25 aprile a Monte Sole, la Festa della Liberazione. Marzabotto tra storia e memoria - Bologna

25 aprile a Monte Sole, la Festa della Liberazione. Marzabotto tra storia e memoria

Attualità Bologna Lunedì 22 aprile 2019

© Chiara Ferrari
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Bologna - In occasione del 25 aprile e della Festa della Liberazione, vi proponiamo un percorso di visita al Parco Storico di Monte Sole, un'occasione non solo per non dimenticare ma anche per capire quello che è accaduto. 

Abbandonando la strada statale Porrettana SS64 all’altezza di Pian di Venola, dopo Marzabotto, si imbocca via Sperticano, si attraversa il fiume Reno, e si prende via San Martino; dopo una serie di ripidi tornanti si arriva al parcheggio del Centro Visite Il Poggiolo, dove si può lasciare la macchina e visitare a piedi l’area del Parco Storico di Monte Sole. Guardandosi attorno si vedono dolci colline, il verde dei prati e, se si ha la fortuna di avere il meteo dalla propria, un bel cielo blu. Le poche costruzioni che si scorgono sono quelle del Poggiolo, appunto, e un edificio giallo che ospita la Scuola di Pace di Montesole

Settantacinque anni fa l’area di Monte Sole, che si trova tra le valli del fiume Reno e il torrente Setta, a sud di Bologna, era abitata da circa 2000 persone, che vivevano in piccoli borghi e case sparse tra le colline. Poco lontano passava la Linea Gotica, l’ultimo fronte e retroguardia difensiva nazista. Dall’autunno del ‘43 era attiva, sempre in queste zone, la brigata partigiana Stella Rossa, composta da elementi locali di diversa matrice politica, impegnata a sabotare e allontanare i nazisti. Per il Terzo Reich si trattava infatti di una zona molto importante per comunicazioni e rifornimenti.

Nell’estate del ‘44 la Sedicesima divisione corazzata dei granatieri si stanzia nella zona di Monte Sole, con l’obiettivo di eliminare la presenza partigiana. È questa stessa divisione, capitanata dal maggiore austriaco Walter Reder, che decide, pianifica e mette in atto l’operazione di rastrellamento del “territorio nemico”, avvenuta tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944. Mentre gli uomini si nascondono nei boschi, nella convinzione che i soldati non avrebbero colpito donne, anziani e bambini, i nazisti radono al suolo, bruciano e devastano 115 tra borghi e case sparse, uccidendo almeno 770 civili, di cui 216 bambini sotto i dodici anni, 142 ultra sessantenni e 316 donne (in un documento appartenuto alla Sedicesima divisione queste persone venivano definite “aiutanti dei banditi”). Si tratta di un bilancio quasi certamente al ribasso, perché molti corpi sono stati bruciati o impossibili da identificare, a causa del metodo barbaro di uccisione: bombe a mano e mitragliatrici, che hanno fatto letteralmente a pezzi le persone. Bisogna considerare inoltre anche le altre vittime, provocate da mine inesplose che sono rimaste su questo territorio anche diverso tempo dopo l’eccidio.

L’azione della Sedicesima è stata pianificata a tavolino, non si è trattato di una reazione a particolari offensive della resistenza partigiana, la quale, da un punto di vista militare, era abbastanza debole. Gli eccidi di Monte Sole - dicitura più corretta di “strage di Marzabotto” - sono un’operazione di bonifica finalizzata al massacro.

Nel 1989 è stato istituito il Parco Storico di Monte Sole, con l’idea di ricomprendere i 115 luoghi dell’eccidio, che è stata la più grande strage di civili dell’Europa Occidentale perpetuata dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi è possibile camminare tra borghi, chiese e case che, in seguito a quei terribili fatti, sono rimaste totalmente abbandonate. Attraverso i 3 km del  Percorso del Memoriale si visitano i luoghi più significativi: il cimitero e la chiesa di San Martino, Caprara di Sotto e di Sopra, la chiesa e il cimitero di Casaglia e Cerpiano. Quegli edifici non sono stati ricostruiti ma consolidati, proprio per ricordare le atrocità di cui sono stati testimoni. La strategia nazista, infatti, prevedeva di ammassare le persone all’interno di uno spazio circoscritto - molto spesso chiese e cimiteri, ma anche stanze - e di colpirle con bombe a mano o mitragliatrici fino a non udire più un solo lamento. I soldati ripassavano poi nei giorni successivi per accertarsi che non ci fossero feriti ancora in vita; i sopravvissuti, di fatti, si sono salvati rimanendo immobili e non emettendo alcun suono, pur se sepolti da cadaveri.

All’interno del parco sorge la Scuola di Pace di Monte Sole. L’istituzione nasce nel 2002 come fondazione «con l’idea di fare dei progetti educativi, sia a livello nazionale che internazionale», racconta la coordinatrice Elena Monicelli.«I progetti - prosegue - hanno alla base una riflessione sulla storia e sulla memoria che viene fatta in chiave educativa, che per noi significa partire dall’empatia con le vittime, per arrivare a ragionare sul carnefice. Naturalmente la condanna è totale, anche se non ci accontentiamo della retorica del Mai più: non crediamo in una visione consolatoria della memoria, ma tentiamo, attraverso lo sguardo sulla storia, di interrogare il presente e la vita quotidiana delle persone. Per fare questo è bene rimanere qua almeno una giornata: non facciamo infatti visite guidate tradizionali. Alla mattina i gruppi, scolastici e non, fanno il percorso sui luoghi del memoriale, che di per sé è già un laboratorio: la nostra infatti è un’educazione informale, che non prevede lezioni frontali. Il pomeriggio, poi, si attivano discussioni, attività e approfondimenti».

In occasione del 25 aprile, quando si celebrerà il 74° anniversario della Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazi-fascista, la Scuola di Pace organizzerà due visite guidate lungo il Percorso del Memoriale, che partiranno alle 12.30 e alle 14.00.

L’oratore della manifestazione sarà Massimo Cacciari, filosofo ed ex sindaco di Venezia; insieme a lui in mattinata ci sarà anche Jovan Divjak, scrittore ed ex generale. Nel pomeriggio, nel vicino prato del Poggiolo, spazio alla musica, con i Tre Allegri Ragazzi Morti e altri. Per facilitare gli spostamenti verrà attivato anche un servizio di navetta gratuito, che sarà operativo dalle 9.00 alle 20.00, con partenza dalla stazione di Pian di Venola e arrivo a Monte Sole.

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