Crespi d'Adda, storia del sito Unesco: dove si trova e come visitarlo - Bergamo

Crespi d'Adda, storia del sito Unesco: dove si trova e come visitarlo

Cultura Bergamo Venerdì 4 dicembre 2020

Crespi d'Adda, panorama dal belvedere
© Walter Carrera, Associazione Crespi d'Adda
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Bergamo - Era il 5 dicembre 1995 quando a Berlino, nella riunione del Comitato per il Patrimonio dell’Umanità, si annunciava che, insieme a Siena, Ferrara e Napoli, anche il villaggio operaio di Crespi d’Adda (Bergamo) veniva inserito nella World Heritage List dell'Unesco. Si trattava, allora, dell’undicesimo sito in Italia, il terzo in Lombardia ed il quinto al mondo per l’archeologia industriale. Oggi i siti inseriti in questo elenco sono 1121.

La motivazione addotta dagli esperti delegati dall’Unesco dettagliava come Crespi d’Adda fosse un esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, che vide la luce in Europa e nell’America del Nord tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo, espressione della filosofia predominante tra gli industriali illuminati nei riguardi dei loro operai e che si intendeva premiare la sua integrità architettonica in grado di illustrare un periodo significativo della storia umana e la sua esemplarità eminente di insediamento umano rappresentativo di una cultura divenuto vulnerabile per l’impatto di cambiamenti sociali ed economici irreversibili.

A venticinque anni di distanza, Crespi d’Adda, grazie al progetto che ha portato all'apertura dell’Unesco Visitor Centre, il villaggio operaio è diventato un polo culturale importantissimo che, purtroppo, non può, causa Covid-19, celebrare adeguatamente l’evento. Per questo motivo, la decisione presa dalla Associazione Crespi d’Adda e dall’Assessore competente, Donatella Pirola, è di festeggiare l’anniversario con una serie di iniziative che caratterizzeranno il 2021 e che si affiancheranno al normale programma di visite del villaggio operaio e di apertura della centrale idroelettrica e del cotonificio.

Villaggio operaio di Crespi d'Adda: dove è e qual è la sua storia

Il villaggio operaio di Crespi d’Adda è stato fondato da Cristoforo Benigno Crespi nel 1878, intorno allo stabilimento che ospitò, in origine, il Cotonificio Benigno Crespi, e venne completato dal figlio di quest’ultimo, Silvio Benigno Crespi, verso la fine degli anni Trenta del Novecento. È collocato in prossimità del fiume Adda, proprio sul confine tra le province diMilano e Bergamo, nella quale è incluso, facendo parte del Comune di Capriate San Gervasio.

Crespi d’Adda rappresenta un esempio eccezionale di città industriale, perfettamente conservata, ed è principalmente per questa ragione che venne inserita, nel 1995, nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. L’impianto regolare delle strade e la sua fisionomia urbanistica permettono di individuare in modo chiaro tutti gli edifici che formano il paese, composto, oltre che dalla fabbrica e dalle abitazioni, anche da strutture sociali e,un tempo, a uso pubblico, come il lavatoio, il dopolavoro, l’albergo, il piccolo ospedale, la scuola, il teatro, la chiesa, i bagni pubblici con piscina, il cimitero.

Dopo essere stato chiuso definitivamente nel 2003, vandalizzato e depredato per un decennio, lo stabilimento è stato acquistato nel 2013 dall’imprenditore bergamasco Antonio Percassi con l’idea di farne la sede operativa delle proprie aziende nonché un campus dell'innovazione e dell'arte aperto ad altri partner, con museo e zone espositive accessibili al pubblico.

Crespi d'Adda: ecco come è diventato Patrimonio dell'Umanità Unesco

La candidatura del villaggio operaio di Crespi d'Adda e il successivo inserimento nella World Heritage List dell'Unesco sono stati un evento straordinario, soprattutto considerando che l'impresa è dovuta all'audace iniziativa di alcuni giovani universitari locali riuniti nel goliardico Centro Sociale Fratelli Marx: questi furono in grado, con un supporto più formale che sostanziale da parte delle istituzioni locali, di promuovere e far comprendere al mondo il valore di questo piccolo luogo italiano. Nel 1993, infatti, elaborarono, al fine di tutelare il villaggio operaio dalla aggressione di una spregiudicata speculazione edilizia supportata da una parte della comunità, il progetto di rivalutazione culturale per Crespi d’Adda, all’interno del quale era previsto, oltre ad una serie di azioni di promozione e sviluppo culturale e turistico, l’ambizioso progetto di presentare la necessaria documentazione per l’inserimento del sito nella World Heritage List.

Questa storia è anche la protagonista di un libro la cui uscita è prevista nella primavera: 2021: l’autore, Giorgio Ravasio, fu testimone di tutta la vicenda che portò all’inserimento del villaggio operaio nel Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, avendo fondato, alcuni anni prima, il primo servizio di valorizzazione culturale e turistica del sito.

Crespi d'Adda: come e quando visitare il villaggio operaio

Il punto centrale della esperienza di interpretazione e conoscenza del villaggio operaio di Crespi d'Adda è l’Unesco Visitor Centre, sito nell’edificio delle Scuole Asilo S.T.I. (corso Alessandro Manzoni 18), in cui è sono presenti la biglietteria, un museo multimediale, l’archivio storico, il bookshop e le aule laboratoriali. Il luogo è visitabile tutti i giorni da marzo a novembre prenotando una guida al numero 02 90939988 oppure via email; ogni domenica e giorno festivo è aperto un punto informazioni che distribuisce mappe e organizza visite guidate anche senza prenotazione.

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