Teatro Duse: la stagione 2019/2020. Con Gianni Morandi, Michele Riondino e Alessio Boni - Bologna

Teatro Duse: la stagione 2019/2020. Con Gianni Morandi, Michele Riondino e Alessio Boni

Teatro Bologna Teatro Duse Lunedì 20 maggio 2019

Federico Vagliati
© I Legnanesi in Non ci resta che ridere

Bologna - Sono passati quasi dieci anni da quando il Teatro Duse – per tradizione il teatro di Bologna e uno dei più antichi della città, come si legge sul sito alla voce storia ha rischiato di chiudere. Oggi, grazie soprattutto all'amore del suo pubblico, bolognese e non, è arrivato alla nona stagione di prosa dalla riapertura. Una stagione molto ricca, pieno di titoli che appartengono sia alla drammaturgia classica che a quella contemporanea.

Secondo Walter Mramor, presidente Cda del Duse, il filo conduttore è: «Quello di una visione molto lucida e contemporanea della nostra società, sia attraverso artisti giovani che con una visione nuova dei classici del teatro e della letteratura. I grandi nomi della regia affrontano drammaturgie contemporanee e i giovani registi si cimentano con i classici».

La stagione inizierà l'11 ottobre, in anticipo rispetto al solito grazie alle richieste del pubblico (i numeri parlano di oltre 3.100 abbonamenti, con una media di gradimento del 98%), con uno dei capolavori della letteratura mondiale, Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Una delle opere più potenti del Novecento sarà interpretata da Michele Riondino, diretto da Andrea Baracco. Lo spettacolo, che ha già debuttato con grande successo, racconta attraverso toni che vanno dal comico, al grottesco, al drammatico l'amore degli esseri umani e la sua capacità di resistere alla morte.

In cartellone saranno presenti in tutto 18 titoli, di cui 16 in abbonamento e due fuori: Massimo Lopez &Tullio Solenghi Show e Non ci resta che ridere de I Legnanesi. Le rappresentazioni spazieranno da Miseria e nobiltà (protagonista Lello Arena, già molto amato nella precedente stagione con Parenti Serpenti), a Madre Coraggio, la prima opera di Bertolt Brecht mai rappresentata al Duse, a Un tram che si chiama desiderio, diretta da Pier Luigi Pizzi, un regista che fa parte della storia del teatro (tra le sue collaborazioni anche quella con Franco Zeffirelli).

E, ancora, Il borghese piccolo piccolo, tratto da un romanzo di Vincenzo Cerami di cui è stato realizzato un film con Alberto Sordi, interpretato sul palco da Massimo Dapporto; Il costruttore Solness, metafora forte di un cattivo che edifica la propria fortuna sulle ceneri della casa di famiglia della moglie. Il protagonista, interpretato dall'ottantacinquenne Umberto Orsini, è terrorizzato dalla giovinezza, in cui vede una minaccia per il suo potere. Alessio Boni sarà Don Chichiotte, esaltazione di lucida follia ed eroismo, con l'insolita presenza di un Sancho Panza femminile, interpretato da Serra Yilmaz (attrice molto amata da Ferzan Özpetek).

Sono state anticipati anche due nomi che faranno parte della proposta musicale: Vinicio Capossela, che il 19 e 20 novembre presenterà le canzoni del nuovo disco Ballate per uomini e bestie e l'Harlem Gospel Choir, che il 17 dicembre torna al Duse con uno speciale tributo a Prince.

Durante la presentazione della stagione non è mancata una gradita incursione, quella di Gianni Morandi che ha parlato della serie di spettacoli Stasera gioco in casa – una vita di canzoni, già annunciati in precedenza. Oltre a quelle già presenti in programma, sono state definite altre date, tra le quali la notte di Capodanno, dove Morandi farà da mattatore.

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