Teatro Bologna Mercoledì 15 maggio 2019

Ert 2019/2020: la nuova stagione teatrale ripensa il Novecento

Bologna - S’intitola Bye bye ‘900? la prossima stagione teatrale di Emilia Romagna Teatro Fondazione, una realtà che coinvolge ben cinque città e sette teatri: il Teatro Storchi e il Teatro delle Passioni a Modena, il Teatro Dadà a Castelfranco Emilia, il Teatro Ermanno Fabbri di Vignola, l’Arena del Sole e il Teatro delle Moline a Bologna e il Teatro Alessandro Bonci di Cesena.
«Il nostro Bye bye ‘900 porta con sé un interrogativo, la volontà di porsi delle domande sul nostro passato prossimo. Esiste una tendenza in generale a considerare vecchie e superate le cose relative al passato. A voler mettere al rogo tutto il Novecento nella sua complessità, come se fosse un libro scomodo. Insieme al direttore Claudio Longhi, proponiamo un’opportunità di riflessione sul secolo» ha dichiarato il Presidente di ERT, Giuliano Barbolini.

Si tratta di una riflessione senza dubbio impegnativa che si svilupperà in maniera mirata e puntuale. Saranno ben ventiquattro le nuove produzioni e numerosissime le ospitalità che condurranno sui palchi di ERT i grandi nomi del teatro italiano e internazionale, della drammaturgia contemporanea, della musica e della danza: Marco Paolini e Francesco Niccolini, Flavia Mastrella e Antonio Rezza, Vinicio Marchioni, Ascanio Celestini, Ottavia Piccolo, Angela Finocchiaro e tanti altri ancora.

Descrivendo il percorso compiuto prima di approdare a Bye bye 900? e le ragioni fondanti del progetto artistico e socioculturale, il direttore Claudio Longhi ha spiegato: «Al centro del programma triennale di ERT c’era l’ambizione di raccontare i tempi interessanti che stiamo vivendo: nella prima stagione ci siamo concentrati sul racconto del tempo, nella seconda stagione sul racconto dello spazio, per la stagione a venire ci siamo focalizzati sul racconto dell’azione. In particolare, su di una conseguenza dell’azione che è la produzione del nuovo». 

Ed è proprio il concetto di nuovo il nucleo pulsante dell’annata teatrale che ci aspetta: «abbiamo cercato di inseguire il nuovo in tutte le sue manifestazioni, tutte le sue traiettorie e quest’inseguimento ci ha portati al cuore del Novecento. Un secolo che incarna l’idea del rinnovamento veloce e che illumina la profonda contraddittorietà che sta dentro l’idea di nuovo: non necessariamente è un valore, può essere anche un disvalore e il Novecento ci ha mostrato tutte e due le facce della novità».
Raccontare queste storie dalla prospettiva attuale, quella del 2019, apre un’enorme finestra su un altro orizzonte ermeneutico: «il nostro essere nuovi rispetto al secolo che ci ha preceduti».

Queste la chiavi di lettura per comprendere a pieno tutte le nuove produzioni della prossima stagione. Il 26 Febbraio al Teatro Storchi di Modena è prevista l’Antigone, una riscrittura e reinvenzione di un grande classico ad opera del filosofo Slavoj Žižek, prestato al teatro per l’occasione.

Ancora i classici, ma questa volta della latinità in Quando la vita ti viene a trovare. Dialogo tra Lucrezio e Seneca, di Enzo Vetrano e Stefano Randisi. Un dialogo immaginato dal latinista Ivano Dionigi che diventa un incontro filosofico tra due maestri del pensiero, padri di due correnti di pensiero che animano la cultura occidentale da secoli.

Antonio Latella, uno tra i maggiori registi italiani e direttore della Biennale Teatro di Venezia, il 6 Novembre all’Arena del Sole porterà in scena La valle dell’Eden, la grande saga familiare tratta dal capolavoro di John Steinbeck.
Due occasioni per continuare ad approfondire la poetica di Elias Canetti «un intellettuale che ha voluto prendere il Novecento alla gola» per citare ancora Claudio Longhi: ci sarà Nozze diretta da Lino Guanciale il 7 dicembre al Teatro delle Passioni di Modena e La Commedia della vanità, diretta da Claudio Longhi, il 27 Novembre allo Storchi sempre di Modena.
Il classico shakespeariano andrà in scena con Macbeth. Le cose nascoste di Carmelo Rifici e con Romeo and Juliet. Melo – Drama, una rivisitazione moderna del giovane regista Teodoro Bonci del Bene.

Merita una menzione anche Radar – Dispositivo di progettazione creativa under 28 sulle rotte della Via Emilia, un percorso di formazione rivolto ad artisti emiliano romagnoli finalizzato alla nascita di una nuova produzione. Una delle tante iniziative nell’ambito della formazione previste, il che dimostra la volontà di ERT di radicarsi in maniera ancora più solida e capillare sul territorio, come testimoniato anche da LovERT, la rete di aziende e imprenditori che condividono e supportano questa specifica idea di teatro.

L’idea, come sottolineato sia dal Presidente Barbolini, sia dal Direttore Longhi, di un teatro che è prima di tutto un bene comune e che è in grado di sviluppare continuamente una serie di relazioni nei contesti urbani e nelle periferie. Un contributo prezioso per tutta la comunità.

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