Mostre Bologna Mercoledì 15 maggio 2019

Bologna Rock 1979, la mostra al Mambo

© Chiara Ferrari
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Bologna - «Siamo stati per un breve attimo uno degli ombelichi culturali del mondo... ma non ce n'eravamo accorti! La nostra forza è stata lavorare in totale libertà, low-fi, underground e sottocultura per fare cultura», afferma Oderso Rubini, co curatore insieme ad Anna Persiani della mostra Pensatevi liberi - Bologna Rock 1979, che inaugurerà giovedì 16 maggio al MAMbo.

L'esposizione è dedicata all’evento che radunò più di seimila persone al Palasport di Bologna il 2 aprile 1979: Bologna Rock, che può essere considerato il simbolo di una stagione non solo musicale, ma anche sociale, culturale e politica.

Vinili, fanzine originali (Harpo's, A/traverso, Svacco, Punkreas, Musique Mecanique, Great Complotto), poster, cassette audio, fotografie, comunicati e rassegne stampa... ma anche amplificatori, mixer e sintetizzatori saranno visibili fino al 29 settembre nella Project Roomdel MAMbo, spazio dedicato alla riscoperta di alcuni degli episodi culturali più stimolanti e innovativi originati in ambito bolognese e regionale. Immagini, video, LP in vinile, documenti, fumetti, materiali visivi e grafici, strumentazioni dell'epoca e pubblicazioni indipendenti che mettono in luce connessione e contaminazione tra arti diverse, caratteristica tipica di quegli anni di grande sperimentazione.

La mostra inaugurerà giovedì 16 maggio alle 19,00 con un dj set di Samon Takahashi, artista giapponese che gira il mondo suonando i dischi di etichette di quell'epoca (tra le quali Harpo's Bazar, fondata dallo stesso Rubini). La serata proseguirà poi al Gallery 16, che ospiterà nel periodo successivo piccole mostre collaterali, concerti e incontri incentrati sul tema del futuro nei diversi ambiti culturali. 

E proprio il futuro è uno dei nuclei sottesi alla mostra, che non si vorrebbe esaurire in un malinconico canto di ciò che è stato e che non tornerà più.«La speranza è che la mostra porti anche a nuovi stimoli - afferma Rubini - che sia un'occasione per i giovani di riflettere e progettare qualcosa di nuovo. Oggi in generale è tutto abbastanza piatto, soprattutto da un punto di vista musicale. Bisogna dire però che adesso è molto più difficile e complicato di allora: per noi la musica rock era un'occasione per protestare, oggi questo aspetto non c'è».

Il percorso prevede anche un'escursione nella realtà aumentata, tramite un'originale finto 45 giri targato Pensatevi Liberi, che si troverà nella stanza e che i visitatori potranno portare a casa. Scaricando l'apposita app e leggendo il QR code con la fotocamera dello smartphone sarà possibile godere dei contenuti multimediali stando comodamente stesi sul divano di casa.

Rubini auspica anche che dai materiali di questa mostra, moltissimi, nasca qualcosa di permanente da qualche parte a Bologna, una sorta di archivio musicale. Staremo a vedere!

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