Asti teatro 2019, con Alessandro Bergonzoni, Emma Dante, Silvia Gallerano, Luigi Lo Cascio

Teatro Asti Giovedì 13 giugno 2019

Asti teatro 2019, con Alessandro Bergonzoni, Emma Dante, Silvia Gallerano, Luigi Lo Cascio

Asti - Quarantuno edizioni che sin dal 1979 hanno visto passare ad Asti infinite espressioni drammaturgiche e teatrali, co-produzioni internazionali con festival come Avignone, Santarcangelo di Romagna, Spoleto, e innumerevoli prime nazionali e debutti assoluti. Asti da 41 anni è una città che respira teatro e che ha modificato il suo assetto architettonico anche in quest’ottica. Per il festival Asti diventa Teatro, che torna dal 20 al 30 giugno. Uno storico festival di teatro nazionale e internazionale, con la direzione artistica di Emiliano Bronzino.

«AstiTeatro mantiene il suo ruolo da protagonista nella scena teatrale italiana – spiegano Maurizio Rasero, Sindaco della Città di Asti, e Gianfranco Imerito, Assessore alla Cultura – con una programmazione trasversale che saprà accontentare tutti. Il Festival, oltre che momento di aggregazione e incontro, è anche occasione di turismo, e a fare da cornice agli spettacoli in programma ci sarà la bellezza del nostro centro storico, con location suggestive e ricche di storia. Continuiamo anche a puntare sui giovani talenti, e quest’anno festeggiamo 10 anni del concorso Scintille, che ogni anno registra un alto numero di adesioni da parte di compagnie under 35 provenienti da tutta Italia, oltre che una grande partecipazione di pubblico. Un Festival quindi che non solo propone teatro, ma che aiuta a crearlo».

AstiTeatro è un festival vitale, con la vocazione di luogo di scambio e di ritrovo. Dal 2017 il direttore artistico del festival è Emiliano Bronzino, regista diplomato al Teatro Stabile di Torino, sotto la direzione artistica di Luca Ronconi, per il quale ha lavorato come suo assistente alla regia per anni. È regista per il Piccolo Teatro di Milano, direttore artistico dello Spazio Kor e ha collaborato a lungo con la Fondazione TPE e per l’INDA al Teatro Greco di Siracusa.

Due le missioni che Bronzino ha deciso di affrontare nella direzione artistica di AstiTeatro: generare un bene al servizio della Città di Asti e del suo territorio, in collaborazione con il sindaco Maurizio Rasero e l’assessore alla Cultura Gianfranco Imerito, e consolidare l’identità del festival e il suo ruolo nel panorama nazionale.

Spiega Emiliano Bronzino: «Dopo i festeggiamenti dei quaranta anni di storia della scorsa edizione, quest’anno con coraggio vogliamo ripensare il ruolo di AstiTeatro nel panorama nazionale. Per questo abbiamo immaginato questa edizione  con un forte sguardo rivolto al futuro. Astiteatro 41 ha una programmazione ricca di prime e anteprime, una particolare attenzione alla creatività giovanile e una missione che si apre a collaborazioni produttive e programmatiche con diversi festival, le Colline, Kilowatt e Vignale. La riconoscibilità della nostra visione e  l’affermazione degli artisti e dei progetti che abbiamo supportato ci dimostra che siamo stati capaci di intercettare a aiutare la creatività delle nuove generazioni di artisti. Ma vogliamo anche che il Festival continui a essere un momento importante di incontro di cittadini, un luogo di aggregazione e di partecipazione, coinvolgendo direttamente nella sua attività il proprio pubblico, creando luoghi e momenti di incontro. La Città si trasforma durante i giorni del festival aprendosi al pubblico, vivendo delle persone che lo frequentano, diventando così un bene al servizio della comunità. Con questa voglia di pensare al futuro, al pubblico più giovane e alle nuove generazioni di artisti immaginiamo questa nuova edizione come la “quaranta+unesima”, un nuovo “numero uno” che non scorda la nostra storia ma che vuole iniziare a costruire le prossime quaranta edizioni».

