Giornate Fai di Primavera 2019 a Bologna: orari, luoghi aperti e prezzi

Giornate Fai di Primavera 2019 a Bologna: orari, luoghi aperti e prezzi

Cultura Bologna Venerdì 22 marzo 2019

Imola, la Rocca sforzesca

Bologna - È arrivata la Primavera 2019 e con lei torna uno degli appuntamenti più amati per il turismo culturale: le Giornate Fai di Primavera, in programma sabato 23 e domenica 24 marzo, che in tutta Italia portano alla scoperta di beni storici, archeologici, artistici, paesaggisti e ambientali.  È dal 1993 che ogni primo weekend di Primavera i volontari del Fondo Ambiente Italiano organizzano la manifestazione con migliaia di aperture straordinarie di luoghi spesso inaccessibili, al fine di farli conoscere, tutelarli e valorizzarli. A frare da Ciceroni ogni anno sono oltre 40.000 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che accompagnano i visitatori nei luoghi aperti per l'occasione. A fronte di ogni visita effettuata i volontari chiederanno un contributo facoltativo - a partire da 2, 3 o 5 Euro - a sostegno di quella missione in cui il Fai si impegna da oltre 40 anni: la cura, la tutela e la valorizzazione dei luoghi e delle storie che rendono unico il nostro Paese. Durante le giornate è anche possibile iscriversi al Fai, con tutte le agevolazioni per gli iscritti.

Anche a Bologna e in Emilia Romagna sono previste innumerevoli aperture straordinarie. Ecco di seguito l'elenco completo, con orari e informazioni, dei luoghi aperti in provincia di Bologna; l'ultimo ingresso è generalmente consentito 30 minuti prima dell'orario di chiusura (per conoscere le aperture in tutta l'Emilia Romagna e nell'intero paese, consultare il sito del Fai, dove sono anche segnalate eventuali modifiche di orari e variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse e la possibile chiusura anticipata delle code in caso di grande affluenza di pubblico).

Complesso di San Martino - via Guglielmo Oberdan 25, Bologna

Orari
Sabato: 10.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Domenica: 14.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da: 3 Euro
Visite a cura di apprendisti Ciceroni Liceo "Galvani" e studenti dell'Università di Bologna

Dietro una modesta facciata che rispecchia il semplice stile architettonico carmelitano si cela un gioiello di chiesa che conservando testimonianze dal Medioevo all ‘800 ben rappresenta la grandezza di Bologna. Della chiesa originaria, denominata San Martino dell’Aposa si hanno notizie a partire dal 1121: collocata sulla riva destra del torrente Aposa, che ancora oggi attraversa il centro di Bologna, e al di fuori della prima cerchia di mura, la chiesa occupa un punto cruciale sulle vie di comunicazione. Riedificata nel 1217, nel 1293 viene concessa dal Vescovo di Bologna ai Padri Carmelitani i quali raccogliendo donazioni ed elemosine ne progettano l’ampliamento con la costruzione di un convento. Ma è alla fine del ‘400 per opera dell’architetto Giovanni di Pietro da Brensa che San Martino assume la forma attuale con l’aggiunta della prima campata e di due cappelle laterali sopra la copertura dell’Aposa e il chiostro dei Morti. Nel Seicento vengono aggiunti la Sagrestia e l’Oratorio.

Palazzo Fava da San Domenico, via del Cane 9 (Bologna)

Orari
Sabato: 10.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Domenica: 10.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da: 3,00 Euro
Visite a cura di apprendisti Ciceroni Liceo "Da Vinci", Liceo "Sabin", Liceo "San Luigi", Liceo "Boldrini", guide Associazione Didasco
Visite in lingua straniera, domenica 24 ore 10.30 visite in giapponese - ore 12.00 visite in albanese (progetto FAI "Ponte tra culture")

Palazzo Fava di San Domenico, gioiello nascosto in un angolo del centro di Bologna tra strade strette e prive di portico. Nonostante non abbia l’imponenza e la visibilità di altre dimore storiche cinquecentesche, l’armonia delle grande finestre con cimasa ornata di sculture, i portali scolpiti, e il complesso piuttosto bello e ben proporzionato non lo fanno passare inosservato. Il Palazzo risale alla seconda metà del Cinquecento, voluto dai Fava, ricchi mercanti di tessuti, che scelsero i Terribilia, Antonio e Francesco, come architetti. Pur essendo passato di proprietà diverse volte, il Palazzo è riuscito a conservare l’omogeneità stilistica e strutturale, molto rara nell’ architettura cittadina cinquecentesca. Dal 1958 è sede della Croce Rossa Italiana, comitato provinciale di Bologna. Sorprendente è il fregio del grande salone dove Cesare Baglione, prestigioso e bizzarro erede del manierismo padano, affrescò I Dieci Comandamenti e le Allegorie delle Arti Liberali.

