Planet or Plastic? La mostra del National Geographic a Bologna

2019-04-12 21:48:26

Da sabato 13 aprile a domenica 22 settembre 2019

Ore 10:00

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Una tartaruga marina impigliata in una vecchia rete da pesca in plastica al largo della Spagna. Pote© Jordi Chias

Bologna - Dal 13 aprile al 22 settembre 2019 National Geographic, Genus Bononiae, Musei nella Città e Fondazione Carisbo presentano la mostra Planet or Plastic?, un percorso di conoscenza e scoperta che mira a sensibilizzare appassionati e curiosi a un uso più consapevole e più responsabile della plastica.
L’esposizione – curata da Marco Cattaneo, Direttore di National Geographic Italia con la collaborazione della scrittrice e documentarista Alessandra Viola – sarà ospitata all’interno della suggestiva cornice del Complesso di Santa Maria della Vita, in via Clavature 8-10, a due passi da Piazza Maggiore. «Un luogo dall’aura particolare che contribuisce a rendere quest’evento raro e unico», come ha dichiarato Fabio Roversi Monaco, Presidente di Genus Bononiae.

Il fine non è quello di criminalizzare in toto l’uso della plastica, ancora di indiscutibile rilevanza in numerose sfere sociali dalla sanità ai trasporti, ma quello di rafforzare la consapevolezza su quanto siano minime le percentuali di riciclo dei rifiuti e quanto siano enormi le conseguenze su clima e ambiente. I dati su riciclo, consumo e smaltimento a margine delle opere sono di una gravità disarmante. «Ma la consapevolezza non passa solo dalla testa, passa anche dalla pancia e dal cuore: non sappiamo con certezza qual è tra tutte l’immagine che ci porteremo a casa, se quella del pesce intrappolato in una gabbia di plastica o quella delle plastiche che diventano meduse nelle opere di Mandy Barker» ha spiegato Alessandra Viola.

 E Planet or Plastic? colpisce su più fronti l’immaginario del visitatore: ci sono fotografie tratte dai più interessanti reportage sul tema di National Geographic, proiezioni video, installazioni e ovviamente il progetto espositivo della Barker.
S’intitola Soup (Zuppa) ed è un racconto per immagini dei detriti plastici che restano in mare dal forte impatto emotivo e dall’affascinante valenza estetica. Usando le parole dell’artista: «l’obiettivo è quello di sensibilizzare le coscienze affinché comincino a prendere scelte diverse ogni giorno. E l’atto di educare si realizza tramite il contrasto di sensazioni: quello determinato da foto capaci di attrarre per bellezza e di scioccare emotivamente con le didascalie, con la realtà dei detriti ritratti. Un contrasto simile a quello generato dall’antichità di Santa Maria della Vita, costruita nel XIII secolo, e l’attualità della tematica al centro della mostra.»

Nelle sale dell’Oratorio, ai piedi del Transito della Vergine di Alfonso Lombardi, guadagna la scena Iceberg, l’installazione di Francesca Pasquali che – partendo da un oggetto di uso comune come le cannucce in plastica – riesce a creare un’opera d’arte densa di significati.
Completa il percorso il documentario di National Geographic Punto di non ritorno, diretto da Fisher Stevens e interpretato da Leonardo Di Caprio, incentrato sui preoccupanti cambiamenti climatici registrati negli ultimi anni e i devastanti effetti che ne derivano.

La mostra rappresenta anche una preziosa occasione per lanciare messaggi di attivismo: ad accogliere i visitatori c’è un pannello con le 10 piccole azioni quotidiane utili a limitare l’impatto della plastica sull’ambiente. Consigli che a molti di noi suoneranno scontati, ma che evidentemente non sono ancora stati divulgati abbastanza.
Inoltre, i visitatori potranno lasciare in un grande contenitore le loro bottigliette di plastica. Queste, in ossequio ai dettami del riciclo e del riuso responsabile, diventeranno la materia prima per un’installazione architettonica itinerante che sarà l’oggetto del concorso internazionale di idee Plastic Monument – Architectural Design Competition, bandito da YAC – Young Architects e sostenuto da Bio-On, gigante del made in Italy del settore bioplastiche.

Coniugare la bellezza autentica ai contenuti è da sempre uno dei grandi traguardi dell’arte e Planet or Plastic? ci riesce perfettamente offrendo la possibilità ai fruitori di stupirsi e di fermarsi un po’ a pensare.

Approfondisci con: Maggiori informazioni sull'evento e biglietti per Planet or Plastic, la mostra di National Geographic

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