«Il Teatro Alfieri, 3 chiese, 4 cortili, 2 piazze, 2 spettacoli in carcere, oltre 40 spettacoli in 10 giorni, dalla drammaturgia contemporanea  al teatro canzone, dal circo al teatro ragazzi, alle installazioni. Ancora una volta si ripete il rito di una Città che viene invasa dal Teatro - sggiunge il dirigente Gianluigi Porro -  Continuiamo, dopo i primi 40 anni, ad inseguire il sogno di “Asti Città Festival”, avvicinandoci, per approssimazioni successive, sempre più alla concretizzazione di questo progetto che nasce dalla configurazione stessa della nostra Città e dalla convinzione che la Cultura, e soprattutto il Teatro, possa essere il modo per “visitarla” facendoci catturare dalle sue magie, utilizzando spazi che sono lì, da sempre, pronti a farsi scoprire».

AstiTeatro41, negli 11 giorni di festival in programma dal 20 al 30 giugno, più due giorni di anteprime, consolida la sua vocazione per la drammaturgia contemporanea, con 8 prime nazionali e numerose prime regionali, oltre a performance di attori e drammaturghi emergenti ed espressioni di artisti astigiani.

Tre le location principali, alle quali si aggiungono piazze e cortili come in una grande costellazione, che vengono svelate e aperte per poche occasioni all’anno, tra cui proprio AstiTeatro. Tre chiese sconsacrate del centro storico di Asti sono gli affascinanti spazi riconvertiti a sale teatrali. Lo Spazio Kor in piazza San Giuseppe, già Centro Giraudi e prima ancora Chiesa di San Giuseppe, è un’architettura barocca che dialoga con la creatività contemporanea, all’esterno con l’opera “Lens Flare” di Valsania e Poletti, e all’interno con “La Macchina delle Illusioni”, un piccolo museo interattivo, ideato dallo scenografo Francesco Fassone, primo e unico spazio in Italia dedicato alla scenotecnica.

Il Diavolo Rosso di piazza San Martino dal 2000 è spazio multiculturale e ristorante dedicato al grande ciclista astigiano, Giovanni Gerbi, una volta chiesa di San Michele dall’architettura barocca. L’ex Chiesa del Gesù al Michelerio, in corso Alfieri 381, palazzo al quale era annesso l’antico monastero delle Clarisse, era un luogo di culto progettato a metà del XVI secolo da Vincenzo Seregno, lo stesso ingegnere della Fabbrica del Duomo di Milano, che ancora oggi costudisce al suo interno l’affresco “La Gloria del Paradiso” del noto pittore astigiano Gian Carlo Aliberti. Saranno luogo di spettacoli anche piazza San Secondo e lo storico Teatro Alfieri.

Importanti per il Festival anche le collaborazioni, a partire da quella con il Festival delle Colline Torinesi. «Due tra i più importanti festival teatrali dell'estate piemontese esprimono, da qualche tempo, politiche culturali affini – spiega il direttore artistico Sergio Ariotti – ed entrambi si impegnano a esplorare la creazione contemporanea, con maggiore o minore attenzione alla nuova drammaturgia, entrambi hanno una vocazione alla tutela di giovani artisti. Con il 2019 le affinità diventano progetti condivisi. Ne deriva una sorta di cartellone trasversale in cui compaiono compagnie italiane e soprattutto giovani compagnie, segnalate al pubblico congiuntamente dai due festival. Si tratta di Socìetas, Deflorian/Tagliarini, Babilonia, Sotterraneo, Kronoteatro, Michele Sinisi, Alba Porto. Uno sforzo di concertazione e di razionalizzazione dei programmi che condurrà nel 2020 anche a collaborare nella scelta di appuntamenti internazionali. Una decisione che non insegue solo economie di scala ma che vuole favorire un'offerta più significativa al pubblico, non escludendo, tra Torino e Asti, una sua maggiore mobilità».

Tra le collaborazioni anche quella con la Fondazione Piemonte dal Vivo, con cui si condivide una visione strategica sui temi dell’offerta culturale e della mobilità del pubblico. Nel segno di una profonda sinergia territoriale, si favorirà la promozione congiunta di AstiTeatro e del Vignale Monferrato Festival (ideato da Piemonte dal Vivo tra fine giugno e inizio luglio) per un’offerta complementare ai diversi pubblici delle province limitrofe.

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