Palazzo Marescotti Brassetti, via Barberia 4 (Bologna)

Orari
Sabato: 10.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Domenica: 10.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da: 3 Euro
Visite a cura di Volontari Fai
Visite in lingua straniera domenica 24 ore 11.15 visite in lingua giapponese

Palazzo Marescotti Brazzetti, oggi sede del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Alma Mater Studiorum, è un edificio rinascimentale nel centro storico di Bologna progettato da Giovanni Beroaldo sui resti di precedenti edifici già presenti in loco. Nei secoli è stato oggetto di numerosi interventi di valorizzazione da parte dei proprietari con la commissione di affreschi e di un grandioso scalone barocco, opera di Gian Giacomo Monti.

Villa Aldovrandi Mazzacorati e Teatro Settecentesco, via Toscana 19 (Bologna)

Orari
Sabato: 14.00 - 17.30 (ultimo ingresso 17.00)
Domenica: 09.30 - 17.30 (ultimo ingresso 17.00)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da: 3 Euro
Visite a cura di apprendisti Ciceroni Liceo "Fermi",Liceo "Malpighi", Istituto Tecnico "Salvemini", Istituto Tecnico "Majorana"
Visite in lingua straniera, alle ore 12 di domenica 24 visite guidate in russo (progetto FAI "Ponte tra culture").

Nel 1760 il Conte Gianfrancesco Aldrovandi ereditò “il Palazzo a Camaldoli” posto nella campagna bolognese, dove gli Aldrovandi trascorrevano i mesi estivi. Ristrutturò il palazzo per farne una dimora più confortevole, affidando i lavori all’architetto Francesco Tadolini che tra il 1770 e il 1772 portò a compimento la facciata con il solenne pronao esastilo per sottolineare l’importanza dell’entrata principale. Il Conte realizzò nell’ala sinistra della Villa un Teatro stabile inaugurato il 24 settembre 1763, oggi considerato il più pregevole e ben conservato esempio di teatro privato in villa settecentesca in regione. Dopo gli Aldrovandi la villa passò ai Mazzacorati, a fine ‘800 venne acquistata dalla famiglia Sarti e nel 1928 passò ai Fasci di combattimento che la adibirono a soggiorno estivo per bambini gracili, poi trasformata in ospedale tisiatrico. Oggi di proprietà della Regione Emilia-Romagna è utilizzata dal Servizio Sanitario Regionale come Poliambulatorio.

Cassero di Castel San Pietro Baluardo Difensivo e Teatro, via Giacomo Matteotti 2 (Cassero di Castel San Pietro Terme)

Orari
Sabato: 10.00 - 13.00 / 15.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Domenica: 10.00 - 13.00 / 15.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da: 3 Euro
Itienerario: Tra santuari, carillon e fortificazioni: le unicità di Castel San Pietro Terme
Visite a cura di apprendisti Ciceroni di Castel San Pietro Terme
Iniziative speciali: Cassero di Castel San Pietro, venerdì 22 marzo ore 20.30 - Anteprima delle aperture con spettacolo teatroale. Evento di raccolta fondi. L'attore sinfonico Matteo Belli condurrà tra testi giullareschi italiani medioevali e moderni, novelle trecentesche, giochi linguistici e un omaggio all’antica tecnica del grammelot. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo: sanlazzaro@gruppofai.fondoambiente.it

Il Cassero con la sua torre è il monumento simbolo della città. Costruito come baluardo di difesa del territorio di Bologna, segna la nascita ufficiale di Castel San Pietro Terme nel 1199, come riportato nella targa ancora oggi visibile. La cinta muraria che circondava tutto il paese si diramava dal Cassero, inizialmente realizzato in legno, ma trasformato nei secoli successivi in base alle esigenze militari. Nei primi anni del Cinquecento, quando Bologna e Imola passarono sotto lo Stato Pontificio perse definitivamente la funzione militare, divenendo poi nella seconda metà del ‘700 un locale per “pubblici trattenimenti”. Nel 1784 la torre venne dotata di un orologio e nel 1842 di una nuova e più grande cella campanaria. Usato temporaneamente come alloggio militare durante la prima Guerra Mondiale, nel 1964 fu riaperto il passaggio ad arco gotico prospiciente l’antico ponte levatoio. Dal 2008 un nuovo intervento di restauro lo ha riportato alla sua funzione di teatro.

