Trittico: al Comunale la danza si fa racconto - Bologna

Trittico: al Comunale la danza si fa racconto

Teatro Bologna Domenica 12 maggio 2019

Bologna - Il Ballet Nice Méditerranée ha debuttato sabato 11 maggio al Teatro Comunale e Bologna ha risposto presente: dalla platea alla balconata, pubblico coinvolto e travolto dalla magia della grande danza.
La compagnia è diretta e guidata da Éric Vu-An, uno di quei personaggi straordinari che potrebbe intrattenere sale gremite semplicemente raccontandosi: di formazione squisitamente classica viene scelto, appena diciannovenne, da Rudolf Nureyef per interpretare il ruolo di Basilio in Don Chisciotte e da Maurice Béjart nel suo Bolero. Entra nel mondo del cinema per la porta principale con un cammeo in Tè nel deserto di Bernardo Bertolucci e approda a teatro con Memorie di Adriano di Maurizio Scaparro. Dal 1995 comincia a dedicarsi alla direzione di ballo e dal 2009 s’inaugura il sodalizio con il Ballet Nice Méditerranée che porta in scena un repertorio meravigliosamente eterogeneo. Si spazia dalla classica, alla danza contemporanea tenendo come punto fermo l’alta qualità coreografica e teatrale.

Il background eclettico di Vu-An si riflette su tutta la compagnia, i giovani ballerini sono energici e versatili. Atleti eccezionali e interpreti raffinati.
Come per i più celebri esempi d’arte pittorica medievale, Trittico è l’insieme di tre opere differenti tra loro. Tre narrazioni che se rimanessero isolate, rischierebbero quasi di risultare incomplete, ma presentate in successione creano l’effetto di una piacevole armonia.
In apertura L’Arlésienne, balletto di Roland Petit e musiche di George Bizet, ispirato al racconto di Alphonse Daudet. Siamo in Provenza, in quella provincia francese resa eterna dalle tele di Van Gogh che ispirano gli sfondi scenografici delle prime scene.  Qui, con un panorama tinto di giallo alle spalle, si consuma il dramma di un amore ostacolato da gelosie e ossessioni: il fidanzamento tra Frederi e la sua amica d’infanzia Vivette è compromesso dal ricordo pressante di un’antica liaison con una donna di Arlés. Il personaggio di Frederi sembra diviso tra un passato ingombrante e un futuro incerto: uno lo insegue e dall’altro è inseguito, tanto che finisce sempre per guardare altrove. Vivette, invece, vive e danza nel presente: conosce il segreto per affrontarlo positivamente e sorridere. Lui, Alessio Passaquindici, volteggia elegante verso l’inevitabile, lei, Zaloa Fabbrini, resta elegante nonostante il peso dell’inevitabile e insieme accompagnano lo spettatore verso i sentieri meno esplorati della coscienza. La tragedia è servita e lo spettacolo delizia la vista mentre dialoga con la mente.

Segue Three Preludes, di Ben Stevenson con musiche di Sergej Rachmaninov. Al centro della scena e, quindi della narrazione c’è l’oggetto della sbarra. L’esercizio alla sbarra è vissuto dai due ballerini come un rito solenne, il momento del risveglio dell’anima, in cui il corpo non può mentire. Una regia, vagamente cinematografica, ci annuncia che il passo a due che ne deriverà sarà il racconto di una vera storia d’amore. E, quando la sbarra scompare, su di un palco invaso dal blu oceano delle scenografie, va in scena l’intesa delicata e fluttuante tra due anime gemelle.

L’ultimo episodio è 5 Tangos, ideati da Hans Van Manen e musicati da Astor Piazzolla. Sul palco prevalgono i colori rosso e nero, senza nessun tipo di sfumatura come vuole la tradizione argentina, ma l’ingrediente principale è la più fruttifera delle contaminazioni. L’incontro tra la danza classica e le sonorità di Piazzolla è magistralmente calibrato: lo stile tanguero non sembra lasciarsi scalfire dalla danza sulle punte. Ogni genere riesce a esprimere se stesso esaltando allo stesso modo tecnica e passione.

Con l’esplosione del sentimento viscerale, il percorso di Trittico giunge al termine, un percorso che regala un senso di completezza come tutte le belle storie.
La stagione della danza 2019 del Teatro Comunale di Bologna è ricca di queste sorprese, di spettacoli in grado di soddisfare gli addetti ai lavori e creare complicità anche con i frequentatori meno assidui del balletto: ad aprile c’è stato il Lago dei Cigni, a Settembre arriva Instrument Jam firmato da Roberto Zappalà e a Febbraio Amore di Svetlana Zakharova, la migliore ballerina della sua generazione. Non resta che segnarli in agenda.

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