La Via degli Dei: in cammino da Bologna a Firenze

La Via degli Dei: in cammino da Bologna a Firenze

Cultura Bologna Giovedì 21 marzo 2019

Stele con passo dello scrittore Bruno Cicognani sopra Fiesole
© Chiara Ferrari
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Bologna - La Via degli Dei è un cammino di circa 130 km che parte da Bologna e arriva a Firenze, passando attraverso l’Appennino. Sorge su un antico tracciato romano che collegava Bononia ad Arezzo, e che ricalca a sua volta un percorso etrusco che univa Felsina, cioè Bologna, a Fiesole.

Negli anni Settanta vicino a monte Bastione, sull’Appennino bolognese, Cesare Agostini e Franco Santi, archeologi dilettanti, trovarono per caso una moneta romana. Il ritrovamento segnò l’inizio di ricerche più accurate che portarono alla luce alcuni tratti di basolato ben conservati, tuttora visibili nei dintorni del Passo della Futa. I due ribattezzarono il percorso Flaminia Militare, per distinguerla dalla Via Flaminia originale (Roma-Rimini) e in onore del console Caio Flaminio che la costruì nel 191 a.C.

Vent’anni dopo, un gruppo di appassionati di trekking e di quello che sarebbe diventato lo slow food inaugurò l’attuale Via degli Dei. Il nome è lo stesso usato fin dal dopoguerra per indicare la strada provinciale 59, che risalendo il crinale Setta-Savena passa per dorsali con toponimi quali monte Adone, Monzuno (Mons Junonis), monte Venere, monte Luario (della dea Lua).

La riscoperta del tracciato e la volontà di valorizzare quei territori spiegano il vero e proprio boom che la Via degli Dei sta avendo recentemente. Il percorso è adatto a tutti: comitive, famiglie, coppie, amici a quattro zampe...e anche ai singoli, per un’avventura in solitaria. La Via si può percorrere a piedi o in mountain bike, ovviamente dimezzando i tempi. La suddivisione delle tappe varia a seconda della guida, del ritmo di camminata e dei posti in cui si sceglie di pernottare. Sul sito ufficiale della Via degli Dei, le tappe suggerite sono cinque:

 1.                  Bologna (Piazza Maggiore) - Badolo, 21,30 km;
2.                  Badolo - Madonna dei Fornelli, 28,00 km;
3.                  Madonna dei Fornelli - Monte di Fo’, 17,25 km;
4.                  Monte di Fo’ - San Piero a Sieve, 21,08 km;
5.                  San Piero a Sieve - Firenze (Piazza della Signoria), 33,20 km.

A parte due tratti abbastanza lunghi – il secondo e l’ultimo –, non ci sono percorsi troppo impegnativi. La vera difficoltà risiede nel dislivello del tracciato, che si snoda tutto lungo gli Appennini ed è quindi un sali e scendi continuo. Tuttavia con un po' di allenamento e di buona volontà chiunque può affrontarlo e godersi luoghi ricchi di storia e fascino.

Per primi si incontrano il portico di San Luca con i suoi 666 archi e il sentiero dei Bregoli, molto amato dai bolognesi. Si prosegue poi con la Chiusa di Casalecchio, in Europa la più antica opera idraulica ancora in funzione, e con il ponte sospeso di Vizzano, particolarissima architettura che nel 1930 permise di sostituire i traghetti, fino a quel momento unico mezzo a disposizione.

A Badolo imperdibile la vista dal Monte Adone, con il caratteristico aspetto diviso a metà. Proseguendo poi verso Monzuno, diretti a Madonna dei Fornelli, si attraversano degli splendidi castagneti tra i quali sorge Artemisia, un’associazione di promozione sociale e museo/parco all’aria aperta che merita senz’altro una sosta.

Il terzo giorno si tocca il punto più alto di tutto il cammino, la cima delle Banditacce (1200 m.), superata la quale si arriva al Passo della Futa. Qui si trova il suggestivo Cimitero Germanico, dove sono sepolti i corpi di 30.000 tedeschi.

Tra Monte di Fo’ e San Piero a Sieve si raggiunge il Passo dell’Osteria Bruciata, luogo in cui si racconta che sorgesse un’antica locanda; i proprietari erano in realtà dei malfattori che derubavano e uccidevano i viandanti, i cui corpi venivano cucinati e serviti ad altri avventori. Leggende macabre a parte, il passaggio attarverso la Valle del Mugello è splendido, anche se un po' rumoroso: si sentono infatti distintamente i rombi dei motori in pista. Prima di arrivare a San Piero a Sieve vale la pena deviare verso Sant’Agata, gioiellino toscano che racchiude una Pieve Romanica del 984 d.C.

Lasciata San Piero e l’imponente Fortezza di San Martino si incrocia il bellissimo Castello del Trebbio, antica residenza medicea oggi patrimonio dell’Unesco. Infine le colline sopra Fiesole e Firenze con i loro meravigliosi prati lasciano a bocca aperta. E dopo aver passato alcuni giorni immersi nella natura e nel suo silenzio sarà quasi traumatico immergersi nelle vie fiorentine, sempre piene di turisti.

I momenti ideali per percorrere la Via degli Dei sono sicuramente la primavera inoltrata e l’inizio dell’autunno. Il consiglio per chi si trovasse a farla in estate è quello di portarsi molta acqua, almeno tre litri, e di partire di buon mattino per cercare di evitare le ore più calde. Un altro invito è quello di non sovraccaricare lo zaino – 7/8 kg acqua compresa sono l’ideale – e di portare il minimo indispensabile, soprattutto in estate quando i vestiti si asciugano in fretta.

La Via è molto ben segnalata, in particolare nella parte emiliana, dai cartelli bianco rossi del CAI (Club Alpino Italiano), che diventano rosso bianchi in Toscana. Tuttavia, per maggior sicurezza e per buona abitudine conviene sempre portare con sè una carta aggiornata – acquistabile sempre sul sito e in molte librerie – e una bussola. La tecnologia, indubbiamente utile, potrebbe sempre “lasciarci a piedi”.

Intraprendere la Via degli Dei è un’esperienza di enorme arricchimento, che farà bene a corpo, spirito e pancia: lungo il percorso non mancano infatti le trattorie, un ottimo modo per rifocillarsi e socializzare.

Buon cammino!

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