Santuario del SS.Crocifisso:55 campane per un carillon unico, via Giacomo Matteotti 2 (Cassero di Castel San Pietro Terme)

Orari
Sabato: 10.00 - 13.00 / 15.00 - 17.30
Domenica: 10.00 - 13.00 / 15.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da: 3 Euro
Itinerario tra santuari, carillon e fortificazioni: le unicità di Castel San Pietro Terme
Visite a cura di apprendisti Ciceroni di Castel San Pietro Terme

Il Santuario del SS.Crocifisso, inaugurato nel 1741, custodisce dipinti ed altorilievi di notevole pregio, un prezioso gruppo della Pietà in terracotta, e il Crocifisso che il sacerdote battista Antonio Comelli aveva donato alla Compagnia del Santissimo Sacramento nel 1543. Nel 1924 la chiesa fu ampliata verso la piazza con la costruzione del pronao. L’annesso campanile venne realizzato tra il 1926 e il 1930 e fu dotato di un particolarissimo carillon voluto dal canonico don Roberto Salieri, su progetto del castellano Giulio Gollini. Il carillon, il più grande d’Italia e strumento unico in Europa, è costituito da 55 campane di varie dimensioni realizzate dalla Fonderia Brighenti, suonate con uno speciale organo a tastiera creato appositamente dal mastro Gollini. La tastiera, tipica del pianoforte, posta alla base del campanile, aziona i martinetti delle campane grazie ad un meccanismo elettropneumatico.

Complesso di Sante Zennaro, via Pirandello 12 (Imola)

Orari

Sabato: 14.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17:30)
Domenica: 10:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da 3 Euro
Visite a cura di Apprendisti Ciceroni scuola media "Sante Zennaro" e volontari CIOFS

Negli anni Sessanta la Provincia di Bologna decise la realizzazione di una struttura sanitaria dove potere collocare i bambini con malattie psichiche e intraprendere con loro un percorso riabilitativo. Individuata l’area da destinare a tale progetto, venne indetto nel 1961 un concorso nazionale tra Ingegneri e Architetti per la costruzione della nuova sede di quello che sarebbe stato chiamato Istituto Medico Psicopedagogico poi dedicato alla memoria di Sante Zennaro. Si richiedeva il progetto di un complesso a padiglioni da inserirsi in un’ampia area a verde. Risultò vincitore un collettivo di architetti milanesi. Dopo anni dedicati alla fase progettuale, nel 1967 iniziarono i lavori che terminarono nel 1970. All’ interno della struttura, nell’ ampio parco, furono collocate alcune sculture-gioco selezionate tramite concorso nazionale tra importanti artisti nazionali. Alcune di queste opere, ancora visibili nel parco del Sante Zennaro, sono state recentemente oggetto di restauro.

Archivio Carducci, via Cavour 26 (Imola)

Orari
Sabato: 14.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Domenica: 10.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da 3 Euro
Visite a cura di apprendisti Ciceroni scuola media "Innocenzo da Imola"

L’edificio, intitolato nel 1911 a Carducci, nacque nel XIV secolo come convento delle suore Domenicane e dopo l’unificazione d’Italia divenne sede scolastica. Grazie a cospicue donazioni, lasciti e doti, l’istituzione crebbe di importanza e fu presto ampliata per rispondere al numero sempre crescente di richieste da parte di giovani fanciulle. Dopo la soppressione degli ordini religiosi, nell’ Ottocento, l’edificio divenne collegio per giovani, sede di scuole professionali, elementari e ginnasiali, fino alla definitiva ristrutturazione su progetto di R. Mirri. Durante le due guerre fu anche ospedale militare e luogo di sfollamento per civili.

Rocca Sforzesca, piazza Giovanni dalle Bande Nere (Imola)

Orari
Sabato: 10.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Domenica: 10.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da 3 Euro
Visite a cura di apprendisti Ciceroni Istituto "Francesco Alberghetti"
Visite in lingua straniera, inglese

La Rocca di Imola, fondata nel XIII secolo, è uno splendido esempio di architettura fortificata tra Medioevo e Rinascimento. Del periodo più antico si conservano il portale, il mastio con le segrete, l'antica torre, i suggestivi ambienti a piano terra, il terrazzo da cui la vista si apre su tutta la città e sulle colline circostanti. Aggiornata alle moderne esigenze di difesa dalle armi da fuoco tra 1472 e 1484 per volere della corte milanese degli Sforza si dotò di rivellini, torrioni angolari circolari, cannoniere decorate con ornati e emblemi della signoria Riario–Sforza e si impreziosì di ambienti residenziali, come il Palazzetto del Paradiso, prima di essere destinata a prevalente uso carcerario tra il XVI e il XX secolo. Riaperta al pubblico nel 1973, conserva all’ interno una collezione di ceramiche e armi.

