Avventure ed esplorazioni dell'impossibile: il programma 2018 del Cervino CineMountain - Aosta

Avventure ed esplorazioni dell'impossibile: il programma 2018 del Cervino CineMountain

Film Aosta Venerdì 27 luglio 2018

Aosta - La vetta è un’immagine, una figura retorica che evoca sfide, avventure e fatiche, «chi più in alto sale, più lontano vede. Chi più lontano vede, più a lungo sogna» diceva Walter Bonatti. La salita, in tutte le sue forme, in tutto ciò che rappresenta in quanto sfida e sogno, è la protagonista della XXI edizione del Cervino CineMountain, appuntamento annuale che ritorna nel 2018 dal 4 al 12 agosto. Cervinia e Valtournenche si trasformeranno in palcoscenico che trasporterà nei territori dell’avventura e dell’immaginazione: protagoniste saranno le storie, le avventure, e le emozioni a tutto tondo con le pellicole in lizza per il Grand Prix des Festivals - Conseil della Vallée e grandi ospiti tra cui Claudio Chiappucci, Giovanni Soldini e Hervé Barmasse, Manolo, Kurt Diemberger, le straordinarie fatiche del Tor des Géants. Inoltre, un emozionante ricordo di Ermanno Olmi e l’incredibile storia di un pastore afgano arrivato in Italia per cercare asilo insieme alla sua capra nel film Magic Alps, con protagonista Giovanni Storti che lo presenterà al pubblico del festival.

Non solo quindi gli alpinisti ma gli esploratori dell’impossibile, dentro e fuori da se stessi, per un’edizione che si annuncia più che mai ricca di novità e proposte nel segno della conquista. In particolare, saranno13 le opere già vincitrici dei più prestigiosi festival internazionali (festival appartenenti all'IAMF - International Alliance for Mountain Film) che si contenderanno il Grand Prix des Festivals - Conseil della Vallée, l’equivalente di un “Oscar” per i film di montagna.

Vincitore di una Milano-Sanremo, tre tappe al Tour de France e una al Giro d'Italia, Claudio Chiappucci, il Diablo, uno scalatore sulle due ruote, è nell’immaginario collettivo del ciclismo nazionale “l’uomo in salita”, quello che metteva sui pedali coraggio, passione e l’infinita capacità di sopportare enormi fatiche. Racconterà il cielo attraverso i pedali, tra salite gloriose e salite infernali.

Sfidare se stessi, spingersi al limite spesso coincide con il confrontarsi con la natura, da sempre percepita dagli esseri umani come una potenza irrazionale, affascinante e distruttiva allo stesso tempo. Mare e montagna, la forza degli elementi e le grandi avventure in solitaria sono le protagoniste dell’incontro tra Giovanni Soldini, il più grande navigatore in solitario italiano, ed Hervé Barmasse, enfant du pays e tra i massimi interpreti mondiali dell’alpinismo. L’avventura non finisce qua è il titolo di una serata unica che mette a confronto due modi diconoscere meglio se stessi e mettersi di fronte ai propri limiti.

Partito dall’Afghanistan insieme alla sua capra, un pastore afgano arriva in Italia per cercare asilo: è una storia realmente accaduta nel 2011 e raccontata dal cortometraggio Magic Alps, di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi, con il patrocinio di Amnesty International Italia, unico corto italiano in concorso al Clermont-Ferrand 2018. Protagonisti del film sono Hassan El Aouni, il pastore, e Giovanni Storti, nei panni del funzionario di un centro d'accoglienza che deve gestire il primo caso di animale giunto in Italia come "rifugiato". Un film che tratta in maniera ironica ma intelligente il tema dell'immigrazione e delle politiche sui flussi migratori concentrandosi sulle storie paradossali dei personaggi alle prese con sfide burocratiche e sociali.

E ancora spazio ovviamente per il grande alpinisimo con Maurizio “Manolo” Zanolla e Kurt Diemberg, ma anche alla corsa infernale dei centinaia di “pazzi” che ogni anno affrontano i 330 km delTor des Géants, sulle alte vie della Valle d’Aosta.Tra verità e leggenda, sfidando il sonno e le allucinazioni, dalle voci dei protagonisti le loro storie come non le hanno mai raccontate prima, i segreti di una delle sfide più intense del mondo, di corsa notte e giorno tra le vette alpine.

