Casa Carducci a Bologna: un museo da scoprire, tra storia e letteratura

Casa Carducci a Bologna: un museo da scoprire, tra storia e letteratura

Libri Bologna Martedì 2 aprile 2019

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Bologna - Piazza Giosuè Carducci si trova sulla linea dell’antica cinta muraria della città. Precisamente tra Porta Maggiore e Porta Santo Stefano. Piazza Giosuè Carducci si trova sulla linea dell’antica cinta muraria della città. Precisamente tra Porta Maggiore e Porta Santo Stefano. Subito dietro il Complesso di Santa Cristina, che è sede del Dipartimento delle Arti dell’Università. È ampia e luminosa. Piuttosto silenziosa nonostante il caos urbano sia proprio lì nei dintorni. Ci sono studenti che ripassano, residenti che passano e a volte si fermano sulle panchine, all’ombra. Si anima particolarmente quando arrivano gruppi di turisti o classi di tutte le età, dalle elementari alle superiori: tutti con l’intento di visitare la casa-museo del poeta.

Molti tra passanti e curiosisono attratti dal giardino monumentale che affianca la casa: un enorme spazio verde che abbraccia il complesso di statue realizzate in marmo di Carrara da Leonardo Bistolfi, in circa vent’anni, dal 1909 al 1927. Al centro si vede il Poeta, Giosuè Carducci seduto con una mano poggiata sul mento, circondato da altre due opere che rappresentano metaforicamente la sua letteratura: la Natura e il Poeta a sinistrae la Libertà sul sauro destrier della Canzone a destra. Insieme: il sentimento della natura, la storia e il Risorgimento.

Al primo piano dell’edificio c’è proprio il Museo Civico del Risorgimento che con cimeli, dipinti, armi e uniformi racconta – tenendo al centro l’esperienza bolognese – il periodo che va dall’età napoleonica (1796-1814) alla prima guerra mondiale, passando ovviamente per l’Unità d’Italia. Una visita propedeutica per poter comprendere e apprezzare al meglio la dimora di uno dei maggiori esponenti del Risorgimento italiano, quello stesso Carducci che nel marzo del 1861 scrive la canzone Per la proclamazione del Regno d’Italia.

La casa è quella in cui il poeta ha abitato dal 1890 fino al 1907, anno della sua morte, è stata acquistata da Margherita di Savoia nel 1902 e successivamente donata alla città affinché venisse innalzata a monumento nazionale e conservata «perpetuamente alla venerazione di italiani e stranieri». A partire dall’ingresso, la prima impressione che si ha è quella diessere entrati in una fornitissima biblioteca itinerante. Ci sono voluti anni per mettere a punto la catalogazione di tutti i volumi e i carteggi presenti. Quattro scaffalature in abete con cornice di testa tipica bolognese accolgono il visitatore e anticipano l’abbondanza e la ricercatezza dei testi raccolti nella biblioteca. Qui, la vera protagonista è la letteratura italiana del Settecento e dell’Ottocento con le prime edizioni delle opere di Metastasio, Alfieri, Parini, Leopardi, Manzoni, Foscolo e altri personaggi di spicco dell’epoca. Il percorso museale prosegue e conduce all’interno del luogo carducciano per eccellenza, il suo studio. Il ritratto della Regina Margherita troneggia sulla libreria in stile Secondo Impero, mentre al centro del mobile si staglia l’immagine di Dante. E ancora, sono esposti una serie di riferimenti iconografici che ci permettono di entrare in contatto con tutti i modelli del poeta: Giuseppe Mazzini sulla destra, Vittorio Alfieri sulla parete di ingresso, le immagini di Victor Hugo, Friedrich Schiller e Johann Volfgang Goethe sulla sinistra. È una sala altrettanto ricca di oggetti e documenti capaci di rievocare gli episodi salienti della sua vita: su tutte le pergamena del Premio Nobel del 1906 che gli fu conferito proprio all’interno dello studio. Attraversando il corridoio-archivio, si entra nella stanza da letto, e anche qui, sbirciare tra gli scaffali delle librerie può rivelarsi un esercizio molto utile. Ci sono tutti i nomi degli auctores che hanno influito sulla sua formazione: Virgilio, Catullo, Lucrezio e Orazio, tra i più rappresentati e amati. La visita si completa con il passaggio nella sala da pranzo, in cui è esposto il celebre ritratto dipinto dal livornese Vittorio Corcos, la stanza da lavoro e la stanza da letto di Elvira Menicucci, sua moglie, e il salotto buono finemente arredato.

Casa Carducci è senza dubbio una tappa fondamentale per gli studiosi dell’opera carducciana, ma anche per appassionati e curiosi. Ogni stanza ha qualcosa da raccontare e ogni attività aperta al pubblico è una scoperta: aiuta ad approfondire, leggere e rileggere una delle figure apicali della storia recente.

Info utili

Orario di apertura: da martedì a domenica: 9.00-13.00. Chiuso: lunedì, festivi infrasettimanali, 1 maggio, 25 dicembre, 1 gennaio.

Biglietto d’ingresso: intero 5,00 Euro, ridotto 3,00 Euro (visitatori over 65 anni, visitatori di età maggiore di 18 anni e minore o uguale a 25 anni, gruppi di almeno 10 unità, possessori Family Card e Carta Giovani del Comune di Bologna, enti e associazioni convenzionati)

Biglietto gratuito: prima domenica del mese, visitatori di età fino a 18 anni compiuti, studenti Scuole Secondarie di II grado, studenti universitari muniti di tesserino, due accompagnatori per gruppo scolastico,  1 accompagnatore per gruppo di almeno 10 unità,  1 accompagnatore di minore che partecipa a laboratori programmati dal museo, guide turistiche munite di tesserino,  giornalisti muniti di tesserino, portatore di handicap e accompagnatori, soci ICOM, enti e associazioni convenzionati,soggetti elencati art. 4 co 3 lettera a, b, d, e, f, g, h, i - Decreto n. 507 del 11/12/1997 e ss.mm. (anche studenti e docenti del Conservatorio e di altri istituti equiparati di cui alla lett. h), possessori Card Musei Metropolitani,  possessori Bologna Welcome Card. 

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