Palazzo Tozzoni, via Garibaldi 18 (Imola)

Orari
Sabato: 10:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30)
Domenica: 10:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da: 3 euro
Visite a cura di apprendisti Ciceroni Liceo "Alessandro Da Imola"
Visite in lingua straniera, inglese
Iniziative speciali, domenica 24 marzo - ore 18:00 Concerto Rossini e dintorni Soprano: Valentina Domenicali Arpa: Irene De Bartolo

Per cinque secoli la famiglia Tozzoni ha abitato le stanze del palazzo su via della Fortezza, ora via Garibaldi. Toscani d’origine, si trasferirono a Imola nel corso del Quattrocento ed acquistarono due case contigue che solo tra 1726 e 1738, vennero trasformate in palazzo. Il linguaggio architettonico è quello scenografico del 600 e 700 bolognese, testimoniato dall’ampio scalone d’ingresso a due rampe sul quale spiccano le statue in stucco di Francesco Janssens, accompagnate nella decorazione dagli stucchi del ticinese Giovan Battista Verda. L’approdo dello scalone è un grande salone, dove si può ammirare parte della collezione di dipinti che i Tozzoni possedettero. E’ dal salone che si dipartono due appartamenti: quello cosiddetto Barocchetto costruito tra 1736 e 1738 e quello Impero. Una menzione particolare va all’archivio, una grande stanza che conserva dentro pareti-armadio, i documenti relativi all’attività del palazzo tra la fine del 400 e gli anni Settanta del secolo scorso.

Palazzo Vacchi Suzzi, via Appia 37 (Imola)

Orari
Sabato: 10.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Domenica: 10.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da 3 euro
Visite a cura di apprendisti Ciceroni Liceo "Alessandro da Imola"

Antonio Vacchi Suzzi commissionò nel 1864 all’architetto Cesare Costa il progetto per il suo Palazzo. I lavori terminarono nel 1884 e coinvolsero numerosi artisti ed artigiani bolognesi. Ora sede del Confartigianato Imola, il palazzo si contraddistingue esternamente per l’ampio balcone e per i busti in marmo raffiguranti personalità importanti delle famiglie Vacchi e Suzzi, internamente per la cura delle decorazioni che abbelliscono le sale di rappresentanza al primo piano. Nell’androne una bella cancellata in ferro oltre la quale si può accedere a due cortili in successione.

Collegiata Santa Maria Maggiore, piazza Andrea Costa (Pieve di Cento)

Orari
Sabato: 10.00 - 12.30 / 14.00 - 17.30
Domenica: 12.30 - 17.30 (ultimo ingresso 17.00)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da: 3 Euro
Visite guidate a cura dei volontari del Gruppo FAI di Pieve di Cento e Apprendisti Ciceroni Liceo Scientifico "Keynes" di Castel Maggiore (sabato mattina).
Visite in lingua straniera, sabato e domenica alle ore 16.30, visite guidate in lingua albanese sulla storia della chiesa e delle sue opere d’ arte.

Riaperta a Novembre dopo un’intensa campagna di restauro in seguito al sisma che nel 2012 aveva causato il crollo della cupola, la Collegiata di Santa Maria Maggiore è di nuovo lo scrigno delle importanti opere d’arte del Cinquecento e Seicento emiliano che erano state trasportate per motivi di sicurezza nel Museo Magi 900 di Pieve. Si potranno ammirare opere di Guido Reni, Guercino, Lavinia Fontana, Ippolito Scarsella, Bartolomeo Passerotti, Cesare e Bartolomeo Gennari e il preziosissimo Crocifisso ligneo del XIV secolo. Durante le visite guidate sono previsti gli interventi dei professionisti e restauratori della Impresa Leonardo che ha curato la ricostruzione della Chiesa dopo il terremoto del 2012 che spiegheranno le metodologie e le tecniche dei lavori di ristrutturazione e di restauro anche attraverso l’ uso di video e di fotografie.

Apertura Strordinaria della Torre Campanaria, piazza Andrea Costa (Pieve di Cento)

Orari
Domenica: 10:00 - 12:30 (ultimo ingresso 12:00)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato
Note di prenotazione
L’accesso è escluso a persone con disabilità e patologie claustrofobiche, ai minori di 18 anni e prevede la firma di una manleva. Inoltre è limitato a 60 visitatori con prenotazione obbligatoria nei giorni 21 e 22 marzo (tel +393346118031 e-mail)
Contributo suggerito a partire da 3 Euro
Visite a cura di congregazione dei Campanari di Pieve di Cento e Volontari; Volontari FAI

Il campanile della Collegiata, comunemente chiamato “La Torre” nel Novembre scorso è stato di nuovo aperto, reso agibile dai lavori di restauro in seguito al sisma del 2012 che aveva danneggiato l’intera Collegiata. Le Giornate FAI di Primavera permetteranno di visitare questo monumento di importanza storica e civile e di conoscere l’antica e complessa tecnica del suono delle campane.

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