La Certosa, un tour alla scoperta del Cimitero Monumentale di Bologna

2019-05-10 11:36:55

Giovedì 23 maggio 2019

Ore 15:30, 16:30

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Monumento ai caduti della Grande Guerra© Chiara Ferrari

Bologna - All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne/ confortate di pianto è forse il sonno/della morte men duro?

Con questi versi inizia il famoso carme Dei Sepolcri, che Ugo Foscolo compose nel 1807 in polemica con l’editto di Saint Cloud che collocava le sepolture fuori dalle mure cittadine, allontanandole dalle chiese dove erano sempre state. Da quel momento in poi fiorirono tutti i maggiori cimiteri europei, tra i quali il celebre (e gigantesco) Père Lachaise di Parigi.

Nel 1801, con tre anni di anticipo rispetto alla disposizione napoleonica, viene inaugurato a Bologna il cimitero monumentale della Certosa, un luogo che, a più di due secoli di distanza, conserva un fascino unico, frutto della storia che si respira passeggiando sotto i suoi portici.

Un pò di storia

La Certosa è infatti uno dei pochi cimiteri ad avere pochissime zone all’aperto; per ricordare al visitatore che si trova nella città dei portici, il complesso è percorribile quasi interamente al coperto (fanno eccezione Campo Carducci e Campo Ospedali). La cosa si spiega andando a scavare nelle origini dell’edificio, che sorge sulle basi dell’antico convento certosino di San Girolamo (a sua volta costruito su un’antica necropoli etrusca). Nel 1796, con l’arrivo di Napoleone in Italia, tutti gli ordini monastici vennero chiusi e così i frati, che risiedevano in quest’area dalla metà del 1300 circa, vennero cacciati. Per evitare che il convento, tra i maggiori d’Europa, venisse smembrato, si decise di costruire qui il cimitero della Certosa, che è quindi il frutto della riqualificazione del complesso e dei successivi ampliamenti che sono stati fatti negli anni. La pianta architettonica è basata sulla disposizione della struttura precedente, costituita da celle, refettorio, chioschi... e proprio quello centrale è diventata zona d’elezione per le tombe dei cittadini più illustri di Bologna. Nel cimitero riposano, solo per citarne alcuni, Marco Minghetti (statista), Giorgio Morandi, Giosue Carducci e Lucio Dalla. Fin dall’Ottocento qui hanno passeggiato visitatori del calibro di Lord Byron, Charles Dickens e Sigmund Freud.

Da non perdere

Il complesso della Certosa è un vero e proprio museo all’aria aperta e camminando sotto i suoi portici si attraversano il Neoclassicismo, il Verismo, il Liberty... fino al Razionalismo di metà ‘900. Si passa dalle prime rarissime tombe dipinte, a quelle in stucco e scagliola (una sorta di gesso), per arrivare a quelle in marmo e in bronzo.

Le opere degne di nota sono davvero tante, ma giusto per dare un’idea dei tesori della Certosa ecco un piccolo (e non esaustivo) elenco: 

  • Ingresso monumentale: nel 1809 Giovanni Putti, tra gli scultori maggiormente presenti in Certosa (circa 30 opere tra il 1815 e il 1830), realizza su progetto dell’architetto Ercole Gasparini le due imponenti Piangenti, dette popolarmente e affettuosamente Piagnoni: due statue in terracotta collocate su alti pilastri, come monito e avvertimento per chi entra in questo luogo di dolore.
  • Tomba Legnani (Chiostro III): realizzata nel 1805 e dedicata al senatore Girolamo Legnani, appartenente alla più antica e blasonata nobiltà felsinea, si tratta di un eccezionale caso di monumento funebre decorato con immagini e simboli di ispirazioni egizia. La tomba testimonia un legame ancora forte con i modelli settecenteschi di Giovan Battista Piranesi ed è al contempo il risultato della spedizione di Napoleone del 1798, che aveva fatto conoscere l’arte egizia in Europa. La pittura è piena di simboli massoni, tra i quali la sfinge, ed esprime il forte legame dei ceti medio-alti con la massoneria.
  • Monumento ai martiri per l’Indipendenza (Sala delle Tombe): l’imponente leone in gesso, che sembra possa ruggire da un momento all’altro, era stato realizzato in realtà per il parco della Montagnola, dove avrebbe dovuto omaggiare i caduti del Risorgimento bolognese. Al suo posto venne scelta un’altra opera, e così la creazione di Carlo Monari (autore di quasi 30 opere alla Certosa) finì qui.
  • Tomba di Enea Cocchi (Galleria delle Tre Navate): “giovanotto di cuore generoso”, prematuramente scomparso nel 1867 all’età di 18 anni. L’artista, sempre Carlo Monari, regala al ragazzo una posa naturale ed equilibrata e offre ai visitatori di oggi un prezioso documento di costume. Enea indossa infatti il caratteristico “tre pezzi” – giacca, pantaloni e panciotto –, tipico abito maschile ottocentesco. Particolare in più l’orologio da taschino, di cui si nota la catenella appoggiata al panciotto.
  • Cella Magnani (Chiostro VI): splendido esempio di Liberty di inizio Novecento, rappresenta l’Angelo che stretto all’Anima ascende in cielo, in un misto di moralità e sensualità. Per volere della vedova del giovane Natale Magnani, Pasquale Rizzoli realizza una scultura in bronzo su un fondo concavo mosaicato in azzurro, di enorme impatto visivo.
  • Monumento ai caduti della Grande Guerra (Chiostro VI): due corpi circolari interrati uniti da un lungo corridoio costituiscono l’ossario di circa 3000 soldati – tra italiani, bolognesi e austro ungarici – caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1940 vengono tradotte qui anche le spoglie di padre Ugo Bassi.
  • Ossario ai Caduti partigiani (Campo degli Ospedali): viene inaugurato nel 1959 per volontà del sindaco della Liberazione bolognese Giuseppe Dozza, che dà l’incarico all’architetto milanese Piero Bottoni, esponente del Razionalismo e seguace di Le Corbusier, di progettare l’ossario che avrebbe contenuto i resti di 500 partigiani uccisi dai nazi fascisti.

Info utili

L’Info Point della Certosa di Bologna è uno spazio dove chiedere informazioni storico artistiche, consultare le pubblicazioni ed eventualmente acquistare guida e gadget; si trova all’ingresso principale nel cortile della chiesa in via della Certosa 18 (attenzione agli orari di apertura, consultabili sul sito). Il servizio di accoglienza è garantito dal personale del Museo del Risorgimento e dagli Amici della Certosa, associazione di volontari che contribuisce alla manutenzione dei monumenti.

Vengono inoltre organizzate guide tematiche, visite in notturna, concerti, rappresentazioni teatrali... il 23 maggio si aprirà il calendario estivo, che da giugno a settembre ospiterà oltre 50 eventi della rassegna Appuntamenti estivi in Certosa.

Approfondisci con: Maggiori informazioni sull'evento e biglietti per Il Liceo Galvani e la Certosa

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