Osterie e trattorie a Bologna: 5 indirizzi dove mangiare cucina emiliana

Osterie e trattorie a Bologna: 5 indirizzi dove mangiare cucina emiliana

Food Bologna Mercoledì 20 marzo 2019

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© Wikipedia/Algont

Bologna - La cucina emiliana, si sa, è capace di far sentire a casa anche chi è nato a migliaia di chilometri dall’Emilia. Per questo abbiamo deciso di approntare una mappatura delle trattorie, le osterie e i ristoranti imprescindibili in caso di sosta, per lavoro o piacere, a Bologna. Abbiamo scelto i luoghi più adatti a raccontare al meglio la tradizione culinaria della città. Tenendo come punto fermo la bolognesità dei menù, abbiamo spaziato il più possibile per soddisfare tutte le esigenze di gusto, atmosfera e portafogli.

Osteria al 15
Incastonata sotto i portici di Via Mirasole regala un’atmosfera suggestiva dall’esterno che si fa accogliente e familiare all’interno. Tavoli e sedie in legno, travi a vista, vecchi fogli di giornale sul soffitto: colori caldi e clima cordiale alimentato dalla presenza sempre piacevole dell’oste in sala. Tutte caratteristiche che sono valse all’Osteria al 15 la partecipazione all’ormai arcinoto programma 4 Ristoranti di Alessandro Borghese. I piatti del menù rispettano rigorosamente i dogmi della tradizione: ne vengono fuori delle crescentine e un pesto alla modenese dal sapore unico e forte e una cotoletta alla bolognese capace di soddisfare anche gli stomaci più capienti. Il menù è abbastanza ampio e offre una scelta anche variegata. I prezzi medi, o più gergalmente: onesti.

Ristorante da Bertino
Il locale di Via Lame 55, a pochi minuti a piedi dal centro di Bologna, dal 1957 ad oggi rappresenta indubitabilmente un pezzo di storia culturale e culinaria bolognese. Una sapienza ai fornelli che – come in tutte le belle storie – è stata tramandata di padre in figlio: da Alberto Roda, noto ai più come Bertino, il Re del Tortellino, ai suoi due figli Stefano e Claudia che continuano con passione a servire la tradizione a tavola per bolognesi doc e turisti fortunati. Per quanto i tortellini in brodo si meritino di diritto la copertina del Ristorante, non sono solo loro i protagonisti dell’esperienza conviviale da Bertino. Impossibile non citare e riuscire a privarsi dell’assaggio del famoso bollito che attende i clienti subito dopo il primo: lingue, manzi, zamponi e altri tagli che sfilano profumati sui carrelli, tra i tavoli e vengono affettati un secondo prima di essere serviti. Una gioia per il palato, per gli occhi e per il cuore.

Trattoria Anna Maria
Nel cuore della Bologna universitaria, quasi all’ombra delle due torri è dal 1985 che il civico 17/A di Via delle Belle Arti ospita uno dei luoghi più rappresentativi della città. Una testimonianza vibrante di una cucina tanto antica, quanto inossidabile come quella emiliana. Tutelarne la storia è garanzia di qualità ed è proprio quello che avviene da Anna Maria. La pasta fresca impastata e tirata a mano è porosa al punto giusto e squisita più di quanto basterebbe. Una bontà messa in risalto con le tagliatelle al ragù, con i tortelloni e con le lasagne al forno: sono questi i classiconi intramontabili che consigliamo. Prezzi leggermente sopra la media… ma paghi quello che mangi. 

Trattoria da Vito
In via Mario Musolesi ad angolo con la più celebre Via Paolo Fabbri e a due passi da Porta San Donato. Il posto trasuda bolognesità in ogni suo particolare, dall’arredamento fatto di sedie impagliate e tovaglie a quadretti, alle pareti piene zeppe di foto dei più grandi esponenti del fermento culturale felsineo del secondo Novecento, che erano anche clienti affezionatissimi. Non è un segreto che la trattoria fosse praticamente una seconda casa per gente come Francesco Guccini o Lucio Dalla. Anche il menù non è da meno e ci restituisce tutti i sapori della tradizione: lasagne al ragù, tortellini in brodo di cappone, gramigna con salsiccia, stinco di maiale e tanto altro ancora. Le porzioni sono molto generose e i prezzi decisamente competitivi. Tendenzialmente, si esce dalla Trattoria da Vito sazi e sorridenti.

Vagh in uffezzì
Quando i nonni bolognesi andavano in osteria con l’intento di restarci per ore senza essere disturbati, uscendo di casa, dicevano proprio: «Me a vâghíñufézzí». E la lingua e la cultura di una volta, più di tutte sanno come realizzare quel ritorno al passato che, nell’osteria di Via de’ Coltelli 9/C, si respira a pieni polmoni e diventa realtà. Arredamento vintage, sciarpa del Bologna, atmosfera informale e clima disteso. Menù “corto”, i piatti del giorno vengono per lo più raccontati in sala e cambiano nell’arco della settimana. L’obiettivo – pienamente centrato – è quello di riscoprire e celebrare le pietanze dimenticate. Con le crescentine, fritte nello strutto punto e basta, si va sempre sul sicuro. Rapporto qualità prezzo imbattibile e una sola regola: ogni pasto va chiuso col nocino fatto in casa.

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