Tutti i film in concorso sono stati premiati dai festival più prestigiosi, membri dell’International Alliance for Mountain Film, di cui il Cervino CineMountain è socio fondatore. La montagna è raccontata in tutte le sue innumerevoli declinazioni: etnografiche, sociali, ambientali, antropologiche, naturalistiche, spirituali, sportive. in programma, le imprese dei protagonisti dell’alpinismo mondiale tra successi e fallimenti, le storie di piccoli uomini alla scoperta della montagna o alla ricerca di se stessi, la natura, i cambiamenti climatici e le grandi sfide agli elementi, la montagna vissuta quotidianamente, con duro lavoro solitario e minuzioso, fra tradizione e modernità, le sfide personali e sociali superate attraverso il legame con la natura.

Il Cervino CineMountain sarà inoltre palcoscenico per l’anteprima dell’anno: la prima proiezione mondiale di Parasol Peak, il film e album del compositore austriaco Manu Delago, batterista e percussionista di Björk e Anoushka Shankar e virtuoso dell’hang, realizzato con altri sette musicisti-alpinisti, durante una spedizione sulle vette austriache. Strumenti musicali diventano gli elementi naturali e l’attrezzatura da montagna, per un esperimento al limite.

Una spedizione di cinque giorni, sulle Alpi austriache, otto musicisti-percussionisti con la passione per la montagna, utilizzando caschi, rampini e moschettoni, acqua, sassi, legno e tronchi come strumenti, suonano seduti sul greto di un fiume o sulle rive di un lago, aggrappati nella cavità di una roccia a quasi 2000 metri, a cavallo di un vetta, in cordata lungo la parete, sul ghiacciaio a quasi tremila con la temperatura che tocca lo zero. Parasol Peak èun album ma soprattutto un filmche sarà presentato inanteprima mondiale sabato 11 agosto al Cervino CineMountain. Un progetto realizzatointeramente in acustica (la strumentazione elettrica è servita solo per la registrazione), con l’utilizzo degli elementi naturali quali acqua, rocce e alcuni attrezzi da montagna come caschi, rampini e moschettoni trasformati, per l’occasione, in strumenti musicali. Un album e un film realizzati nel profondo rispetto degli elementi e dello scenario, sempre diverso, dal lago, al bosco, alla vetta, alle prese con le difficoltà dovute alla temperatura, che ogni giorno sfiorava lo zero, e alla fatica. Musica e natura si fondono nella suggestione di un unico suono, un unico ambiente che trasmette tutta la sua potenza e la sua armonia.

Parasol Peak è il racconto di un’esplorazione alpinistica e musicale che ha portato il gruppo di musicisti a eseguire e registrare una serie di brani, appositamente composti, in luoghi diversi, a diverse altitudini. Ispirati dallo scenario che li circondava gli otto musicisti hanno suonato affrontando le basse temperature – sempre tra 0 e 5 gradi – e la stanchezza, che hanno reso più complicate le performance: «A volte suonavamo pensando a non rischiare la vita», ricorda Delago. Difficile anche l’impresa di riprendere in una situazione così al limite, come spiega il regista e produttore Johannes Aitzetmüller: «A volte potevamo filmare solo fino a due riprese, perché gli strumenti erano nuovamente scordati o le dita troppo fredde o il vento gelido soffiava troppo forte. L’ingegnere audio, Michael Reisigl, ha installato una rete di registratori, cavi e microfoni dappertutto. Le riprese dovevano andar bene al primo colpo, non c’era tempo e modo di rifarle».

 Ciò che ha preso forma, da quello che si è rivelato un vero e proprio esperimento, è un album (presentato il 29 luglio) dai suoni naturali, ruvidi ma di qualità, che trasmettono tutta l’intensità dell’esperienza e della passione per la sfida a un palcoscenico sul quale non sono ammessi errori. E un film maestoso, dalle atmosfere in continuo confondersi di suoni ed elementi naturali, musica e scenari suggestivi, un racconto mozzafiato di un’esperienza irripetibile.

Manu Delago sarà anche il protagonista dell'evento di chiusura del Cervino CineMountain 2018, un concerto in omaggio del grande regista Ermanno Olmi, recentemente scomparso.

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