro

- gratuito: studenti UNIBO, personale UNIBO, accompagnatori di persone diversamente abili.

Convenzioni

- possessori Card Musei Metropolitani di Bologna*: ingresso gratuito

Visite guidate e didattiche per gruppi scolastici e centri estivi

- 2 Euro per partecipante (solo visita didattica)

- 5 Euro per partecipante (visita con materiale didattico)

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